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15 novembre 2012 Comments (0) Dalla home page

TERRITORIO-Consumo suolo: oggi di nuovo in Cdm

Torna all’esame del Consiglio dei ministri di venerdi 16 novembre il ddl contro il consumo del suolo dopo l’accorto trovato tra tra Stato e Regioni che ha sbloccato il testo del disegno di legge.Un testo modificato rispetto alla versione licenziata il 14 settembre dal Consiglio dei ministri: Il ddl e stato presentato dal Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Mario Catania

E i miglioramenti, secondo Legambiente, sono molto positivi, a partire dalla definizione di suolo, dichiarato bene comune e come tale tutelato nel suo stato di fatto. “I tavoli tecnici della Conferenza Unificata tra Stato e Regioni hanno prodotto un testo sensibilmente migliorato, che ci permette di esprimere un primo giudizio molto positivo sul ddl – ha dichiarato Damiano Di Simine, responsabile suolo di Legambiente – ci sono ancora margini di miglioramento, che non mancheremo di segnalare nel corso dell’istruttoria parlamentare”.

“Ci auguriamo che la responsabilita finora dimostrata dagli esecutivi di Stato e Regioni – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.non venga frustrata da ostacoli e lungaggini nell’iter parlamentare. L’approvazione della legge a tutela dei suoli introduce un fondamentale caposaldo giuridico in un ordinamento totalmente sguarnito di strumenti atti a prevenire le speculazioni edilizie sui suoli agricoli, si tratta di una profonda quanto irrinunciabile innovazione legislativa da cui trarranno grande vantaggio l’agricoltura, l’ambiente e l’assetto del territorio del nostro Paese” .

il ddl si propone di promuovere l’agricoltura e di contenere il consumo di suolo:

1. vengono definiti “terreni agricoli” tutti quelli che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola, indipendentemente dal fatto che vengano utilizzati a questo scopo;

2. si introduce un meccanismo di identificazione, a livello nazionale, dell’estensione massima di terreni agricoli edificabili (ossia di quei terreni la cui destinazione d’uso puo essere modificata dagli strumenti urbanistici). Lo scopo e quello di garantire uno sviluppo equilibrato dell’assetto territoriale e una ripartizione calibrata tra zona suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate/edificabili;

3. si introduce il divieto di cambiare la destinazione d’uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuto di Stato o di aiuti comunitari. Nell’ottica di disincentivare il dissennato consumo di suolo la misura evita che i terreni che hanno usufruito di misure a sostegno dell’attivita agricola subiscano un mutamento di destinazione e siano investiti dal processo di urbanizzazione;

4. viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l’attivita di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti, anziche l’attivita di edificazione e costruzione di nuove linee urbane.

5. si istituisce un registro presso il Ministero delle politiche agricole nel quale i Comuni interessati, i cui strumenti urbanistici non prevedono l’aumento di aree edificabili o un aumento inferiore al limite fissato, possono chiedere di essere inseriti.

6. si abroga la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente distolti dalla loro naturale finalita – consistente nel concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria – e siano destinati alla copertura delle spese correnti da parte dell’Ente locale.

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