UE – Pari opportunità: obiettivo, più donne...

UE – Salute: obbligo di registrare le sostanze chimiche

25 marzo 2010 Comments (0) Approfondimenti

MADE IN EUROPE – Pac 2013: rafforzare la qualità

Un valore essenziale per il sostegno alla competitivita dei produttori agroalimentari europei. Questa la motivazione con cui gli eurodeputati hanno chiesto di rafforzare la politica di qualita dell’Ue nel quadro della riforma della Pac del 2013, con il sostegno finanziario dei fondi regionali per “ottenere una produzione agroalimentare di alta qualita” valutando altresi l’opportunita di introdurre un logo di qualita europeo con un’etichetta del tipo: “coltivato [prodotto o fabbricato] in Europa” e il mantenimento delle norme commerciali settoriali. Inoltre gli eurodeputati hanno auspicato un rafforzamento della protezione delle Dop e Igp dalla contraffazione, dentro e fuori l’Ue e, facendo proprio un emendamento presentato dagli eurodeputati italiani, l’indicazione del Paese d’origine per i prodotti agricoli freschi e, nel caso di prodotti trasformati “monoingrediente” il luogo di provenienza della materia prima agricola utilizzata nel prodotto finito, “con l’obiettivo di garantire una maggiore trasparenza e una tracciabilita” per assicurare “acquisti consapevoli da parte dei consumatori”, chiedendo, inoltre di studiare la fattibilita dell’introduzione dell‘etichettatura obbligatoria relativa al luogo di produzione per i prodotti trasformati che contengono “ingredienti significativi” (piu del 50% in peso di un alimento) o “ingredienti caratteristici” (cioe associati abitualmente dal consumatore alla denominazione di un alimento). Gli eurodeputati hanno chiesto poi di mantenere le norme di commercializzazione settoriali poiche “rendono trasparenti i mutamenti sul mercato, consentono agli acquirenti di raffrontare prezzi, dimensioni e qualita dei prodotti e assicurano una parita di condizioni di concorrenza a livello europeo”.

Secondo gli eurodeputati, il sistema delle denominazioni d’origine e delle indicazioni geografiche protette (Dop e Igp) contribuisce a favorire lo sviluppo delle zone rurali, a proteggere il patrimonio culturale e a diversificare l’occupazione in ambito rurale. I tre sistemi di registrazione delle indicazioni geografiche – per i vini, le bevande alcoliche e i prodotti alimentari – vanno quindi mantenuti e non occorre introdurre ulteriori sistemi di certificazione dei prodotti alimentari a livello Ue o nuovi sistemi di protezione paralleli sul piano nazionale o regionale. Tuttavia, il sistema va semplificato e adeguato. Inoltre, le condizioni da rispettare ai fini della registrazione di un prodotto debbano essere “trasparenti e comprensibili” sia per i produttori sia per i consumatori. Nel caso in cui un prodotto tutelato da un’indicazione geografica sia utilizzato come ingrediente, deve essere possibile definire norme concernenti l’utilizzazione del suo nome nelle denominazioni di vendita dei prodotti trasformati e debbano essere autorizzati controlli specifici “per verificare che le caratteristiche, l’immagine o la reputazione del prodotto non siano alterate.

Per far fronte alla contraffazione nei Paesi terzi che “danneggia la reputazione e l’immagine” di Dop e Igp, il Parlamento Ue ha chiesto una loro maggiore protezione in sede Omc estendendo a tutte le indicazioni geografiche la protezione supplementare gia concessa dall’accordo Trips (sulle proprieta intellettuali) alle denominazioni dei vini e istituendo un registro multilaterale giuridicamente vincolante. Nel chiedere poi la negoziazione di accordi bilaterali con i Paesi terzi, ha sollecitato la Commissione a fornire un sostegno tecnico e finanziario alle organizzazioni responsabili delle indicazioni geografiche “per facilitare la soluzione dei problemi di usurpazione”. Inoltre, gli eurodeputati sono favorevoli all’introduzione di strumenti per valorizzare e promuovere piccole produzioni tradizionali, locali e artigianali legate al territorio mantenendo lo strumento delle specialita tradizionali garantite (Stg), ma auspica la semplificazione delle norme, la riduzione dei tempi per la registrazione e il miglioramento della tutela del prodotto.E’ stata anche sollecitata la valutazione circa la possibilita di creare una banca dati europea delle antiche ricette e metodi storici di preparazione degli alimenti, “affinche la conoscenza dei cibi tradizionali e dei modi in cui sono stati preparati per generazioni non scompaia”.

Per promuovere i sistemi di produzione rispettosi dell’ambiente e basati su una razionalizzazione degli input, gli eurodeputati hanno chiesto l’introduzione di una regolamentazione Ue in materia di “produzione integrata” ritenendo necessaria l’esistenza di un autentico mercato unico dei prodotti biologici e sostengono quindi gli sforzi volti a sviluppare un nuovo logo applicabile a tutti i prodotti biologici ottenuti nell’Ue, auspicando anche una definizione e un’utilizzazione chiare delle espressioni “di montagna”, “isolano” e “a bassa emissione di carbonio”, nonche l’adozione di orientamenti Ue per l’utilizzazione di tali espressioni. Il Parlamento ha poi chiesto maggiori risorse finanziarie per le campagne promozionali sulle indicazioni geografiche e di promuovere i mercati agricoli gestiti direttamente dagli agricoltori come punti di vendita di prodotti stagionali locali, cosi da garantire un prezzo equo per i prodotti di qualita e consolidare il legame tra prodotto e territorio di origine. Sollecita poi l’istituzione di programmi volti a promuovere le vendite sui mercati locali, al fine di sostenere le iniziative locali e regionali di trasformazione e commercializzazione.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.