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25 febbraio 2011 Comments (0) News

TURISMO – Tassa di soggiorno: Federalberghi sciopera il 17 marzo per chiederne ritiro, ma i danni all’economia saranno di circa 100 mln

La Federalberghi che rappresenta 34mila imprese alberghiere italiane ha promosso una protesta clamorosa: la chiusura degli alberghi il 17 marzo 2011, data di celebrazione dei 150 anni dell’Unita d’Italia come forma di protesta contro il previsto aumento della tassa di soggiorno a favore dei Comuni nella bozza del federalismo fiscale chiedendo al Governo di ritirarla in qunato strumento vessatorio nei confronti di turisti italiani e stranieri.

Infatti, questa ulteriore tassazione rischia di produrre danni incalcolabili in relazione ai flussi turistici e all’immagine dell’Italia all’estero anche in considerazione del fatto che il turismo alberghiero e uno degli assi principali per l’economia italiana producendo il 10% del Pil e occupando, da solo, l’11% dei lavoratori. Cosi il deputato Carmelo Lo Monte del Gruppo misto – Movimento per le autonomie- Alleati per il Sud, ha interrogato il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani per sapere “se non ritenga necessario rinunciare all’introduzione di questa ulteriore tassazione che produrrebbe solo un beneficio effimero ai Comuni ma che, al contempo, determinerebbe una riduzione dei flussi turistici proprio in un settore gia fortemente penalizzato dall’eccessiva tassazione”.

Nell’interrogazione, Lo Monte ha evidenziato che l’eventuale chiusura degli alberghi del 17 marzo 2011, data della celebrazione dell’Unita d’Italia, giorno in cui sono previsti due milioni di pernotti nelle strutture alberghiere, “produrrebbe allo Stato mancati introiti, tra tassazioni dirette e indirette, pari a 100 milioni di euro”. Inoltre, “oggi la tassazione media del settore turistico e del 31% mentre la media europea e del 24%”, quindi “l’introduzione della ulteriore tassazione rischia di determinare una riduzione dei flussi turistici del nostro Paese, proprio in un momento nel quale si assiste gia ad una riduzione causata dalla crisi economica e l’aumento della tassa di soggiorno apporterebbe in particolare al mezzogiorno un ulteriore elemento di criticita sia in termini di flussi turistici, gia penalizzati dalla precarieta dei servizi di trasporto, che in termini occupazionali”.

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