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7 luglio 2014 Comments (0) News

SICUREZZA ALIMENTARE – Adiconsum: è bene comune da tutelare. Globalizzazione ha cambiato il mercato, serve azione comune a tutti i livelli

La sicurezza alimentare e un bene pubblico e va tutelato con ogni possibile mezzo – dichiara Pietro Giordano, presidente nazionale di Adiconsum – Ogni scandalo, ogni crisi o emergenza, ha il duplice effetto di innescare allarme sociale e di deprimere l’economia del comparto. La crisi economica, con il calo dei consumi, e la conseguente sofferenza anche del tessuto produttivo italiano, ha favorito l’infiltrazione della criminalita organizzata e l’elusione della normativa in materia di qualita, igiene e sicurezza degli alimenti.

La globalizzazione dei mercati e gli accordi mondiali di scambio hanno aperto le porte dell’agroalimentare europeo e nazionale ad alimenti delle piu svariate provenienze con norme e sistemi di controllo cosi radicalmente diversi da determinare sostanziali differenze quali-quantitative, di prezzo, di freschezza, di igiene e sicurezza dei prodotti. L’alta percentuale delle segnalazioni al sistema di allerta RASFF ne sono una testimonianza.

Inoltre, la confluenza di molti tradizionali marchi dell’industria alimentare nelle mani di poche multinazionali non italiane ed altri fenomeni di concentrazione hanno creato un’omogeneizzazione dei prodotti e un contenimento dei costi di produzione – continua Giordano – Oltre al maggior rischio per la salubrita di tutti gli approvvigionamenti low-cost, vi e anche il rischio che l’impiego di materie prime di bassa qualita si traduca in una cattiva qualita nutrizionale dell’alimento, trasformando prodotti di largo consumo in potenziali nemici della salute. La normativa sulle etichette si avvia a realizzare un significativo miglioramento dell’informazione ai consumatori, ma la filiera e ancora troppo “opaca” e non consente di fare scelte consapevoli tenendo conto delle caratteristiche qualitative oggettive. In un’economia globalizzata e inimmaginabile chiudere le frontiere alle materie prime in generale. Vanno accolte quelle di qualita che possono integrare quelle italiane, sempre di qualita.

Oggi il consumatore – prosegue Giordano – e costretto a scegliere tra una costosa eccellenza ed un mare magno assolutamente indistinto ed opaco di produzioni “non valutabili”, se non attraverso indicatori fallaci come il prezzo di vendita e le pubblicita spesso ingannevoli o sulla base di etichette a semaforo che “ucciderebbero” le produzioni di qualita del nostro Paese, in favore di imitazioni di scarsa qualita e salubrita.

E necessario agire contemporaneamente su diversi piani – sostiene Giordano – Sulla leva normativa, sugli accordi internazionali per la tutela della correttezza nei rapporti commerciali, sull’informazione del consumatore, sulla certificazione, sulla repressione operata dalle Forze dell’Ordine anche via Internet. Bisogna iniziare ad immaginare forme di sorveglianza innovative, concertate, multilaterali, che sfruttino le nuove tecnologie per rispondere meglio ai segnali di allarme. L’Italia produce eccellenza e il Made in Italy nel mondo e saldamente trainato dall’agroalimentare seguito dal turismo eno-gastronomico.

Adiconsum – conclude Giordano – auspica che attraverso gli strumenti della bilateralita, della sussidiarieta e della concertazione, si possa giungere ad accordi e iniziative in grado di dare impulso alla produzione ed al consumo dei prodotti italiani di qualita.

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