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13 giugno 2014 Comments (0) Dalla home page

SRM-Italian Maritime Economy: presentato 1°Rapporto annuale

Con questo lavoro inauguriamo il nostro nuovo Osservatorio permanente sull’Economia dei Trasporti Marittimi e della Logistica. Settori strategici per il futuro del Paese e del Mezzogiorno e sui quali dobbiamo essere piu competitivi. I porti del Nord Europa, cosi come quelli della sponda Sud del Mediterraneo, hanno investito molto nel miglioramento infrastrutturale e oggi hanno guadagnato posizioni importanti a beneficio delle loro economie. L’Italia cosa attende a comprendere che il Mezzogiorno ha una vocazione logistica naturale che potrebbe essere meglio sfruttata a beneficio di tutto il Paese? Crediamo che anche con lavori di approfondimento come questo si possa dare un contributo serio a riportare questo tema al centro dell’agenda politica. Cosi Paolo Scudieri, presidente SRM (Studi Ricerche Mezzogiorno, Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) ha presentato a Napoli, in un convegno presso la sede del Banco di Napoli, il Primo Rapporto Annuale “Italian Maritime Economy. Nuove rotte per la crescita”.

Frutto dell’attivita di monitoraggio del nuovo Osservatorio Permanente sull’Economia dei Trasporti Marittimi e della Logistica di SRM (www.srm-maritimeconomy.com) inaugurato nel 2014, il Primo Rapporto Annuale vuole dare un contributo alla comprensione del complesso e articolato mondo dell’economia dei trasporti marittimi e della logistica, segnalando le nuove rotte verso cui auspichiamo si spinga sempre piu anche l’Italia, per un Paese piu competitivo, con un Mezzogiorno protagonista. L’Osservatorio vanta tre partner di prestigio: Federagenti, Unione Industriali di Napoli e il Gruppo Grimaldi.

BarraccoIl convegno e stato aperto dal presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco. “La ricerca di SRM ed il convegno di oggi – ha sottolineato – sono un invito a non dobbiamo dimenticare che siamo un Paese marittimo. Lo dice la storia e lo dice l’economia. Il 19% del traffico marittimo internazionale passa nel Mediterraneo ed e in costante crescita dal 2005. E questa crescita e avvenuta nonostante la crisi economica in Europa e l’instabilita politica nella sponda Sud del Mediterraneo, a conferma del fatto che il Mediterraneo e sempre piu centrale nell’economia globale.”

I dati e le analisi elaborati dal Centro Studi sono stati illustrati da Deandreis e da Alessandro Panaro, responsabile dell’Osservatorio Maritime Economy, che ha approfondito i temi delle grandi alleanze e della competitivita delle infrastrutture. Sergio Prete, vicepresidente Assoporti, ha parlato del Ruolo dei porti per la crescita del Paese.

deandreis-srmSecondo Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, essere ventesimi nella classifica delle performance logistiche, dietro tutti gli altri grandi paesi europei, significa essere piu costosi e avere tempi maggiori nelle operazioni di smistamento e sdoganamento. Se a questo aggiungiamo che 1/3 di tutto l’interscambio commerciale italiano parte via nave si capisce bene che questo gap ricade direttamente sulla competitivita delle imprese italiane. Migliorare l’efficienza del sistema logistico-portuale dovrebbe essere una priorita naturale per un Paese come l’Italia. E’ urgente recuperare il tempo perduto e puntare su questo settore perche esso puo davvero diventare il volano di quella ripresa economica tanto attesa nel Mezzogiorno e in Italia”.

La tavola rotonda, moderata da Raoul de Forcade de Il Sole 24 Ore, su “La centralita dell’economia marittima per il rilancio dell’Italia e del Mezzogiorno” ha visto come discussant Francesco Abate, responsabile commerciale traffici Area Mediterraneo della Grimaldi Group, Umberto Masucci, presidente International Propeller Clubs, Michele Pappalardo, presidente Federagenti, Alessandro Ricci, presidente Unione Interporti Riuniti, Marco Simonetti, vicepresidente Contship Italia Group, Francesco Tavassi, presidente Sezione Logistica, Intermodalita e Trasporti Unione Industriali di Napoli.

franco-gallia-300x241Le conclusioni della giornata sono state tenute da Franco Gallia, direttore generale Banco di Napoli. “Dal settore marittimo, come dimostrano anche i numeri della ricerca – ha spiegato – scaturiscono variegate e complesse operazioni finanziarie. La banca quindi gioca un ruolo chiave: non solo puo svolgere il ruolo di partner creditizio ma deve anche affiancare l’impresa nella comprensione delle esigenze e nel trovare insieme le soluzioni. In un momento come questo e importante essere vicini alle aziende e fornire loro la necessaria assistenza e consulenza. Il Banco di Napoli, che e storicamente la banca di riferimento dell’economia del Mezzogiorno, grazie anche alla varieta di servizi e prodotti e alle diverse competenze del Gruppo Intesa Sanpaolo, puo offrire prodotti bancari qualificati e professionalita specifiche per essere di utile supporto al mondo degli operatori marittimi.”

SINTESI DETTAGLIATA DEL RAPPORTO

IN BREVE

I porti del Northern Range Europeo (es. Rotterdam, Anversa, Amburgo) ancora leader del commercio internazionale con una quota del 62% in Europa
Italia prima in Europa nel segmento Short Sea Shipping nel mar Mediterraneo, con una quota di mercato delle merci trasportate del 37%
Un terzo del totale del commercio estero italiano (import-export) avviene via mare, per un totale in valore di 230 miliardi di euro
Il segmento container italiano torna (dal 2008) a superare i 10 milioni di TEUs
La somma delle merci movimentate nei porti italiani (pari a 477 milioni di tonnellate) e, in volume assoluto, terza in Europa (i primi due paesi sono Olanda e Regno Unito); il peso del Mezzogiorno e pari al 48% del totale
Il Mezzogiorno importa ed esporta per via mare il 63% delle sue merci in valore
Il 40% del totale del cluster marittimo italiano (pari a 7.000 imprese) e presente nel Mezzogiorno, che conta quindi oltre 2.700 imprese


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