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14 ottobre 2013 Comments (0) Approfondimenti

TERRITORI-Tevere: serve coordinamento interregionale

E’ ormai ben noto che il Tevere a Roma e una risorsa sottovalutata e sottoutilizzata pur rappresentando il principale asse geografico urbano attorno cui la citta si e sviluppata e che la collega, sia al proprio retroterra naturale, sia al mare. E la necessita di un approccio interdisciplinare e intersettoriale ha portato la precedente amministrazione capitolina alla nomina in sequenza di ben tre diversi delegati al Tevere, ma – senza entrare nel merito dei perche politici, strutturali, tecnico-operativi o di competenza degli interessati – ogni anno ci si trova a ricominciare daccapo. Cosi in un comunicato congiunto il presidente dell’Associazione Amici del Tevere e del Consorzio Tiberina, Giuseppe Maria Amendola e il presidente del Circolo Canottieri Lazio, Raffaele Condemi.

La frammentazione tipica delle competenze amministrative, sia orizzontali sia verticali – hanno spiegato i due presidenti – non facilita la soluzione di un cosi complesso problema, portando a saturazione l’efficacia di interventi parziali, tali e tante sono le valenze coinvolte: l’inquinamento a Roma derivante sia da Roma stessa sia da territori delle 6 Regioni attraversate dal corso principale del Tevere e dagli affluenti, gli ecosistemi e i parchi urbani, l’urbanistica e le periferie, la storia e le storie, la cultura, l’architettura, l’arte, le nuove forme di creativita, gli sport e le attivita ricreative, i trasporti e il turismo, il recupero di aree utilizzabili, il commercio, la comunicazione, l’educazione ambientale e l’interesse didattico esemplificativo del fiume, il ruolo dell’associazionismo nella valorizzazione per temi e quartieri, e altro ancora. Annoso e poi il tema della regolamentazione, per coordinare e semplificare amministrativamente gli interventi pubblici e privati, produttivi e non, sottoposti a decine di pareri, fino a far cadere nel nulla anche i migliori propositi.

terni_esondazione_tevereOggi, prima ancora di poter dare un eventuale contributo alle questioni piu a lungo termine, chiediamo che non si debba nuovamente passare in situazione d’emergenza dalle tematiche di bonifica e manutenzione a quelle di protezione civile: i tronchi e i rami secchi tuttora accumulati dall’ultima piena nelle riseghe dei piloni dei ponti non sono certamente un bel segno. Ne esiste un modo di procedere – letteralmente – per tutte le stagioni: un galleggiante (o “barcone”) collegato alla sponda con ormeggi, a titolo di esempio, va difeso dal rischio delle piene, ma anche dell’acqua troppo bassa, magari con detriti e materiali al di sotto che potrebbero danneggiarlo.

E infine, anche solo in citta, il Tevere (come pure l’Aniene) risente fortemente dello stato di manutenzione del reticolo di fossi e canali. Si deve ora pensare all’autunno iniziato e al prossimo inverno; le piogge copiose dei mesi e delle settimane scorsi hanno saturato i terreni, che hanno non elevata capacita di assorbimento. Pure li dove la sorveglianza e la cura delle strutture sono piu elevate, nei Circoli Sportivi dei Municipi I° e II°, l’inverno passato ha recato danni ingentissimi. L’eccezionale innalzamento del livello del Tevere verificatosi il 14/11/2012, comunicato peraltro con nota dell’Ardis Lazio in orario successivo alle ore 23.30 del 13/11/2012, ha provocato il distacco di alcuni galleggianti ed il conseguente danneggiamento degli stessi e delle imbarcazioni ivi alloggiate, nonche allagamenti e conseguenti ingentissimi danni alle strutture sociali, agli arredi ed ai campi sportivi.

da-nazzano-lungo-la-sponda-1024x680Inoltre, a causa della repentina discesa del livello del fiume, non regolata dal sistema di dighe, si sono verificati cedimenti spondali con interessamento di alberature, recinzioni, strade di servizio, etc, mettendo a repentaglio l’incolumita di persone e cose.

Proponiamo dunque – hanno annunciato i due presidenti – che, fin d’ora, si costituisca un coordinamento possibilmente interregionale, coinvolgendo tutti gli Enti aventi competenze e deleghe funzionali, nonche i privati (gestori di dighe, concessionari, esercenti, etc), che abbia Roma Capitale come protagonista e particolare oggetto di “cura”, essendo essa il terminale – sia nei beni comuni sia nelle strutture associative e imprenditoriali – di tutte le azioni a monte, per attuare un efficace sistema di prevenzione.

2Giuseppe Maria Amendola, presidente dell’Associazione Amici del Tevere e del Consorzio Tiberina: romano, 49 anni, docente di “Energetica ambientale e sostenibilita” all’Universita degli Studi di Roma “Tor Vergata”, svolge attivita di amministratore di organizzazioni pubbliche e private e di manager, imprenditore, consulente e progettista.

20130507_condemiRaffaele Condemi, presidente del Circolo Canottieri Lazio: avvocato romano, nato 48 anni fa, tre figli, appassionato sportivo e tifoso laziale.

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