IMPRESE – Premio Alte Professionalità 2013: a Milano mercoledi...

IMPRESE – Protocollo Confindustria Confservizi: obiettivo sperimentare forme di...

20 novembre 2013 Comments (0) News

UE – Società quotate in borsa: alle donne il 40% dei posti nei Cda

Secondo un progetto di direttiva europea votato mercoledi 20 novembre, le societa Ue quotate in borsa dovranno adottare procedure di assunzione trasparenti per far si che – entro il 2020 – almeno il 40% dei posto non esecutivi nei consigli d’amministrazione siano coperti da donne. I deputati propongono di sanzionare le societa che non riusciranno a introdurre tale procedura. Nel 2013, solo il 17,6% dei membri non esecutivi delle piu grandi aziende dell’Ue erano donne.

Procedura di selezione trasparente e rappresentanza equilibrata di genere

I deputati invitano gli Stati membri a garantire che le societa quotate adottino misure efficaci e vincolanti per garantire la parita di accesso a posizioni non esecutive nei consigli d’amministrazione per uomini e donne, in modo che, entro il 2020, almeno il 40% degli incarichi non esecutivi siano coperti da donne. Le societa pubbliche dovrebbero raggiungere tale obiettivo gia nel 2018. Qualora i candidati abbiano le stesse qualifiche, la priorita dovrebbe andare al candidato del sesso sottorappresentato. I deputati sottolineano che le qualifiche e il merito devono rimanere i criteri chiave.

Ambito di applicazione

Le regole di assunzione non si applicheranno alle piccole e medie imprese (PMI), con meno di 250 dipendenti. I deputati, tuttavia, incoraggiano gli Stati membri a sostenere le PMI e a fornire incentivi per migliorare l’equilibrio di genere nei loro consigli.

cdaSanzioni

Le aziende che non riescono a rispettare le regole saranno tenute a fornire alle autorita nazionali competenti una dichiarazione esplicativa sulla mancata realizzazione degli obiettivi, nonche una descrizione delle misure che ha adottato o intende adottare in futuro per raggiungerli.

Per i deputati, dovrebbero essere imposte sanzioni come multe per le violazioni dei requisiti relativi a una procedura di nomina trasparente, piuttosto che per non essere riusciti a raggiungere l’obiettivo del 40%. Propongono infine di aggiungere all’elenco delle possibili sanzioni anche “l’esclusione da tutte le gare pubbliche di appalto”, sanzioni che dovrebbero essere obbligatorie e non indicative, come invece proposto dalla Commissione.

Prossime tappe

Il Parlamento ha approvato la proposta modificata con 459 voti favorevoli, 148 contrari e 81 astensioni. La direttiva dovra ora essere approvata dal Consiglio dei ministri.

Per il testo cliccare:http://www.europarl.europa.eu/plenary/it/texts-adopted.html

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.