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26 ottobre 2012 Comments (0) Dalla home page

STABILITA’-Camera: restyling in corso e stop retroattività

No della commissione Finanze della Camera alla retroattivita della stretta sulle detrazioni e deduzioni Irpef, nonche sulla determinazione del reddito di impresa agricola e no al taglio da 600 milioni per la Sanita contenute nella legge di Stabilita. Quindi, si sta lavorando sulla cancellazione delle deroghe allo Statuto del contribuente che rendono retroattivo all’anno d’imposta 2012 l’applicazione della franchigia da 250 euro su deduzioni e detrazioni d’imposta, nonche l’applicazione del tetto di 3mila euro all’ammontare delle spese detraibili. L’intervento sulle agevolazioni fiscali, sempre secondo la commissione, dovra essere operato dal Governo all’interno della delega fiscale in discussione al Senato. Ma non tutte le modifiche sono destinate a diventare definitive, perche gli emendamenti effettivi dovranno essere poi approvati in commissione Bilancio e successivamente in Aula. Una norma di sicuro destinata a saltare e quella sulla scuola: l’incremento a 24 ore dell’orario lavorativo dei docenti e avversato da tutte le forze politiche e anche il Governo ha accettato di fare marcia indietro.

Un’operazione di “smontaggio” del disegno della legge di stabilita 2013 approvato qualche settimana fa dal Consiglio dei Ministri dopo l’emendamento sugli esodati che ha introdotto la cosiddetta tassa sui ricchi del 3% sui redditi sopra i 150mila euro, approvato mercoledi dalla commissione Lavoro della Camera. Ma gli imprenditori hanno criticato la proposta di mettere un’aliquota sui redditi oltre i 150mila euro per salvare i lavoratori esodati. “C’e gia un’aliquota del 3% su questi redditi, aggiungerne un’altra sarebbe alquanto iniquo: quella e la fascia di popolazione che e l’unica che spende e c’e il problema di consumi interni”, ha affermato il vicepresidente di Confindustria, Aurelio Regina.

Su deduzioni e detrazioni fiscali, non convincono gli effetti della franchigia sulle spese per le attivita sportive dei giovani, attualmente detraibili nel limite dei 210 euro, mentre la franchigia da 250 euro decreterebbe l’automatica cancellazione del bonus. Cosi, la commissione Finanze della Camera, nella giornata di ieri, ha chiesto di rinunciare alla retroattivita degli interventi su detrazioni fiscali e deduzioni), applicandoli dal 2013 e scongiurando anche l’aumento Iva dal 1° luglio 2013, nel timore che questo aumento abbia effetti negativi sulle gia deboli aspettative di ripresa dell’economia italiana, attualmente in recessione come una vera e propria stangata. Il problema e che rinunciare a un punto di aumento delle aliquote sui consumi significa fare a meno di 3,3 miliardi di gettito nel 2013 e 6,6 nel 2014. L’aumento dell’aliquota al 22% riguardera, fra gli altri, beni come abbigliamento, auto, telefonini e carburanti. E il Governo non ci rinuncera. Quanto all’aliquota all’11%, che grava su prodotti alimentari di largo consumo e sui medicinali, prende corpo la tentazione rinviare l’operazione.

E toccato alla commissione Affari sociali intervenire su un altro aspetto delicato, quello dei tagli al Fondo sanitario nazionale. E stata cosi cancellata, sulla carta, la riduzione di 600 milioni per il 2013 e 1 miliardo per gli anni successivi; le relative risorse sono state sostituite con tagli lineari ai Ministeri. E molto improbabile pero che questa inversione di rotta sia confermata nei passaggi successivi. La stessa commissione ha bocciato altre due norme: la tassazione delle pensioni di guerra e il passaggio dal 4 al 10 per cento dell’aliquota Iva applicata alle cooperative sociali. Sul primo punto c’e un consenso abbastanza ampio, resta naturalmente da trovare la copertura finanziaria (il risparmio previsto e di circa 200 milioni di euro l’anno). Anche la commissione Giustizia e intervenuta sul testo elaborato dal governo, per cancellare l’inasprimento del contributo unificato per le impugnazioni respinte e per le controversie nelle quali e applicato il rito abbreviato.

Da cancellare, poi, secondo la commissione Finanze, la stretta sulle cooperative sociali, mentre sulla Tobin tax la commissione chiede di distinguere, a parita di gettito complessivo, l’aliquota applicabile alle compravendite relative ad azioni da quella applicabile alle transazioni di strumenti finanziari derivati. Ma laTobin Tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie, non convince la Consob perche La versione prevista nella Legge di Stabilita, secondo il presidente della Commissione Nazionale per le Societa e la Borsa, Giuseppe Vegas, presenterebbe alcuni profili di criticita. Vegas, in occasione di un’audizione alla commissione Finanze della Camera, ha sottolineato come l’applicazione dell’imposta alle operazioni in derivati, oltre a disincentivare l’assunzione di rischi troppo elevati, renderebbe piu costoso anche il controllo del rischio,che nei mercati finanziari si realizza principalmente attraverso l’utilizzo dei derivati di copertura. La misura potrebbe, inoltre, ridurre l’efficienza informativa e la liquidita dei mercati, a causa di una possibile riduzione degli scambi, aumentare il costo del capitale per le imprese e determinare una riduzione dei prezzi. La Tobin Tax potra, anche, incentivare la delocalizzazionedell’attivita di intermediazione mobiliare in aree geografiche in cui l’imposta non e presente, con una conseguente riduzione del gettito potenziale.

L’imposta italiana, ha spiegato la Consob, si discosta dal disegno della Commissione europea del settembre 2011 sulla base del quale la stessa Commissione dovra presentare una nuova proposta di normativa. Il risultato, per la Consob, sarebbe una forte penalizzazione per l’operativita in strumenti derivat e manca il riferimento al principio di residenza in Italia dell’intermediario quale ulteriore elemento di definizione dell’ambito di applicazione dell’imposta. I rischi connessi all’introduzione della Tobin Tax potrebbero, peraltro, essere amplificati nel caso in cui l’Italia adottasse l’imposta in via anticipata rispetto all’entrata in vigore della direttiva europea.

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