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4 marzo 2010 Comments (0) Dalla home page

LAVORO – Umbria: i mille del polo chimico

L’Umbria intera e non soltanto i lavoratori direttamente coinvolti, le organizzazioni sociali e le amministrazioni locali, segue con angoscia le sorti del polo industriale chimico Lyondell-Basell, del quale i vertici della multinazionale proprietaria annunciano l’imminente dismissione, che comporterebbe la disattivazione delle altre aziende (Novamont e Edison) e delle altre societa di servizi interne al sito industriale (Scat, Mirachrome, Medei, Collerosso), e principalmente la crisi delle aziende rifornite Meraclon e Treofan, con la perdita di 1.000 posti di lavoro, tra diretti e indiretti strettamente collegati. Cosi, il senatore del PdL, Domenico Benedetti Valentini, si e rivolto al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, in merito alla dismissione dello stabilimento ternano, che segnerebbe la fine del polo chimico di Terni, con pesante scadimento dell’intera rete e filiera dell’industria chimica italiana (vedere articolo pubblicato nei giorni scorsi, titolato “LAVORO – Lyondell-Basell: leader mondiale chiude a Terni?” – ndr).

La decisione della multinazionale “lascia sconcertati – ha aggiunto il senatore – di fronte alle importanti condizioni positive, tecniche e logistiche, del sito ternano, che ne raccomandano la prosecuzione, come dimostrano del resto i rilevanti utili realizzati anche nel 2009, oltre che negli anni precedenti“. A fronte di tutto questo, al ministro viene chiesto “quali iniziative e sedi di confronto con la multinazionale Lyondell-Basell, con le parti sociali, con la Regione Umbria e con gli enti locali il Governo abbia attivato e stia ulteriormente azionando, anche eventualmente con il sollecitato concorso dell’Eni, affinche, ciascuno contribuendo con l’assunzione di responsabilita istituzionalmente attribuita, siano prospettate e concretizzate soluzioni diverse dalla rovinosa chiusura del sito industriale chimico ternano e delle aziende da esso dipendenti” E quali prospettive, dopo la doverosa solidarieta al territorio e alle maestranze dimostrate con la manifestazione nazionale del 5 marzo con la presenza di tutte le sigle sindacali e associazioni cittadine, “il Governo ritenga, nella corresponsabilita di tutti i soggetti coinvolti, di poter lavorare in vista di un rilancio del complesso chimico dell’area ternana, nel piu ampio sistema della rete italiana, per il quale non sembrano mancare, pur in concomitanza di seri scompensi internazionali, significativi e solidi presupposti tecnici, logistici e commerciali.


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