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18 gennaio 2013 Comments (0) News

TASSE – Cellulari: Cassazione, legittima quella governativa sugli abbonamenti

Con la Sentenza n. 23052 del 14 dicembre 2012, la Suprema Corte di Cassazione ha ribaltato il precedente orientamento della giurisprudenza di merito, chiarendo che “L’attivita` di fornitura di servizi di comunicazione elettronica, pur caratterizzata da una maggiore liberta` rispetto alla normativa precedente, resta comunque assoggettata ad un regime autorizzatorioda parte della pubblica amministrazione, con la particolarita` che il contratto di abbonamento con il gestore del servizio radiomobile si sostituisce alla licenza di stazione radio. Tale permanente regime autorizzatorio, pur contrassegnato da maggiori spazi di liberta` rispetto al passato, giustifica il mantenimento della tassa di concessione governativa”.

La controversia attiene alla richiesta di rimborso della tassa di concessione governativa sugli abbonamenti telefonici cellulari presentata da alcuni Comuni che hanno ottenuto sentenze di merito favorevoli. Con la pronuncia in commento, la Cassazione ha definitivamente rigettato le istanze di rimborso e confermato la tesi difensiva dell’Amministrazione finanziaria in ordine alla legittimita` della tassa.

Ricordiamo che la stessa Agenzia delle Entrate, con l’articolata Risoluzione n. 9/E del 18 gennaio 2012, aveva ribadito la non abolizione della tassa sulle concessioni governative per l’utilizzo della telefonia mobile. Secondo questa testi, i titolari dei contratti in abbonamento, devono, quindi, continuare a pagare la tassa di concessione governativa, pari a 12,91 euro mensili per le utenze business e a 5,16 euro per i clienti privati.

Ma c`e` chi continua a sostenere che il tributo sia illegittimo. In primis perche` l`articolo 160 del D.Lgs. n. 259/2003 (Codice delle comunicazioni elettroniche) disciplina ipotesi diverse rispetto ai cellulari. E soprattutto perche` l`ingresso nel mercato e l`erogazione di servizi di telefonia sono attivita` libere. Non c`e` alcuna controprestazione dello Stato che giustifichi la tassa.

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