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21 aprile 2015 Comments Off on STARTUP-Ricerca della Confcommercio di Roma: raddoppiate in un anno Approfondimenti

STARTUP-Ricerca della Confcommercio di Roma: raddoppiate in un anno

Uomo, 32 anni e mezzo, con un’istruzione elevata in economia, management o ingegneria (oltre l’80% con laurea e post laurea) mentre le donne che decidono di fare impresa a Roma, seppure in netta minoranza (20%), pesano comunque di più del dato nazionale. La new economy coinvolge in maggioranza over 35 (50%), un quarto ha fra i 31 e i 35 anni e meno del 4% under 25. Questo il profilo dello startupper romano, delineato dalla ricerca “Conoscere l’ecosistema romano delle startup”, condotta dalla Confcommercio di Roma in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma, e presentata il 7 aprile presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio.

La presentazione della ricerca

La presentazione della ricerca

Sono intervenuti al tavolo dei relatori il presidente della Confcommercio Lazio Rosario Cerra, l’assessore a Roma Produttiva del Comune di Roma Capitale Marta Leonori, il presidente della Commissione start up della Regione Lazio Carlo Alberto Pratesi, il direttore di Sapienza Innovazione Stephen Trueman, Giulia Gazzelloni, Founder Start up “Le Cicogne” e Marco Trombetti, creatore dell’acceleratore Pi Campus.

La ricerca “Conoscere l’ecosistema romano delle startup” nasce con un doppio obiettivo: da un lato fornire per la prima volta un identikit completo degli startupper e delle startup che insistono sul territorio di Roma Capitale; dall’altro fornire indicazioni sulle azioni e sugli strumenti necessari per superare le criticità e sostenere la crescita e lo sviluppo dell’intero ecosistema romano.

“Roma e il suo territorio negli ultimi anni – ha dichiarato il presidente di Confcommercio Roma Rosario Cerra – stanno comprendendo l’importanza di diventare un polo attrattivo di start up e procedimenti innovativi, in cui quella che chiamiamo “l’economia della conoscenza” possa adoperarsi per mettere in campo le migliori soluzioni e fare di Roma una delle città più all’avanguardia d’Italia, in quanto a Ict, ambiente, energia e biotecnologie, solo per citare i settori maggiormente coinvolti”.

“I numeri della ricerca –- ha aggiunto Cerra – parlano di un ecosistema ancora agli albori ma in crescita, in cui si stanno sviluppando competenze e giovani realtà imprenditoriali che, se messe in grado di sviluppare le proprie potenzialità, potrebbero fare di Roma il primo HUB italiano nel settore dell’imprenditoria innovativa e uno dei più importanti a livello europeo e internazionale, con particolare attenzione all’area del Mediterraneo dove manca ancora un grande city hub”.

“Il confronto con il mondo delle Istituzioni, dell’Università e della Ricerca – ha concluso Cerra – è fondamentale per elevare la qualità e la performance del tessuto imprenditoriale romano, per far sì che esso sia sempre più competitivo, attraverso il mix fruttoso di punti di vista, idee e nuovi talenti”.

Per quanto riguarda l’occupazione, in due terzi circa delle startup lavorano da uno a cinque dipendenti mentre solo il 26% di imprenditori dichiara di non aver assunto impiegati. Come ambito di attività, a dominare sono le startup “innovative”, quelle che hanno a che fare con Innovation Technology, Internet e il Web, con quasi la metà delle imprese dedicate.

Non mancano le criticità del contesto in cui le startup romane si trovano ad operare: secondo la ricerca, le nuove imprese nascono principalmente grazie a finanziamenti con fondi personali e di familiari e amici (44%). Nel 17% dei casi ottengono fondi attraverso gare, concorsi o bandi pubblici o privati e solo nell’11% dei casi attraverso le banche.

 

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