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7 aprile 2010 Comments (0) Dalla home page

UE – Orario di lavoro: in vista riesame delle regole

La Commissione europea ha chiesto il parere dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro sulle opzioni per un riesame delle regole Ue in materia di orario di lavoro. Nella prima fase di consultazione, si chiede alle parti sociali europee se si avverta la necessita, a livello Ue, di intervenire sulla direttiva “Orario di lavoro” (direttiva 2003/88/CE) e, in caso di risposta affermativa, quale portata dovrebbe avere il riesame.

Si tratta di un primo passo in vista di un ampio riesame della direttiva dopo che, nell’aprile 2009, i tentativi di revisione della normativa esistente erano giunti a un punto morto. In merito Laszlo Andor, commissario Ue responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, ha affermato che “l’impossibilita di raggiungere l’anno scorso un accordo sulla revisione della normativa sull’orario di lavoro non significa che i problemi legati alle regole esistenti si siano risolti da soli. Siamo ancora in attesa di trovare una soluzione equilibrata che affronti i bisogni reali dei lavoratori, delle aziende e dei consumatori nel XXI° secolo“. E ha poi ribadito che “dobbiamo procedere a un ampio riesame delle regole basato su un’approfondita valutazione di impatto con forte dimensione sociale. Invitiamo le parti sociali a un’ampia riflessione su questa questione cruciale e le sollecitiamo a presentare proposte innovative che consentano di travalicare i dibattiti infruttuosi del passato.”

La Commissione intende procedere a un ampio riesame della normativa vigente in materia di orario di lavoro prendendo le mosse da un’attenta valutazione delle disposizioni attuali e delle problematiche legate alla loro applicazione prima di esaminare le diverse opzioni che si offrono nel merito. Il riesame si configurera in una serie di obiettivi politici tra cui la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, il miglioramento dell’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, la flessibilita per le aziende e i lavoratori senza peraltro imporre oneri amministrativi inutili alle imprese, soprattutto le Pmi.

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