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11 gennaio 2011 Comments (0) Dalla home page

TURISMO -Enit: solo danni da chiusura uffici all’estero

In termini economici, la crisi del turismo – settore di primaria importanza per l’economia italiana, nel quale sono impegnati piu di tre milioni di cittadini – rappresenta, tra spese dirette e indirette, una perdita economica per il settore di almeno 1 miliardo di euro e soprattutto una flessione occupazionale del 4,7%. Da qui l’esigenza di ridisegnare la missione dell’Enit-Agenzia nazionale del turismo, affinche possa rispondere in modo piu efficace alle novita che si manifestano sul mercato internazionale, e di riorganizzarne coerentemente la struttura ma, prima che questo avvenga, l’opportunita di una piu intensa promozione non consiglia di mettere in discussione gli uffici esteri dell’ente che hanno dato prova di potere svolgere un’importante funzione nel promuovere l’immagine turistica dell’Italia all’estero e nel dare supporto alla commercializzazione dei prodotti turistici italiani nel mondo, eppure il commissario straordinario del consiglio d’amministrazione dell’Enit-Agenzia nazionale del turismo ha assunto la decisione di chiudere gli uffici di Monaco di Baviera e di Amsterdam e non e chiaro se si sia in procinto di estendere tale orientamento anche ad altre sedi europee. Cosi la deputata del Pd Laura Garavini, prima firmataria dell’interrogazione, ha esposto le considerazioni dell’opposizione al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi e al ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ricordando che tali decisioni seguono quella assunta nel 2009 relativamente alla chiusura dell’ufficio Enit di Berlino, che ha cosi “interrotto la sua piu che decennale attivita nella capitale tedesca, dove aveva contribuito a rafforzare in modo rilevante il ruolo dell’Italia come meta turistica in un mercato dal quale proviene circa il 27 per cento del turismo straniero in Italia, vale a dire la quota piu consistente degli ultimi anni” e sottolineando che “le decisioni di chiusura risultano incoerenti con la valutazione di produttivita degli uffici interessati, dal momento che in passato hanno raggiunto importanti risultati procurando indirettamente migliaia di posti di lavoro in Italia”.

Secondo la Garavini, “la probabile riduzione del numero di turisti provenienti dai Paesi investiti dalle decisioni di chiusura vanifica l’intento di risparmio che ne e alla base e rischia al contrario di arrecare un significativo danno economico all’Italia e, mentre si sviluppa questo intervento di riduzione della rete Enit nel mondo si istituisce con decreto 30 settembre 2008 presso la Presidenza del Consiglio dei ministri una struttura di missione per la promozione dell’immagine dell’Italia nel mondo, in parallelo con la struttura dell’Enit esistente, e ad essa si destinano risorse importanti, per una funzione che lo stesso ente potrebbe svolgere se orientato da un preciso indirizzo e sorretto da risorse adeguate”. Inoltre,  “l’interruzione dei servizi offerti dagli uffici Enit sopraindicati, oltre ad arrecare un notevole danno d’immagine all’Italia – ha ribadito la deputata – indebolisce il nostro Paese in una fase di difficile competizione nel mercato internazionale del turismo”. Facendo rimarcare che “le deliberazioni di chiusura, peraltro, sono state assunte senza un’adeguata comunicazione ai soggetti interessati e senza coinvolgere gli impiegati che si vedono colpiti nei loro interessi diretti e distolti dal loro impegno di promozione del turismo in Italia”, l’interrogazione si conclude con la richiesta di maggiori elementi, sia in merito a quanti e quali uffici dell’Enit-Agenzia nazionale del turismo “saranno chiusi in conseguenza del minore finanziamento governativo destinato all’Agenzia”, sia sulle linee di riorganizzazione e di rilancio dell’Enit per i prossimi anni e “che cosa si intenda fare per evitare sovrapposizione di missione e duplicazioni operative nell’ambito delle azioni di Governo promosse dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal ministro per turismo” e, infine, se “non ritengano di assumere iniziative, d’accordo con il Ministero dell’Economia e delle finanze per reperire risorse integrative che consentano almeno di ripristinare la rete degli uffici dell’Enit all’estero esistente prima delle recenti decisioni di chiusura, recuperando cosi le professionalita gia sperimentate in loco”.

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