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31 marzo 2017 Comments Off on STARTUP-Musement: fa vivere ogni città come se fosse la propria News

STARTUP-Musement: fa vivere ogni città come se fosse la propria

La maggior parte delle piattaforme digitali dedicate a turisti e viaggiatori offre principalmente la prenotazione dei voli e degli hotel. Eppure il cuore della vacanza è un altro: i musei da visitare, le attrazioni da scoprire, i percorsi da esplorare. È a questo scopo che è sorta Musement , start-up italiana nata nel 2012 da quattro giovani imprenditori milanesi.

“L’idea iniziale era di puntare sull’unicità di essere italiani”, spiega uno dei fondatori, Fabio Zecchini, in occasione del Forum dell’Economia Digitale organizzato da Confindustria e Facebook. “Food e fashion, però, erano già molto presidiate; quindi abbiamo deciso di puntare sul mondo dell’arte e della cultura”.

Non è tutto, perché l’analisi dei dati ha mostrato fin da subito come a utilizzare Musement non fossero solo i viaggiatori, ma anche gli stessi abitanti della città. L’iniziale nicchia di viaggiatori interessati all’arte e alla cultura si è quindi rapidamente ampliata a un pubblico di massa, portando Musement a competere con colossi come Viator (che esiste dal 1998 ed è stata da poco acquistata da TripAdvisor) e con realtà più piccole ma consolidate come GetYourGuide .

Una strategia che potrebbe lasciare perplessi, nell’epoca dei segmenti di mercato sempre più ristretti, ma che è stata premiata: oggi Musement fa registrare un milione di utenti unici al mese (mentre la app, che è una sorta di guida turistica gratuita, ha raggiunto mezzo milione di download) e un fatturato di 12 milioni di euro nel 2016, che potrebbe raggiungere i 30 milioni nell’anno in corso. “Ma per me il dato più significativo è un altro”, prosegue Zecchini. “Nel mese di agosto 2016 abbiamo spostato con la nostra piattaforma 55mila persone. Per certi aspetti siamo simili a un tour operator, ma lavoriamo con il digitale e quindi siamo in grado, per esempio, di relazionarci dall’Italia anche con giapponesi che vogliono visitare il Brasile”.

Nonostante una quota importante, ma inferiore al 30%, degli utenti di Musement sia italiana, la maggior parte arriva dall’estero, principalmente da Francia, Spagna, Grecia e anche da Germania, USA e Regno Unito. Anche per questa ragione, uno degli obiettivi di Musement – che è disponibile in 8 lingue e che accetta pagamenti in ogni valuta – è di diventare leader dell’Europa del Sud e continuare l’espansione all’estero (a Barcellona sono già stati aperti degli uffici, mentre i country manager stanno operando in molti paesi, tra cui USA e Regno Unito). A breve, inoltre, avverrà un nuovo rilascio del sito e della app: “Se oggi il sito è il luogo dove avvengono le transazioni e la app è la nostra guida turistica, nel futuro questi due aspetti si fonderanno sempre di più, rendendoli praticamente indistinguibili”.

Un cambiamento che incide anche sulla promozione di Musement, che continuerà a investire su Google (anche perché la maggior parte delle visite arriva dai motori di ricerca), ma che punterà sempre di più su Facebook, allo scopo di aumentare la riconoscibilità di una società che, in un’epoca in cui si parla sempre di fuga dei cervelli, è riuscita a invertire la rotta, restando in Italia e attraendo, tra i suoi 85 dipendenti, talenti da 16 nazionalità diverse.

Fonte: La Stampa

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