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LAVORO - Italtel: player mondiale senza dipendenti? PDF Stampa E-mail
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italtel_2Destinare i fondi stanziati per lo sviluppo della banda larga a sostegno delle aziende che si occupano di telecomunicazioni e che rappresentano come l'Italtel  una risorsa nazionale e, quindi, salvaguardare i livelli occupazionali dell'azienda player di primo piano nel mercato delle telecomunicazioni.

Questo l'argomento dell'interpellanza che il deputato dell'IdV, Luciano Ciocchetti ha ricolto ai ministri del Welfare, Maurizio Sacconi, e dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, esponendo il caso dell'Italtel che nel 2004 ha acquistato un'azienda di 500 dipendenti (One-ans) che opera nel mercato della sicurezza delle reti informatiche rivolto anche alla pubblica amministrazione (350 sono a Castelletto di Settimo Milanese, 150 a Roma). Oggi One-ans è completamente integrata nelle attività Italtel, operando in maniera stabile direttamente dal cliente (Vodafone, Wind, Telecom, banche, pubblica amministrazione): dalla data dell'acquisizione oltre la metà dei dipendenti di One-ans ha dato le dimissioni dall'azienda.

Le sedi commerciali di Italtel sono rispettivamente localizzate a Castelletto di Settimo Milanese (Milano) e Roma, mentre l'insediamento di Carini (Palermo) e parte dell'area di Castelletto costituiscono il cuore della ricerca Italtel che, come Gruppo, occupa circa 2.100 addetti.

Ma da 10 anni i fatturati di Italtel sono a rischio per il duplice problema  del rifinanziamento del debito da parte delle banche e della ricapitalizzazione della società da parte degli azionisti Telecom, Cisco e fondi americani e sono ormai poche le aziende di Italtel con 1500 dipendenti. Oggi 1400 persone in tutto il Gruppo sono in contratto di solidarietà per un anno e mezzo (da luglio 2009 a dicembre 2010, lavorando mezza giornata in meno alla settimana per ridurre gli eccedenti). Questo sta impedendo il licenziamento di un centinaio di lavoratori. Entro la fine del 2010, circa 150 persone usciranno comunque in mobilità. L' 8 gennaio 2010 l'amministratore delegato di Italtel ha annunciato 400 nuovi esuberi (per effetto dei tagli sul fatturato di decine di milioni di euro da parte di Telecom) che si sommano ai 450 del biennio 2009/2010 e la chiusura di una sede "periferica".

Intanto, su La Padania.com si legge che il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione sulla situazione di crisi dell’Italtel grazie al voto compatto del gruppo della Lega Nord a favore della mozione che impegna la Giunta Regionale “a mettere in campo ogni iniziativa possibile per non perdere uno degli ultimi siti produttivi rimasti in un settore tecnologicamente avanzato". Il consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio, Fabrizio Cecchetti ha spiegato che “il futuro degli operai lombardi riveste per la Lega Nord un'importanza fondamentale" aggiungendo poi che con la mozione approvata, la Regione ha dato un "forte segnale di attenzione nei confronti della crisi dell’Italtel. Una situazione di difficoltà - ha concluso - che sta mettendo a rischio la continuità lavorativa di quasi 1500 dipendenti.” (Nella foto, Franco Serio, Chief Technology Officer (CTO) Italtel).

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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Interviste del direttore

Convegno Unioncamere 05.07.2010

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