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15 maggio 2017 Comments Off on TERRITORI-Salone di Impresa: si è conclusa la quindicesima edizione Dalla home page

TERRITORI-Salone di Impresa: si è conclusa la quindicesima edizione

Un salone dedicato alla capacità delle aziende di innovare e di travasare questo cambiamento all’interno del territorio.

Venerdì scorso è stata la giornata dedicata alle università alla conoscenza, al confronto con il mondo del giornalismo e dei liberi pensatori nella mattinata di oggi invece è stato il turno della scuola secondaria e delle imprese. Alcuni punti sono emersi in entrambe le giornate di lavoro il fatto, ad esempio, che non di rivoluzione si tratta ma di un processo di continuo cambiamento che sta portando a un mutamento di pelle dei mercati, delle aziende e delle situazioni in cui operano e non solo di un cambiamento negli strumenti.

I punti in cui le opinioni cambiano sono relativi alla competitività delle imprese italiane. Se è vero che ci sono eccellenze italiane nel mondo che continuano a crescere è secondo alcuni imprenditori e pensatori altrettanto vero anche che non lo stanno facendo abbastanza e non lo stanno facendo abbastanza velocemente questo perché non hanno abbastanza fame.

L’opinione di Stefano Varanini di rettore di Persone e Conoscenza che ieri ha parlato di un imprenditore non sufficientemente padrone del cambiamento e non sufficientemente disposto a distruggere per creare cose più personali, più innovative, e di Cesare de Michelis presidente di Marsilio editori che ha parlato di imprenditori troppo abituati al benessere che senza fame si trovano in situazione di bonaccia hanno colpito la platea di imprenditori e manager parte dei quali in forte disaccordo. Lo stesso concetto è però emerso oggi di nuovo durante l’incontro con gli imprenditori in cui Fabio Franceschi, presidente e Amministratore tra le altre aziende anche di Grafiche Venete SpA ha raccontato di competitor internazionali molto più agguerriti e affamati degli italiani, di aziende nel mondo che stanno sviluppando enormi competenze a costi bassissimi contro i quali solo le capacità di differenziare pesantemente il servizio e di ridurre al limite i tempi di risposta sul mercato possono servire a mantenere delle posizioni. Posizioni che il nostro paese continua a perdere.

Nel confronto tra imprese, non tutti erano d’accordo. Quelle presenti erano di natura e dimensione assolutamente eterogenea, in cui dominava la volontà di trovare nuovi metodi, nuovi processi, nuovi filosofie aziendali collaborative, inclusive fino al punto di indicare l’appartenenza ad una azienda uno tra i valori principali che possono determinare l’evoluzione stessa dell’azienda. Le aziende diventano Open dedicate all’ascolto e i valori diventano fattori trascinanti e determinanti come fattore di successo. E’ così per la Zambon farmaceutica rappresentata dalla sua presidente Elena Zambon che porta avanti una politica di forte appartenenza e di condivisione dei valori etici ed esternalizza la ricerca per poter avere maggiore condivisibilità.  E’ così per Matteo Zanetti che per tradizione famigliare opera nel caffeè ma ha voluto creare da solo la Zanetti Coffee system una sua realtà che mancava nell’enorme gruppo industriale dedicata alla fornitura delle capsule e alla fornitura di macchine e servizi. Un’attività che si innova nella parte industriale, nella scelta distributiva, nella scelta dei servizi ma non nel modo in cui le materie prime vengono scelte e nella cura che ad esse viene dedicata con un recupero delle competenze che solo l’uomo e la sua esperienza possono mettere a disposizione. Ancora innovazione per due imprese di settori più tradizionali una siderurgica la ABS il cui Amministratore Alessandro Trivillin parla di una forte esigenza in un settore che è vecchio solo all’apparenza di inserire intelligenza anche nei materiali e nella loro lavorazione, di automatizzare, di cercare nuovi modi di essere presenti e rapidi nelle risposte. Una classe manageriale tutto giovane che ha saputo riprendersi dopo una crisi che all’inizio degli anni 2000 aveva visto abbattere di oltre l’85% la produzione proprio grazie alla capacità di fare le cose in modo diverso. Una giovane alla guida ovvero Antonella Candiotto un’azienda manifatturiera di piccole dimensione che saputo evolvere creando i presupposti e accogliendo le novità  e i progetti di servizio che arrivavano dalle nuove leve aziendali.

Guarda al futuro oltre l’azienda ancora Bruno Vianello  Presidente di TEXA, impresa trevigiana che ha fatto dell’evoluzione nel settore dell’auto la chiave del suo successo e della ricerca la sua arma più forte, già altre novità nel cassetto nel settore in particolare delle auto elettriche sono allo studio. Per Bruno Vianello si dovrebbe fare un passo oltre il concetto di appartenenza esiste la necessità di creare diverse motivazioni, di creare una diversa aspettativa nei più giovani che approcciano al mercato del lavoro. “Dovremmo essere noi ad insegnare loro che stanno per intraprendere una grande avventura e non che semplicemente dovranno in qualche modo portare a casa uno stipendio. Senza la passione e il desiderio di scoprire di fare di costruire togliamo una spinta propulsiva fondamentale.”

La scuola ha avuto i suo protagonisti nella mattinata tra essi Antonietta Zancan Preside del ITST Kennedy di Pordenone, ritenuta un’eccellenza per i percorsi di collaborazione con le imprese che consentono una visione del mondo del lavoro più efficace e più costruttiva per i suoi allievi, ma anche che ne consente un inserimento legato alla capacità alla propositività e al merito. Tra le difficoltà non scontate quelle di motivare il corpo insegnanti a lavorare su se stesso e sulla propria crescita professionale. Altro progetto interessante lo ha portato il professor Daniele Pauletto e alcuni suoi studenti dell’IPSA Galileo di Castelfranco che ha presentato il progetto Droni 4.0 che mostra quali e quante possibilità consenta questo nuovo settore che avrà un boom probabilmente entro il 2027 e che potrà operare nel settore delle riprese, nel trasporto dei pacchi, dei medicinali di emergenza, nelle situazioni di emergenza e nel settore delle sicurezza e della difesa.  Un progetto cresciuto grazie alla partecipazione di alcune imprese e che ha visto nei finanziamenti dati alla scuola l’ampliamento di un laboratorio che ha reso possibile ai ragazzi di sviluppare e un progetto di ricerca estremamente complesso e di trasformarlo in concrete possibilità di business.

La complessità per la richiesta e soprattutto la rendicontazione per ottenere i finanziamenti disponibili è uno degli ostacoli che le scuole stanno cercando di superare, chi facendo rete con aziende e enti esterni per gestire la parte amministrativa, chi creando competenze al proprio interno che però vanno sottratte alla scuola.

Conclude i lavori il presidente del Salone d’Impresa con il rimando al prossimo anno il 18 e 19 maggio salone dedicato alla “Impresa Generativa Z” ovvero a quelle imprese che esistono sul mercato da diverse generazioni e che, guidate da giovani imprenditori e manager riescono ad esprimere continui cambiamenti e risultati.

Una nota di colore la conclusione dei lavori è stata salutata dalla Fanfare degli alpini congedati della Tuarinense in mezzo alla quale si contavano anche alcuni imprenditori partecipanti ai lavori che si è esibita in alcuni pezzi nel cortile della CAME.

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