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4 maggio 2010 Comments (0) Approfondimenti

UE – Capitali di rischio: no alle barriere fiscali

La Commissione Ue ha pubblicato una relazione nella quale vengono esposti i problemi della doppia imposizione che sorgono in caso di investimenti transfrontalieri in capitale di rischio, e le possibili soluzioni. La relazione riporta le conclusioni e le raccomandazioni di un gruppo indipendente di esperti fiscali Ue, istituito dalla Commissione allo scopo di studiare le possibilita di eliminare le principali barriere fiscali per gli investimenti transfrontalieri in capitale di rischio. Il capitale di rischio e una fonte di crescita vitale per le piccole e medie imprese: agevolare gli investimenti in capitale di rischio nell’Ue e pertanto essenziale per una buona crescita economica. La Commissione studiera adesso come dare seguito nel migliore dei modi alle conclusioni contenute nella relazione, in linea con il suo piu ampio obiettivo di eliminare la doppia imposizione nell’Ue. “Per molte Pmi il capitale di rischio e linfa vitale – ha affermato Algirdas Semeta, commissario per la Fiscalita e l’unione doganale, l’audit interno e la lotta antifrode – come riconosciuto dagli obiettivi dell’Unione europea per il 2020, migliorare le condizioni generali in cui operano le piccole e medie imprese e essenziale per costruire un’economia piu forte e sostenibile. Dobbiamo quindi creare un mercato europeo dei capitali di rischio efficiente: cio significa eliminare gli ostacoli fiscali che ancora persistono”.

La relazione individua due problemi principali, e raccomanda possibili soluzioni. In primo luogo, la presenza in loco del gestore del fondo per il capitale di rischio nello Stato membro nel quale viene realizzato l’investimento puo far scattare l’imposizione (“stabile organizzazione”) del fondo o degli investitori in tale Stato. Cio potrebbe portare a una doppia imposizione, qualora il rendimento dell’investimento fosse tassato anche nel Paese o nei Paesi dove sono stabiliti il fondo o gli investitori. Gli esperti propongono che la presenza del gestore del fondo per il capitale di rischio non venga considerata come motivo di imposizione del fondo o degli investitori nello Stato membro nel quale l’investimento viene effettuato. Cio ridurrebbe i problemi di doppia imposizione per gli investimenti transfrontalieri in capitale di rischio. In secondo luogo, si e osservato che, ai fini fiscali, i fondi per il capitale di rischio possono attualmente essere trattati in modi molto diversi dai vari Stati membri. Un fondo, ad esempio, puo essere trattato come trasparente in uno Stato e non trasparente in un altro, cosa che puo portare a casi di doppia imposizione. Gli esperti suggeriscono pertanto che gli Stati membri Ue concordino un riconoscimento reciproco della classificazione fiscale dei fondi per il capitale di rischio.

La relazione sara presentata dalla Commissione alle autorita fiscali degli Stati membri a titolo di contributo al lavoro in corso inteso a migliorare il mercato interno per le Pmi. La Commissione terra conto anche di questo aspetto nel suo lavoro, piu ampio, inteso a risolvere il problema della doppia imposizione.

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