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19 giugno 2014 Comments (0) Approfondimenti

TMA ITALIA-Crisi d’impresa: è ora di ripartire. Come?

Si e svolto il 22 maggio scorso alla Sala della Camera di Commercio “Tempio di Adriano” il convegno Nazionale Tma – Turnaround Management Association: “E ora di ripartire: percorsi di rilancio per le aziende”.

Ecco una sintesi degli interventi che sono stati un importante contributo al dibattito sulla Crisi d’Impresa e sul risanamento delle aziende italiane.

Dopo i saluti del presidente di Tma Italia, Enrica Maria Ghia, che ha presentato l’Associazione e i suoi obiettivi ed evidenziato l’importanza di inserire il Turnaround in un percorso di normalita aziendale, il programma del Convegno prevedeva due Key Note Speach, a cura di Margherita Bianchini, vicedrettore Generale di Assonime e responsabile Affari Legali, e di Enrico Laghi, docente di Economia Aziendale all’Universita La Sapienza.

tiki-download_file_1Bianchini (a sinistra nella foto con la presidente di Tma Italia) si e concentrata sugli strumenti di risoluzione della crisi d’impresa previsti dalla legislazione italiana e sulla genesi della riforma del 2012 della Legge Fallimentare.

Nella relazione e stato messo in evidenza il fatto che la crisi e fisiologica nella vita dell’azienda e come tale va vista e valutata. Non deve cioe essere considerata come una fase esclusivamente straordinaria.

La crisi costituisce inoltre una vera e propria opportunita per l’imprenditore, se si riesce a farla emergere in tempo sfruttando al meglio tutti i complessi strumenti che la Legge ha messo a disposizione per sostenere l’impresa nella fase delicata di risoluzione della crisi stessa.

Le scelte gestionali, in tal senso, devono essere sincronizzate con la dinamica della crisi e sono quindi essenziali rapidita, controllo e posizione.

laghiLaghi ha spiegato che, nel nostro sistema economico, la crisi degli ultimi cinque anni ha evidenziato un vero e proprio fenomeno evolutivo darwiniano, per cui le aziende piu solide e predisposte al cambiamento hanno maggiori possibilita di rimanere presenti sul mercato. La crisi si presenta come un momento fisiologico di ristrutturazione, e non necessariamente tutte le imprese in crisi devono essere salvate. Secondo Laghi, inoltre, l’imprenditore ha percepito in pieno le utilita previste dalla nuova legislazione, ma restano ancora aperte alcune questioni non risolte, come l’effettiva possibilita di partecipare alle gare d’appalto e gli eventuali ricorsi di aziende concorrenti nell’appalto. Ha inoltre sottolineato che il ritardo con cui l’impresa presenta un ricorso per accedere ad una procedura concorsuale, rispetto all’emergere effettivo della crisi e al constatarla internamente, e uno dei punti cardine da risolvere, poiche questi ritardi cronici compromettono il successo effettivo degli strumenti legislativi attivati.

L’impresa, l’imprenditore e gli organi sociali preposti devono essere piu rapidi nell’intercettare i segnali premonitori: prova ne e lo scarso utilizzo dell’art.67 che, attivato nelle fasi iniziali di una crisi incombente, permette un risanamento stragiudiziale meno invasivo. L’imprenditore e chiamato a un vero cambiamento culturale, anche in ottica valutativa risk vs. reward. Ulteriori considerazioni hanno riguardato l’eccesso di leva finanziaria presente nel sistema impresa italiano, a prescindere dall’optimum debt/equity ratio, perche il focus della performance finanziaria rischia di essere non sulla capacita di innovare (capex) ma sul soddisfacimento del servizio del debito che porta inesorabilmente l’azienda alla deriva. La finanza deve tornare a essere utilizzata come leva per lo sviluppo dell’impresa.

convegno_1Sono seguite le testimonianze dirette di quattro imprenditori, introdotte e moderate da Roger Olivieri di TMA Italia, che hanno raccontato criticita e successi dei turnaround affrontati.

Il primo contributo e stato di Roberto Nardini, amministratore esecutivo di DraegerGPP, in merito a un turnaround industriale nato all’interno di una procedura concorsuale. Sono emersi in particolare l’importanza della rapidita di intervento ai primi segnali della crisi, dell’indipendenza dalle banche, ottenuta finanziando la newco con i crediti della societa concordataria, della valorizzazione delle competenze e della credibilita, insieme all’attaccamento ai dipendenti di cui si vuole salvaguardare l’occupazione.

Ha proseguito Armando Brunini, amministratore delegato di Gesac SpA, societa che gestisce l’aeroporto di Napoli. Il Dott. Brunini si e soffermato sulla particolare complessita della transizione da societa pubblica a privata, e sul problema di business legato al passaggio da regime di monopolio a concorrenza. Anche per lui il vero tema del turnaround e quello di saper anticipare la crisi. E emersa inoltre l’importanza del capitale umano, leva principale del cambiamento, portatore della cultura aziendale e dei suoi valori fondanti: meritocrazia, innovazione e team building (da cui il motto “Together, we fly”).

ferroL’intervento di Laura Iris Ferro, di Gentium e partito dal racconto del suo ingresso alla guida dell’azienda paterna che, trovatasi ad affrontare una crisi inattesa e improvvisa, ha attraversato un lungo turnaround di successo, culminato con la quotazione al Nasdaq. Dalla sua relazione e emerso con forza l’elemento fondamentale della cultura, cosi come la capacita di implementare per tempo un piano di successione generazionale, focalizzandosi totalmente sul core business, su innovazione e sviluppo. Il momento del cambiamento deve essere vissuto come opportunita, aprendo la mente e anche il capitale.

L’ultimo intervento e stato a cura di Andrea Mugnai, Founding & Managing Partner del fondo di private equity PM&Partners. Il Dott. Mugnai ha evidenziato l’importanza dell’assetto familiare delle PMI, che costituiscono il 60% del fatturato italiano, e ha spiegato che vero valore di un Fondo di Private Equity nel sostenere le imprese e la definizione delle strategie, l’inserimento di competenze e nuove figure manageriali, di nuove practices, l’internazionalizzazione, e l’M&A. I fondi di Private Equity potranno essere l’alternativa alle banche se sapranno focalizzarsi da bonis a Turnaround, sottolineando tuttavia come tale inserimento nell’area Turnaround potrebbe essere percepito come competitivo da parte delle banche.

bocciaHa chiuso il Convegno Vincenzo Boccia di Arti Grafiche Boccia SpA, Presidente del Comitato Tecnico Credito e Finanza di Confindustria. I punti cardine del suo intervento, che ha ripercorso criticamente e costruttivamente quanto esposto dai relatori, sono stati le possibili soluzioni per superare questo periodo di credit crunch bancario. La valutazione di credito non andrebbe fatta, a suo avviso, con le medie di settore ma azienda per azienda, tenendo conto di indici qualitativi e non solo quantitativi. E necessario avere una grande apertura mentale e adottare la cultura della complessita, trasformando i vincoli in opportunita. Secondo Boccia, le aziende devono continuamente puntare all’eccellenza, e di conseguenza anche i consulenti coinvolti in operazioni di turnaround/risanamento devono essere eccellenti. La finanza deve asservire fini strategici, tornando ai fondamentali con una prospettiva di lungo termine. Sottolineando che capitale umano e strategico, ha infine concluso: “Il breakthrough (punto di svolta) nasce da un trauma. Dobbiamo imparare a fare breakthrough senza traumi”.

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