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GOVERNO – Liberalizzazioni: bozza aggiornata all’11 gennaio

11 gennaio 2012 Comments (0) News

UE – Allevamenti: stop agli intensivi in gabbia. Ma l’Italia nicchia

Dal primo gennaio, in base a una direttiva europea del ’99, dovrebbe arrivare lo stop agli allevamenti intensivi in gabbia, le anguste gabbie di rete metallica dove il sistema industriale confina ciascun esemplare, come ha denunciato la Lega Antivivisezione, “in uno spazio di soli 550 centimetri quadrati, meno di un foglio di carta A4”.

In Italia questa rivoluzione interesserebbe, secondo dati Una (Unione nazionale avicoltura), 55 milioni di galline ovaiole (il 9,2% del pollame nazionale) e 4.970 allevamenti italiani. Ma ci sono resistenze: la Lav ha recentemente scritto al ministro delle Politiche agricole e forestali Mario Catania per esprimere “preoccupazione” per l’emendamento alla Legge Comunitaria 2011 recentemente presentato dal Governo in tema di commercializzazione delle uova, con il quale, denuncia la Lav, arriverebbe “la non sanzionabilita di molte violazioni nella filiera ovaiola (dall’allevamento alla vendita), la cancellazione dell’aggravante per i soggetti che ripetono le violazioni, e una sanatoria per le diciture facoltative in contrasto col Regolamento sulla etichettatura delle uova”.

Secondo una stima Una, in Italia nel 2010 sono state prodotte 12 miliardi e 834 milioni di uova, per un valore, quantifica Assalzoo, di 1.150 milioni di euro. Il nostro consumo pro-capite di questo prodotto, di fatto tutto Made in Italy (lo e nel 99,7% dei casi), e di 210 uova. Il 68% circa delle galline ovaiole allevate nell’Unione Europea, stima la Lav, se rinchiuse nelle gabbie da batteria ha vita breve, circa un anno. E la natura altamente restrittiva di queste gabbie non consente normali modelli di comportamento, quali la ricerca del foraggio, la cova delle uova, distendere le ali, beccare sul terreno, e cio “determina un alto grado di stress”. Nelle gabbie di batteria gli animali sono esposti a luce artificiale che altera il ciclo giorno-notte, il pavimento in rete provoca spesso lesioni ai piedi e unghie delle galline che manifestano anche fragilita delle ossa, spiega ancora la Lav. ( Guarda la divertente campagna informativa della Lav, sul sito www.gallinelibere.lav.it).

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