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13 novembre 2014 Comments (4) News

UPSTREAM – Canale di Sicilia: Vicari, lo sviluppo della produzione di idrocarburi non deve e non può avvenire se non in modo sostenibile

Lo sviluppo della produzione di idrocarburi non deve e non puo avvenire se non in modo sostenibile con un’attenzione elevatissima alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza. Sono queste le prime parole del sottosegretario Simona Vicari, in riferimento alle notizie di possibili referendum consultivi nei territori rivieraschi del Canale di Sicilia.

“Il Governo ha riaffermato da ultimo questo concetto proprio nello Sblocca Italia”. Il Sottosegretario si riferisce al trasferimento allo Stato della competenza in materia di VIA: “Questo permettera di riportare la materia su un piano tecnico uniforme ed altamente qualificato (gli esperti nazionali della commissione VIA) mantenendo comunque inalterata la funzione concorrente delle Regioni e la partecipazione degli enti locali al procedimento”.

Inoltre l’esponente di Governo ha evidenziato come sempre nello Sblocca Italia sia stata prevista “la destinazione ai territori in cui si svolgono le attivita petrolifere e a quelli costieri prospicienti le attivita offshore di una parte rilevante delle royalties provenienti dalle attivita petrolifere a mare, al fine di massimizzare i benefici sul territorio”.

BodyPart_4“Nel delicato contesto internazionale dobbiamo far leva sulle potenzialita energetiche dell’Italia anche in materia estrattiva per ridurre la pericolosa dipendenza energetica del nostro Paese (ben 55 Miliardi di Euro nel 2013, pari al 3,6% del PIL) e – continua il Sottosegretario – il Canale di Sicilia gioca gia oggi un ruolo fondamentale, che nel futuro sara ancora piu cruciale con almeno di 2,3 miliardi di investimenti previsti nell’area”.

“Proprio pochi giorni fa – riferisce il Sottosegretario – siamo riusciti a ottenere l’accordo per la salvaguardia dei posti connessi alla Raffineria di Gela (3500 tra diretti e indotto), grazie al nuovo piano dell’ENI, che prevede investimenti ingenti nel locale settore upstream, i quali, unitamente a una riconversione green dell’impianto, consentiranno la salvaguardia dei posti di lavoro e della vocazione manifatturiera del territorio. Inoltre, la stessa ENI prevede di realizzare a Gela un centro di eccellenza per la sicurezza mineraria”.

“Devo puntualizzare che attualmente sono presenti nel Canale di Sicilia solo 4 Piattaforme petrolifere e che in futuro, realizzando tutti i progetti sui nostri tavoli, diventeranno al massimo 6, su 105 piattaforme presenti nei mari italiani. Nessun assalto, quindi, al Canale di Sicilia, e tanto meno alle Egadi dove non c’e alcun progetto, ma soltanto poche attivita a gas necessarie soprattutto per una riconversione industriale che mantenga la piena occupazione a Gela e dintorni”.

“Lo sviluppo delle attivita estrattive suddette – chiosa l’esponente di Governo – si svolge gia oggi nel rispetto dei piu alti standard internazionali e in totale sicurezza, grazie alla costante attivita di vigilanza e controllo dell’Autorita competente e alle eccellenze tecnologiche italiane. Tutto cio consente all’Italia di non registrare incidenti significativi in mare nei 60 anni di attivita e di avere un ruolo credibile a livello internazionale in materia di innalzamento degli standard di sicurezza nel Mediterraneo”.

“A questo proposito si e svolto un Convegno promosso da Assomineraria e dalla Societa Geologica Italiana che ha messo in luce l’elevata competenza dei tecnici e degli esperti del settore, ampiamente riconosciuta nel panorama internazionale, che alle condizioni attuali, sono costretti ad esportare all’estero le migliori tecnologie e le capacita, in termini di conoscenze e best practice”.

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