LAVORO-Dirigenti: Bertolini (Cida), -10mila. Servono moderni ammortizzatori

BUSINESS-Italiani all’estero: Flavour of Italy Group compie dieci anni

9 febbraio 2015 Comments Off on SVILUPPO-Città metropolitane: Rocca, prioritarie mobilità e area intercontinentale Dalla home page

SVILUPPO-Città metropolitane: Rocca, prioritarie mobilità e area intercontinentale

Tutti insieme, politica e imprese, indichiamo una serie ristretta di opere prioritarie per la Città metropolitana di Milano: il completamento dell’autostrada Torino-Milano e della Pedemontana Lombarda, il potenziamento delle direttrici ferroviarie a nord di Milano di connessione a Malpensa e ai valichi alpini, il potenziamento del trasporto pubblico locale e delle Metropolitane milanesi. Così  il presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca, aprendo i lavori della XIIa Mobility Conference nella sede dell’Assolombarda, l’associazione degli industriali milanesi. Dal nuovo Manifesto delle Città Metropolitane italiane è emersa la necessità di riconoscere alle Città Metropolitane il ruolo di propulsori delle economie nazionali. Una grande occasione per mobilitare gli attori economici, mettere a sistema le migliori energie del territorio e generare una visione condivisa dello sviluppo delle città, della rispettiva vocazione produttiva e della competitività urbana rispetto alla sfida globale. Solo guardando alle Città Metropolitane come integratori di politiche pubbliche – si legge nel Manifesto – sarà possibile valorizzare adeguatamente le rispettive risorse territoriali e sostenere con forza necessaria il sistema economico metropolitano.

Nel nuovo Manifesto, che pone al centro il tema del governo metropolitano, l’invito è duplice: riconoscere il ruolo istituzionale dei nuovi Enti, trasferendo alle Città Metropolitane le funzioni amministrative di competenza, e mettere loro a disposizione le risorse necessarie affinché possano svolgere efficacemente il proprio ruolo.

Un tema, dunque, strettamente legato a quello della pianificazione strategica, che non può prescindere dal coinvolgimento di tutti gli attori del territorio in una logica di partnership pubblico-privato: istituzioni, imprenditoria, università e terzo settore. In questo scenario, la business community deve fornire il proprio contributo di conoscenza per far emergere una visione condivisa e di lungo termine dello sviluppo metropolitano e per costruire un’agenda di temi prioritari, trasversali a tutte le dieci città metropolitane. Dal marketing territoriale al sostegno all’innovazione e alla nuova imprenditorialità, dal sostegno alle filiere innovative all’attuazione dell’agenda digitale e allo sviluppo delle smart city e smart community.

il presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca

il presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca

“Per questo – ha detto Rocca – dobbiamo prendere estremamente sul serio l’opportunità offerta dall’attuazione delle Città Metropolitane. La mobilità va incardinata al centro del Piano Strategico della nuova Città Metropolitana, come un fattore abilitante prioritario. Vogliamo elaborare insieme con chi amministrerà un set di indicatori da migliorare costantemente. La mobilità intelligente è la chiave di volta per programmare il futuro della connettività della Grande Milano”.

“La velocità media urbana di superficie dei mezzi pubblici – ha detto Rocca – è di 19 km/h a Milano, 25 a Lione, 27 a Monaco, 30 a Barcellona. La dotazione di metro e ferrovie suburbane è di 68 km per milione di abitanti a Milano, di 182 km a Monaco. Registriamo un +27% di incremento del tempo di viaggio su strade e autostrade tra le ore di punta e le ore “normali” nell’area milanese. Per risolvere questi problemi, dobbiamo fare della mobilità intelligente un pilastro del Piano Strategico della nostra Città metropolitana. In un solo anno Milano è salita ai vertici delle graduatorie europee, con 200.000 iscritti al car sharing, il 90% del totale italiano, e 2.000 auto. Il bike sharing nel 2014 ha registrato nelle 202 stazioni cittadine 2.421.802 utilizzi totali”.

“Uno dei principali moltiplicatori di competitività globale di una grande area metropolitana – ha proseguito Rocca – è la connettività aerea intercontinentale. Milano ha molto da recuperare. Fatto 100 il valore di connettività aerea intercontinentale registrato da Londra, Milano si attesta a 24 contro 46 di Monaco e 93 di Francoforte. Rispetto al livello di accessibilità di un aeroporto verso gli altri scali, Malpensa si posiziona solo al 28° posto a livello mondiale. Per la Grande Milano il ragionamento deve essere fatto sull’insieme dei tre scali che la servono direttamente: Malpensa, Linate e Orio al Serio. Alitalia-Etihad è stato un accordo positivo, ma l’hub vero e proprio della compagnia è e sarà solo Fiumicino, che nei piani della compagnia vedrà entro il 2018 salire da 87 a 113 le frequenze settimanali verso il mercato intercontinentale. Anche Malpensa vedrà un aumento, ma la crescita sarà limitata da 11 a 25. Per far salire la connettività area intercontinentale della Grande Milano da 24 a 46 di Monaco, Alitalia-Etihad non basta affatto”.

Per questo fine, Rocca ha avanzato tre proposte. Primo: va assolutamente evitata ogni tentazione di limitare Linate. Tutte le destinazioni europee vanno consentite senza limitazione di voli giornalieri. Basta con l’illusione che limitare Linate serva a
reggere meglio Malpensa, come se il traffico si spostasse per vasi comunicanti e non per costi-opportunità; Secondo: Malpensa ha bisogno del maggior numero possibile di accordi bilaterali. Le attuali norme europee e internazionali purtroppo sono vincolanti, ma se necessario devono essere rese più flessibili. Vanno moltiplicati accordi come quello recentissimo con la Cina, che prevede sin da quest’anno la possibilità di incrementare voli e città servite di entrambi i Paesi; Terzo: diamo una regia agli scali lombardi, apriamo al mercato l’azionariato SEA. Razionalizzazione delle destinazioni e dell’attrattività verso le compagnie estere, specializzazione del traffico servito per segmenti e valore aggiunto di servizi offerti, remuneratività degli investimenti necessari, priorità delle connessioni rispetto agli assi autostradali e ferroviari si realizzano meglio attraverso compagini societarie coordinate nella gestione degli scali. Per risolvere questo problema, è tempo di avviare la privatizzazione di SEA. Investitori istituzionali di settore potrebbero accompagnare e affiancare il potenziamento della presenza di alcune grandi compagnie europee. Ed estendere a Orio al Serio un forte coordinamento delle specializzazioni di traffico con Linate e Malpensa”.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia

Critico il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, “la legge sulla città metropolitana non è chiara: non possiamo rischiare che sia una Provincia con il nome diverso. Questo significa anche avere delle risorse: quando una città metropolitana come Milano parte con un deficit di spesa corrente di 112 mln di euro, perché è questo che finora abbiamo verificato, noi dobbiamo dire con chiarezza e forza, che chi eredita la città metropolitana con un simile deficit, non può non chiedere e non ottenere almeno che non ci siano quelle penalizzazioni che derivano dallo sforamento del patto di stabilità fatto da un altro ente che non esiste più. Le eredità – conclude Pisapia – si possono accettare o no, facendo l’inventario. Chiunque ricevesse un’eredità di 112 mln di euro di deficit evidentemente direbbe di no. Noi siamo costretti ad accettare”.

Infine Rocca ha sottolineato il contributo di Assolombarda a EXPO2015, e rilanciato il progetto NEXPO per l’utilizzo dell’area nel post-evento. “Con il progetto E015 – ha detto Rocca – Assolombarda ha dato un grande contributo non solo per la gestione della mobilità e della ricettività durante EXPO. È un modo per promuovere e rendere fruibile un insieme di servizi, dai trasporti, all’ospitalità, all’intrattenimento. E’ un nuovo standard. Per questo E015 deve essere un’eredità permanente di EXPO. Allo stesso modo, nel dopo EXPO, abbiamo un’idea chiara su cosa si dovrebbe fare dell’area su cui avverrà l’evento, divenuta la piattaforma logistica infrastrutturata più avanzata d’Italia”.

“Il progetto NEXPO di Assolombarda – ha proseguito Rocca – propone in quell’area la creazione di un nuovo polo dell’innovazione e della scienza, un laboratorio di idee e tecnologie all’avanguardia, un centro di attrazione internazionale di investimenti, talenti e imprese. Basato e realizzato attraverso una partnership pubblico-privata. Il nostro progetto è del tutto compatibile con l’idea lanciata dalla Università Statale di Milano, di trasferire all’interno dell’area una parte del proprio campus. E’ compatibile inoltre con la giusta esigenza di mantenere “verde” un’elevata parte dell’area. E’ integrabile anche con la proposta di destinare una parte dell’area a esigenze di impianti wellness a finalità collettiva.”

“Perché questo possa avvenire – ha concluso Rocca – occorre però scegliere e decidere al più presto. La scelta di fondo della destinazione dell’area va sin d’ora assunta dalla politica, insieme alle imprese e alle Università di Milano. Non pregiudichiamo una grande occasione sprecando tempo e risorse che oggi attendono da un decisore illuminato di essere messi meglio a frutto per tutti”.

Il nuovo manifesto è promosso dalla Rete Associazioni Industriali Metropolitane costituita da dieci associazioni confindustriali delle aree metropolitane italiane – Assolombarda; Confindustria Bari e Barletta, Andria, Trani; Confindustria Firenze; Confindustria Genova; Confindustria Reggio Calabria; Confindustria Venezia; Unindustria Bologna; Unindustria – Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo; Unione degli industriali della provincia di Napoli; Unione industriale Torino – rappresenta il motore economico del Paese.
La prima edizione del Manifesto era stata lanciata a febbraio dello scorso anno, alla presenza dei Sindaci di tutte le Città Metropolitane nella cornice di Palazzo della Signoria a Firenze, in occasione dell’incontro “Le città metropolitane: una riforma per il rilancio del Paese”. Con quel documento di lavoro la Rete Associazioni Industriali Metropolitane chiedeva al Governo la rapida approvazione della legge Delrio, entrata poi in vigore l’8 aprile 2014, che ridisegna confini e competenza dell’amministrazione locale, suggerendo al contempo una serie di variazioni al testo di legge che il Parlamento ha accolto positivamente.

A questo documento seguiranno nei prossimi mesi nuove iniziative da parte di associazioni aderenti alla Rete volte ad approfondire i temi di maggior rilevanza per il futuro delle Città Metropolitane.

Comments are closed.