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PMI-Ue: un salvagente al credito da un emendamento

23 maggio 2012 Comments (0) Approfondimenti

UE-Tassa transazioni finanziarie: strategica per crisi

La tassa sulle transazioni finanziarie cosi come proposta, dovrebbe essere migliorata per garantire una copertura piu ampia e rendere svantaggiosa l’evasione, secondo quanto affermano i deputati in un parere approvato mercoledi.

Il testo propone di andare avanti col progetto legislativo anche nel caso in cui solo alcuni Stati membri lo dovessero sostenere. Infatti, gli eurodeputati ritengono adeguate le aliquote fiscali proposte dalla Commissione (0,1% per azioni e obbligazioni e 0,01% per i derivati) e sottolineano che solo i fondi pensione dovrebbero essere esentati.

Il Parlamento chiede una tassa sulle transizioni finanziarie (TTF) da quasi due anni e la Commissione ha presentato una proposta legislativa nel 2011. L’Eurobarometro mostra che il 66% degli europei e in favore di una TTF. La relatrice Anni Podimata (S&D, EL) ha dichiarato: “La TTF rappresenta una parte integrante della strategia per uscire dalla crisi. Portera una distribuzione piu equa del peso della crisi e non causera una ri-localizzazione al di fuori dell’Ue, poiche il costo di quest’ultima e superiore al pagamento della tassa”.

Il Parlamento propone di aggiungere alla proposta della Commissione il “principio di emissione” per obbligare anche le istituzioni finanziarie con sede fuori dalla zona TTF a pagare la tassa, nel caso commerciassero titoli originariamente emessi all’interno della zona. Ad esempio, azioni della Siemens, emesse originariamente in Germania e commerciate fra un’istituzione di Hong Kong e una di New York sarebbero comunque soggette alla tassa. Secondo la proposta della Commissione invece, tali transazioni avrebbero eluso la tassa, poiche sarebbero state colpite solo le istituzioni finanziarie con sede nella zona TTF.

Il “principio di residenza”, gia previsto nel testo della Commissione, andrebbe mantenuto in modo da coprire anche i prodotti finanziari emessi fuori dalla zona TTF, ma commercializzati da almeno un’istituzione con sede all’interno della zona. La risoluzione contenuta nel parere chiede inoltre di rendere economicamente sconveniente un tentativo di aggirare ed evadere la TTF. Prendendo esempio dalla normativa britannica sul bollo, i deputati propongono di collegare la proprieta giuridica di un prodotto finanziario al pagamento della tassa. In tal modo, se la tassa non e stata corrisposta, la proprieta del titolo non sarebbe garantita. Poiche l’aliquota e bassa, l’effetto dovrebbe essere quello invogliare a pagarla.

Se non sara possibile raggiungere un accordo per creare una TTF in tutta l’Unione, i deputati propongono di proseguire attraverso la procedura di cooperazione rafforzata che permette a un gruppo di paesi membri di adottare legislazioni comuni. Tuttavia, il Parlamento riconosce anche che l’introduzione di tale tassa in un numero molto limitato di paesi potrebbe creare problemi al mercato interno e pertanto questo rischio dovrebbe essere preso in considerazione. “Essendo l’Unione europea il piu grande mercato finanziario, spetta a noi fare il primo passo. Non possiamo essere tenuti in ostaggio da una manciata di Stati membri”, ha sostenuto la relatrice Podimata.

Varie sono le esenzioni richieste dai deputati, ma quella piu sostanziale riguarda i fondi pensione, che non sarebbero colpiti dall’imposta.

Altri punti importanti della proposta

? Il testo non chiede che le risorse derivate da una TTF siano collocate direttamente nel bilancio comunitario, ma propone che siano utilizzate per ridurre l’importo dei contributi nazionali al bilancio UE.
? Il parare approvato conferma il calendario proposto della Commissione: 31 dicembre 2013 termine ultimo per gli Stati membri per adottare le leggi di attuazione e 31 dicembre 2014 per l’entrata in vigore di queste leggi.
? Il testo sostiene la proposta originaria di esentare le transazioni effettuate sul mercato primario (ossia l’acquisto di titoli da parte dell’istituzione emittente, al momento della loro immissione sul mercato). Cio dovrebbe garantire che gli investimenti a vantaggio dell’economia reale non siano colpiti dalla TTF.

La risoluzione e stata adottata con 487 voti a favore, 152 contrari e 46 astensioni.

Dichiarazione completa della relatrice

“Il Parlamento oggi ha mostrato come le sue azioni siano coerenti con le proprie parole. Siamo anche in linea con le richieste dei cittadini europei, la maggioranza dei quali desidera una TTF. Desiderano, infatti, che il settore finanziario – che ha causato la crisi – paghi la sua giusta parte. Mi auguro che anche il Consiglio sia all’altezza della situazione e non rifugga da decisioni che sono richieste dalla maggioranza.

Un sistema di TTF ambizioso ci permettera di avere anche uno strumento per ridurre la speculazione e far in modo che il settore finanziario torni a svolgere il suo ruolo originario – al servizio delle PMI e altre aziende – piuttosto che continuare con il gioco d’azzardo.

Non dobbiamo avere paura dell’allarmismo espresso dai piu temerari fra gli speculatori, broker ‘ad alta frequenza’, che dichiarano di voler abbandonare il continente nel caso di introduzione di una TTF. E ora di chiamare il loro bluff e se alcuni scegliessero comunque di andarsene invece di modificare il loro modello di business, questo sara comunque un risultato positivo.

La scelta di lasciare che il settore finanziario non partecipi maggiormente al peso della crisi sarebbe una decisione contraria a ogni logica politica. Siamo eletti per servire i 500 milioni di cittadini, e non una manciata di operatori finanziari con i loro lobbisti al seguito”.

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