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SUD-“Mezzogiorno questione nazionale. Con l’autonomia rafforzata a rischio l’unità del Paese”: dich. Chiara Montefrancesco Vicepresidente Osservatorio Banche-Imprese, Vicepresidente nazionale CNA

L’Italia non tornerà a crescere in modo considerevole se non riparte il Mezzogiorno. Questo dato non può assolutamente essere messo in discussione né tantomeno può essere messa in discussione la dimensiona nazionale del Mezzogiorno. Il sistema-paese non è la sommatoria di regionalismi egoisti e centrifughi. Con l’autonomia rafforzata, che alcune regioni settentrionali rivendicano e che prelude alla secessione morbida del Nord, rischia di saltare il sistema e l’Italia rischia il default, con buona pace di chi crede, furbamente ma non troppo, di potersi salvare lasciando la barca alla deriva”.

Così Chiara Montefrancesco, vicepresidente Osservatorio Banche-Imprese di Economia e Finanza e Vicepresidente nazionale CNA, reduce dalla discussione degli Istituti meridionalisti ieri a Roma, palazzo dell’Enciclopedia Treccani, sul tema “La legge di bilancio 2019. Prospettive e dinamiche di sviluppo nel Mezzogiorno”, cui è seguito un ricordo di Manlio Rossi-Doria nel trentesimo anniversario della scomparsa.

“Per tutti gli Osservatori più attenti”, prosegue Chiara Montefrancesco, “la centralità del Mezzogiorno nelle dinamiche di sviluppo del sistema-paese è evidente. Il che non significa cullarsi su quello che è stato o non è stato ma rimettere mano – anche con nuovi strumenti e nuove logiche – ad una strategia complessiva di rilancio sul fronte della logistica, dei porti, delle infrastrutture, dell’industria, della cultura e del territorio oltre che del turismo. Questa strategia non può che avere un impianto unitario e nazionale e deve essere assolutamente perseguita nell’interesse, unico e unitario, delle regioni settentrionali e meridionali. Prospettiva che oggi rischia di essere liquidata e scomparire dagli orizzonti governativi e parlamentari, messa com’è a durissima prova dalle richieste di autonomia rafforzata che prelude alla secessione morbida del Nord.
Da qui la fondamentale importanza della volontà, ribadita anche nell’incontro di ieri, di costituire un coordinamento tra gli istituti meridionalisti, come proposto dal presidente dell’Osservatorio Banche-Imprese Salvatore Matarrese, che porti avanti con forza e determinazione il tema del Mezzogiorno come questione nazionale. Nessuno di noi può e vuole arrendersi alla desertificazione fisica e sociale del Mezzogiorno. Né tantomeno ad un sud privato dei suoi talenti, delle sue eccellenze, delle sue energie migliori. Questo sud è necessario al Paese. Chi oggi mette a rischio l’unità e il Mezzogiorno fa un enorme regalo a chi ha tutto l’interesse a un’Italia meno competitiva e meno eccellente”.

 

 

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