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13 gennaio 2017 Comments Off on VOUCHER-Conflavoro Pmi: Capobianco, polemiche inutili è strumento valido per le imprese Dalla home page

VOUCHER-Conflavoro Pmi: Capobianco, polemiche inutili è strumento valido per le imprese

“La polemica sui voucher è priva di consistenza, ma solo il frutto delle manie di protagonismo di un sindacato verso una politica che lo ha abbandonato”. È secca la reazione del presidente nazionale di Conflavoro Pmi, Roberto Capobianco all’indomani della sentenza della Consulta che ha dato il via libera al referendum sui voucher proposto dalla Cgil, bocciando invece quello sul ripristino dell’articolo 18 esteso anche alle imprese con meno di dieci dipendenti.

Il numero uno del sindacato italiano a sostegno dei datori di lavoro, che ha la sua sede nazionale a Lucca, non ci sta ad assistere “all’ennesimo teatrino di chi vuole far rumore combattendo per modificare una normativa che si sta assestando e che, oltretutto, sta dando i suoi frutti. Concentriamoci piuttosto sulle cose negative di questo sistema – insiste – Sproniamo il governo ad intervenire in maniera più concreta con politiche attive sul lavoro stabile e non a rivedere un provvedimento, come quello dei voucher, non molto diverso da quello di altri paesi europei, che sta venendo incontro alle esigenze di privati e imprese e che va a regolamentare le collaborazioni lavorative saltuarie”.

Capobianco si oppone, in sostanza, a una polemica che giudica infondata e pretestuosa e chiede alla politica di non assecondarla, ma di concentrarsi sulle questioni davvero urgenti di questo paese: “I voucher sono la giusta risposta alle esigenze di chi fa impresa, perché permette di attivare collaborazioni lavorative in regola, anche se già con la tracciabilità, disposta dalle ultime modifiche in materia, se ne è complicato l’uso. Senza contare che, se nei voucher il differenziale tra lordo e netto è limitato ad un 25 per cento onnicomprensivo, senza che sia richiesto all’operatore alcun adempimento o denuncia di sorta, nel lavoro dipendente il cuneo contributivo, di cui tutti da sempre contestano l’eccessività, è almeno il doppio”.

“Come rappresentante delle piccole e medie imprese – conclude Capobianco – mi auguro che la politica smetta di rincorrere, tra l’altro con scarse possibilità di buon esito, le posizioni della Cgil che sta alimentando discussioni inutili su uno strumento che dà la possibilità, al contrario di quel che si dice, di limitare notevolmente il lavoro nero. Strumento che, tra l’altro, dati alla mano e come conferma lo stesso presidente dell’Inps, è largamente utilizzato dalla stessa Cgil e da altri sindacati”.

“I voucher rappresentano certamente uno strumento che si presta ad abusi da parte delle aziende, ma va considerato che la nuova normativa ha comunque aumentato le possibilità di verifica con una nuova comunicazione da mandare all’ispettorato del lavoro. Inoltre si tratta sempre di redditi molto bassi che prima ricadevano per lo più nell’area di lavoro nero – spiega Simone Colombo, consulente del lavoro ed esperto di direzione del personale in outsourcing, che prosegue – Si tratta di uno strumento presente anche nei paesi esteri, in grado di fornire comunque un minimo di sicurezza e legalità”.

“La proposta di ridurre il numero di persone in funzione dei dipendenti anche se concettualmente ha poco senso perché bisognerebbe guardare alla tipologia di lavori, potrebbe avere un buon risultato pratico, così come credo sia ottima l’idea di eliminarlo nelle attività di cantiere o edilizia, in quanto questo tipo di attività presenta profili di rischio che devono essere meglio tutelati e sinceramente vedo poco spazio per questo strumento”, conclude Colombo

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