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4 luglio 2017 Comments Off on STARTUP-JOINTLY, Il welfare condiviso: aumento di capitale della prima startup italiana a vocazione sociale Dalla home page

STARTUP-JOINTLY, Il welfare condiviso: aumento di capitale della prima startup italiana a vocazione sociale

Gli investitori ci credono: 1 milione di euro di finanziamento per implementare un nuovo modello di welfare aziendale che grazie alla condivisione porti beneficio ai dipendenti, alle aziende e agli operatori di servizi su tutto il territorio.

logo-JOINTLYUn modello di welfare aziendale inclusivo che si faccia carico dei reali bisogni delle persone e che grazie a una rete virtuosa di operatori sociali generi un impatto positivo sull’intera filiera: dipendenti, azienda, territorio, imprese e cooperative sociali. E’ questa la mission di JOINTLY, la prima start up innovativa a vocazione sociale, che ad inizio anno ha concluso un aumento di capitale di 1 milione di euro finanziato da Angel Investors.

Fondata da due donne, Francesca Rizzi, precedentemente leader del settore Insurance e Asset Management per McKinsey & Co, e Anna Zattoni, ex direttrice generale di Valore D, JOINTLY punta a:

  • Creare una rete di servizi sul territorio che incentivino lo sviluppo a livello locale di un welfare territoriale condiviso tra aziende, persone, famiglie ed enti che erogano servizi, pubblici e del privato sociale
  • Dare possibilità, anche alle PMI italiane, di accedere a servizi di welfare di norma “riservati” alle grandi aziende, tramite la creazione di reti di condivisione nella logica dei gruppi di acquisto
  • Arginare la fuoriuscita di donne dal mondo del lavoro offrendo servizi di welfarededicati all’infanzia (come JOINTLY Kid in Town o Primi Anni), ma anche alla cura di familiari anziani o non autosufficienti (come l’innovativo progetto di Fragibilità)
  • Migliorare l’occupabilità dei giovani attraverso programmi di orientamento nati per favorire scelte più consapevoli sui migliori percorsi di studio in grado di facilitare l’inserimento lavorativo
  • Contribuire al processo di digitalizzazione dei servizi di welfare

 

Un progetto che merita attenzione perché nasce da un’idea dal forte valore sociale: “JOINTLY è nata perché volevamo dare risposta a un bisogno sempre più importante nella società, quello di un welfare più inclusivo e fatto su misura dei reali bisogni delle persone” spiega Anna Zattoni, presidente e co-fondatrice di JOINTLY.

Quello a cui dà vita JOINTLY attraverso il suo welfare condiviso è un vero e proprio circolo virtuoso del welfare: accompagnando i lavoratori e le aziende verso modelli di impresa maggiormente vicini alle esigenze delle persone, alla sostenibilità e a un business più partecipato, semplificando la quotidianità di chi lavora e dando un supporto su misura e concreto a chi deve conciliare il lavoro con altri ruoli nella vita privata, senza che nessuno debba sacrificare né l’uno né l’altro.

Nei suoi primi 3 anni di vita JOINTLY è stata in grado di avviare una rete di condivisione di servizi di welfare progettati sui reali bisogni dei dipendenti nelle diverse fasi della vita e sulle reali possibilità delle aziende di realizzarli. Servizi sostenibili pensati e messi in pratica con la collaborazione di oltre 400 partner su tutto il territorio nazionale, selezionati con procedure rigorose che certificano la loro affidabilità. Una rete tra oltre 40 aziende clienti, per un totale di 350.000 dipendenti e un circuito di più di 5.000 servizi.

 

 

 

JOINTLY – Il welfare condiviso

JOINTLY – Il welfare condiviso è una rete di condivisione e di progettazione di servizi di welfare aziendale nata nel 2014 dall’esperienza umana e professionale di Francesca Rizzi e di Anna Zattoni. Jointly esiste proprio per capire e orientare i bisogni di welfare che nascono in un’epoca di profondi cambiamenti morali e sociali. Il risultato è una solida offerta di servizi innovativi e sostenibili, progettati sui bisogni delle persone e sulle reali possibilità delle aziende e realizzati con i migliori partner in tutta Italia. Con un network di oltre 40 aziende clienti, per un totale di 350.000 dipendenti su tutto il territorio nazionale, e oltre 400 partner, selezionati sulla base di rigorose procedure di accreditamento e volontà di fare rete, Jointly offre ai suoi clienti l’accesso a una piattaforma digitale unica nel suo genere e un circuito esclusivo di più di 5.000 servizi di welfare aziendale a sostegno dei bisogni della persona nelle diverse fasi della vita.

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