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14 maggio 2010 Comments (0) Dalla home page

UE – Legno: stop importazioni se tagliato illegalmente

Stop al commercio di legno di provenienza illegale che depreda le foreste tropicali con effetti disastrosi sulla biodiversita e il cambiamento climatico. E’ la posizione ldela Commissione Ambiente dell’Ue che, dopo aver preso atto che il 20-40% della produzione mondiale di legno proviene da disboscamenti illegali, si sta orientando verso una legge simile a quella adottata negli Usa visto che i Paesi europei non hanno recepito la posizione comunitaria presa nell’aprile delo scorso anno e, anzi, hanno provato sa “diluirla” votando una direttiva che non proibisce la commercializzazione di legna tagliata illegalmente, non specifica le sanzioni, non prevede alcuna conseguenza penale per le violazioni gravi, e non rafforza nemmeno gli organi di controllo, svuotando cosi di contenuto l’insieme delle misure. I disboscamenti illegali hanno anche l’effetto collaterale di abbassare i prezzi del legname, evadere le tasse e privare di risorse essenziali le popolazioni che dipendono dalla foresta per la loro sussistenza.

Il legno tropicale e molto apprezzato per le sue qualita estetiche, la resistenza e il prezzo: per questo e vastamente utilizzato per mobili da giardino, complementi da bagno, infissi delle finestre, parquet, soffitti, armadi eccetera ma il fatto e che gran parte del legno impiegato dall’industria non viene da piantagioni o foreste gestite in maniera sostenibile, ma dalle foreste naturali che, una volta disboscate, sono perse per sempre mentre a loro protezione e fondamentale per la lotta al cambiamento climatico. Si calcola, infatti, che la deforestazione e responsabile di quasi il 20% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, e procede a un ritmo inquietante: si parla di una superficie di alberi abbattuti pari a quasi la meta dell’Italia ogni anno. In molte parti del mondo gli alberi sono tagliati indistintamente in modo legale e illegale, e per il consumatore e praticamente impossibile distinguere e acquistare consapevolmente: solo una minima parte del legno sul mercato ha un’etichettatura d’origine. Per questo il Parlamento fa della tracciabilita un punto chiave della sua battaglia.

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