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16 ottobre 2014 Comments (0) Dalla home page

SETTORE IT-Assintel Report 20104: occorre innovarsi

Il divario digitale in senso ampio e oggi la nuova forma di disuguaglianza e interessa trasversalmente la societa civile e quella imprenditoriale. Alle aziende tecnologiche spetta un ruolo poliedrico: raccogliere la sfida interna di innovarsi per non soccombere alla crisi, diventare “portatrici sane di innovazione” verso i propri clienti, e infine fare massa critica per sollecitare il sistema politico a creare le condizioni necessarie allo sviluppo. Questo il commento di Giorgio Rapari, presidente di Assintel e della commissione Innovazione e Servizi di Confcommercio, ai risultati del nuovo Assintel Report 2014 che ha evidenziato l’esistenza di un “punto di non ritorno” per le aziende dell’Information Technology, che impone una scelta decisiva: adeguarsi velocemente ai nuovi paradigmi digitali, riformulando sia la propria offerta sia i propri processi interni, oppure restarne ai margini, perdendo l’opportunita di agganciarsi alla crescita.

E’ una mutazione genetica di tipo tecnologico, culturale e economico, attraverso cui possiamo leggere sotto la linea visibile dei dati di un mercato statico (+0,7% nel 2014) i suoi picchi: quelli negativi sono legati all’IT tradizionale, quelli positivi sono connessi alle trasformazioni digitali. “Noi imprenditori – ha aggiunto Rapari – ce la stiamo mettendo tutta, ma il contesto legislativo, fiscale, infrastrutturale da troppo tempo ci rema contro. Servono cambiamenti concreti e rapidi, perche comunicare l’ottimismo senza fargli seguire i fatti rischia di essere controproducente: nel medio periodo si perde la fiducia di chi ci aveva creduto”.

alfredo-gatti-2_t“In un mercato che si consolida, occorre crescere se non si vuole lentamente morire, quale che sia la propria posizione di partenza – cosi Alfredo Gatti, Managing partner di NEXTVALUE, che ha realizzato la ricerca per conto di Assintel – Ecco allora la roadmap possibile per governare questa mutazione, fatta di 8 decisioni da prendere per vincere la sfida: investire in market-sensing, anticipare piuttosto che seguire le scelte dei propri Clienti, organizzarsi in modo agile al proprio interno, scegliere se cooperare o competere con i nuovi attaccanti e se comprare o vendere alcune delle proprie aree d’offerta, diversificare o raddoppiare con le iniziative digitali, iniettare competenze digitali nei team di lavoro, ed infine decidere se mantenere al proprio interno l’ownership della propria trasformazione”.

Numeri e trend del mercato IT

Il mercato IT nel 2014 vale 24.300 milioni di Euro, con una lievissima crescita del +0,7% rispetto allo scorso anno, dovuta in gran parte alle buone performance dei segmenti legati alla trasformazione digitale. L’Hardware continua a contrarsi (-1,6%) trascinato dal declino dei PC, attorno al -20%, e solo in parte controbilanciato dalla crescita di Smartphone (+9,3%) e Tablet (+5%).

Il Software tiene banco (+1,1%), rallentato dal segno meno dei Software di Sistema (-4,4%) e dei vecchi Gestionali (-8,3%), mentre i segnali postivi arrivano da Digital Marketing (+29,1%), Internet of Things (+13,6%), Business Intelligence, Analytics e Big Data (+6,2%), connessi con la trasformazione del consumatore digitale.

I Servizi IT continuano a decrescere (-1,7%), trascinati dal ribasso delle tariffe professionali. Le note positive sono legate alla consulenza manageriale (+2,1%) e ai servizi di Datacenter (+3,3%), quelle negative riguardano i servizi di System Integration e Sviluppo Software (-3,2%), di infrastruttura (-6,3%) e la Formazione (-5,2%).
Inarrestabile la crescita dell’universo del Cloud Computing (+22%), sia nella componente classica (+33%) sia in quella di Business Process as a Service (+13%).

Continuano a calare tutti i segmenti di mercato legati alla spesa pubblica in IT, che nel contempo innesca forti dinamiche di downpricing a svantaggio delle aziende dell’Offerta: PA Centrale -4,1%, Enti locali -3,9%, Sanita -3,1%. Anche il Commercio resta negativo (-1,6%), l’Industria e ferma (-0,2%), mentre tornano a crescere i big spender: Banche (+3,2%), Assicurazioni (+3,1), TLC (+3,3%) e Utility (+4,4%).

Sono in lieve ripresa gli investimenti in IT delle Grandi Aziende (+0,8%) mentre restano negativi quelli di Piccole (-3,4%) e Micro imprese (-2,3%). Come ogni anno, e stato chiesto a 500 aziende quanto e come spendono e spenderanno in Innovazione. Le risposte confermano la recrudescenza della crisi: salgono al 72% le imprese che destinano meno del 2% del loro fatturato in IT, soglia minima per poter sostenere una politica di crescita. Il 34% delle aziende ha un budget IT in lieve crescita, il 31% in diminuzione e il 35% invariato.

E’ in corso un trend di progressiva esternalizzazione: il 56% del budget IT e dedicato all’acquisto di prodotti e servizi esterni, in crescita per il 29% dei rispondenti. Fortunatamente resta al 20%, come lo scorso anno, la percentuale dedicata ai nuovi progetti.
Nell’elenco di quelli gia messi in porfolio o in via di inserimento per il 2015 spiccano ai primi 3 posti i progetti legati alla Business Intelligence/Analytics/Big Data (48% dei rispondenti), l’area del Content Management (44%) e quella degli ERP (36%).

Gli investimenti con intenzione e priorita maggiori sono quelli in Business Analytics e Big Data, a seguire quelli in CRM e in Datacenter-on-premises.

Assintel Report 2014, la ricerca annuale sul mercato del Software e Servizi IT in Italia effettuata da NEXTVALUE per conto di Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio – Imprese per l’Italia. Lo studio e stato reso possibile anche grazie al contributo di InfoCamere, Ingenico, Kaspersky Lab, MCube.

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