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31 marzo 2009 Comments (0) Dalla home page

UE – Aranciata senza arance? Ronchi: non se ne parla

Particolarmente colpiti i prodotti base della dieta mediterranea

Un progetto di legge comunitaria taglia l’obbligo di contenuto minimo per il succo di agrumi. 
“Aranciata senza arance? Non se ne parla”.  Questo e stato il commento del ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi (nella foto), in un’intervista a Il Messaggero la norma votata in Senato che abolisce la percentuale minima di succo d’arancia dalle bibite. “Le bibite in commercio hanno il 12% di succo di agrume – ha aggiunto il ministro – quelle senza non entreranno mai nel nostro Paese”.
Alla Camera, ha spiegato Ronchi, “abrogheremo quanto votato in Senatoe voglio vedere in faccia chi si opporra”.  Il ministro ha parlato di “un duro colpo per i nostri produttori agricoli, soprattutto in un periodo di crisi economica come questo che stiamo vivendo”. “E’ il momento – ha detto inoltre Ronchi – di affrontare apertamente quello che vogliamo mangiare noi e che vogliamo dare ai nostri figli per farli crescere sani”. Ci vuole “trasparenza nei confronti dei cittadini, la qualita al primo posto”, ha aggiunto. “Per noi, per il governo che e sempre stato contrario a quanto votato in Senato, quello che conta – ha sottolineato Ronchi – e l’interesse nazionale, produttori, coltivatori, bambini”. L’arrivo delle bibite all’arancia senza arance e la pericolosa conseguenza di una deriva che ha gia portato al via libera comunitario al vino senza uva realizzato dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes oltre che al formaggio prodotto a partire da caseina e caseinati invece del latte e al cioccolato con grassi diversi dal burro di cacao.
“Ad essere particolarmente colpiti – ha sottolineato la Coldiretti – sono i prodotti base della dieta mediterranea come il vino per il quale l’approvazione della riforma di mercato comunitaria ha sancito inganni vecchi e nuovi: dal consenso all’aggiunta di zucchero nei vini prodotti nel nord Europa al rose ottenuto miscelando vini bianco e rosso anziche dalla tradizionale vinificazione in bianco delle uve rosse senza obbligo di indicarlo fino al via libera al vino dealcolato, dopo che era gia stato autorizzato l’invecchiamento artificiale con segatura di legno (i cosiddetti trucioli) al posto delle botti senza che cio debba essere indicato chiaramente in etichetta”.
La possibilita di vendere sul mercato bibite di fantasia al gusto e con il colore dall’arancia senza contenere tuttavia neanche una minima percentuale del prezioso agrume e prevista – ha precisato  la Coldiretti – dal progetto di legge comunitaria gia approvato dal Senato che di fatto taglia l’obbligo del contenuto minimo del 12% di succo di agrumi previsto fino ad ora per questo tipo di bevande. Il testo prevede, infatti, l’abrogazione dell’articolo 1 della legge n°286 del 1961 secondo il quale  ”Le bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia, il cui gusto ed aroma fondamentale deriva dal loro contenuto di essenze di agrumi, o di paste aromatizzanti di agrumi, non possono essere colorate se non contengono anche succo di agrumi in misura non inferiore al 12%”.
Il via libera alle bevande “al gusto” o “al sapore” di arancia senza arance “e un evidente inganno nei confronti dei consumatori che – ha ribadito la Coldiretti – calpesta il sacrosanto diritto a un’informazione corretta e trasparente sugli alimenti acquistati, permette l’utilizzo di coloranti come ‘specchietto per le allodole’ ingannevole sui contenuti del prodotto e spinge verso un’ulteriore preoccupante riduzione del consumo nazionale di frutta”. “Una situazione che – ha ancora precisato la Coldiretti – danneggia anche i produttori e i commercianti onesti e causa anche un grave danno alle produzioni ortofrutticole italiane”.
“La sostituzione del succo con aromi e coloranti non e solo un inganno per i consumatori ma – ha precisato la Coldiretti – pone seri dubbi sugli effetti per la salute considerato che molte di queste sostanze sono oggetto di studi e verifiche per il loro supposto effetto negativo sui bambini (iperattivita)”. “D’altra parte l’elevato contenuto di zuccheri – ha sottolineato la Coldiretti – ha sicuramente effetti negativi sul preoccupante aumento della percentuale di casi di obesita e sovrappeso tra i giovani che in Italia ha raggiunto il 30%”.
La Coldiretti ha ancora sottolineato che “si verificherebbe una drammatica riduzione del consumo di frutta poiche l’eliminazione totale della soglia del 12% farebbe sparire dalle tavole e dai frigoriferi 120 milioni di chili di arance all’anno prodotti in 6mila ettari di agrumeti, con danni evidenti per consumatori e produttori”.
Inoltre, la Ue ha imposto all’Italia di aprire i propri mercati anche al cioccolato ottenuto con l’aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao, ma c’e anche la possibilita inquietante di utilizzare caseina e caseinati invece del latte per ottenere formaggi a pasta filata venduti come analoghi alla mozzarella. Un inganno favorito – ha sostenuto la Coldiretti – dalla mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti.

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