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12 marzo 2011 Comments (0) Dalla home page

SUD – Piano: molte parole e intanto cresce la povertà

Dall’estate del 2009 si parla di piani straordinari per il rilancio del Mezzogiorno ma solo il 25 gennaio 2010 il Governo, per bocca dell’allora ministro Scajola, dichiarava che entro un mese avrebbe varato il piano decennale per il Sud e che sarebbe stato operativo entro l’estate del 2010 eppure solo alla ripresa dalla pausa estiva il Governo ha fatto rientrare il piano per il Sud tra i cinque punti sui quali ha chiesto il 29 settembre 2010 la fiducia al Parlamento per poi arrivare al 26 novembre 2010 quando viene presentato al Consiglio dei ministri un documento programmatico denominato articolato su otto punti: infrastrutture, ricerca, scuola, giustizia, sicurezza, pubblica amministrazione e servizi pubblici, incentivi alle imprese, Banca del Sud.

Cosi il deputato Roberto Mario sergio Commercio, del Gruppo misto – Movimento per le autonomie-Alleati per il Sud, si e rivolto al ministro per i Rapporti con le Regioni e la coesione territoriale, Raffaele Fitto, per sapere “quale sia ad oggi il reale stato di attuazione del piano per il Sud e se sia stata finora rispettata la tabella di marcia esposta al Parlamento” dallo stesso ministro al quale ha, peraltro, ricordato che il 26 gennaio 2011, nel corso dello svolgimento di un’interrogazione a risposta immediata in Assemblea, con la quale si chiedeva quale fosse a quella data il reale stato di attuazione del piano per il Sud, il ministro Fitto rispondeva che “il percorso di attuazione e in fase avanzata perche i provvedimenti correlati sono gia stati oggetto di un confronto con le parti sociali e anche della valutazione e del voto all’interno della Conferenza unificata e della Conferenza Stato-Regioni, tutte cose che consentono, oggi, al Governo di poterne indicare una tempistica piu rapida sul fronte dell’attuazione e per questo e stata attivata, insieme con i Ministeri competenti, una serie di tavoli per definire in modo specifico gli interventi entro il prossimo mese di febbraio 2011”. Non solo, in quella data, il ministro affermava anche che “i prossimi giorni saranno decisivi in questa direzione. Febbraio sara il mese nel quale i primi importanti provvedimenti troveranno una loro approvazione finale e, quindi, la fase di attuazione trovera un suo concreto avviamento nel merito delle indicazioni manifestate dal Governo in piu circostanze” e lo scorso 2 febbraio rispondendo a un analogo atto di sindacato ispettivo, alla domanda su quali fossero gli sviluppi del procedimento di attuazione del piano per il Sud, affermava che “nel mese di febbraio il Governo proporra i primi atti concreti in questo senso, rispettando la tabella di marcia indicata nell’approvazione del piano nei mesi scorsi”. Infine, Commercio ha affermato di non sapere se ci siano ulteriori sviluppi rispetto alla tabella di marcia delineata dal ministro, secondo cui “dal 1° marzo ci sara l’approvazione definitiva delle delibere Cipe sugli interventi regionali e nazionali”.

Mercoledi 9 marzo nel corso del Question Time alla Camera, il ministro per i Rapporti con le Regioni e la coesione territoriale ha risposto che come e stato ricordato anche da Commercio, “il Governo, nel mese di novembre dello scorso anno, ha varato il Piano nazionale per il sud ed una serie di atti ad esso collegati. Non vi sono stati – ha sottolineato Fitto – dei periodi di silenzio perche lo stesso interrogante ricorda che in questi mesi si sono avviati una serie di incontri tra il Governo e le regioni per andare a monitorare e verificare lo stato di attuazione delle risorse pregresse non utilizzate; da tale quadro e venuta fuori una situazione abbastanza preoccupante dal punto di vista della quantita di risorse che possono essere finalizzate ad utilizzate per gli obiettivi del piano. Nel frattempo abbiamo attivato anche un percorso di riprogrammazione delle risorse europee, che si completera entro il 30 marzo. Nell’occasione alla quale si rinvia noi avevamo gia assicurato che entro il mese di marzo, e comunque non oltre aprile, il Governo avrebbe completato l’iter approvativo, relativamente alla definizione delle intese alle quali abbiamo fatto riferimento.

“E chiaro – ha spiegato il ministro – che il riferimento al 1° marzo era per segnare, cosi come dall’attuazione emersa all’interno del Consiglio dei ministri avevamo indicato, un periodo entro il quale completare questa fase. Peraltro, e di questi giorni la definizione con i singoli Ministeri degli aspetti collegati al piano, per quanto riguarda gli argomenti settoriali e, quindi, giungeremo nei prossimi giorni alla sottoscrizione di queste intese con le Regioni, cosi come condiviso con tutti i presidenti delle Regioni negli incontri, che abbiamo tenuto appunto nei giorni scorsi. E un programma complesso – ha poi aggiunto – e il tema del Mezzogiorno, ahinoi, non nasce negli ultimi mesi ne negli ultimi anni, ma e un tema che riguarda diversi decenni. L’obiettivo che il Governo ha messo in campo e quello di raggiungere realmente una realizzazione di un programma chiaro, concreto e che punti a utilizzare in modo adeguato le risorse, concentrandole su alcuni punti strategici, condividendole fra i diversi livelli istituzionali e definendo anche una tempistica adeguata perche cio possa accadere. Il cronoprogramma approvato in Consiglio dei ministri, al quale rinvio, e stato fino ad oggi puntualmente rispettato e posso assicurare – ha concluso Fitto – che nel mese di marzo e di aprile assisteremo agli altri passaggi ai quali si e fatto riferimento, che saranno puntualmente rispettati cosi come indicato”.

Nella consueta replica, Commercio prendendo atto che il piano per il Sud rimane ancora soltanto un annuncio e un programma, ha ribadito che “non ci sono disegni di legge ne tanto meno risorse di bilancio. Non sono previsti investimenti aggiuntivi e, addirittura, nella legge di stabilita, la cosiddetta finanziaria, non vi e traccia del suddetto piano. Le risorse teoriche – ha poi aggiunto – provengono soltanto dalla riprogrammazione dei fondi strutturali e Fas 2007-2013, cioe da risorse gia assegnate al Sud. L’unico dato certo, in questi anni di proclami e di assenza di una politica che abbia al centro il Mezzogiorno – ha concluso Commercio – e che il divario tra Nord e Sud si e ulteriormente aggravato e che nel Mezzogiorno cresce la disoccupazione, si diffonde la poverta, si estende la desertificazione industriale, si indebolisce l’economia e si amplia il divario infrastrutturale”.

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