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25 febbraio 2010 Comments (0) Approfondimenti

MADE IN ITALY – Rapporto Ice: Scajola recuperare posizioni

Abbiamo chiuso il 2009 con un Pil a – 4,9% in linea con le contrazioni registrate nella totalita dei Paesi industrializzati, ma gia nel terzo trimestre abbiamo rilevato una significativa inversione di tendenza e siamo consapevoli che la ripresa sara comunque lenta, accidentata ed esposta ai rischi della situazione internazionale. Cosi il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Sacjola, ha definito la situazione del commercio estero del nostro Paese in occasione della presentazione del VIII Rapporto Ice sulle opportunita per le imprese italiane sui mercati esteri nel biennio 2010-2011.

“Le misure adottate per fronteggiare la crisi – ha spiegato il ministro – sono state tempestive e stanno producendo risultati positivi e come conseguenze la bilancia commerciale ha chiuso il 2009 con un passivo di 4 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto agli oltre 11 miliardi del 2008. Ed ora – ha aggiunto – il nostro export comincia a mostrare i primi segnali di ripresa nelle principali aree di sbocco, sia sui mercati europei che su mercati extra europei. I dati di dicembre lo confermano: rispetto al mese di novembre le nostre esportazioni verso i Paesi extra Ue sono aumentate del 5,9%; il saldo resta negativo per 2,3 miliardi di euro, ma e notevolmente inferiore al disavanzo di 21 miliardi e mezzo dello stesso periodo dell’anno precedente”. Scajola ha spiegato che anche la bilancia con i Paesi europei sta invertendo il trend negativo e registra un aumento dell’export del 3,3% rispetto al mese precedente. Sempre a dicembre gli ordinativi dall’estero sono cresciuti, rispetto all’anno precedente, del 15,9%. “Questi risultati – ha continuato il ministro – dimostrano che anche nei nostri Paesi partner la situazione sta ormai migliorando. Possiamo, dunque, permetterci di guardare ai prossimi mesi con una ragionata, moderata fiducia soprattutto per un settore, come quello dell’export, che vale circa un quarto del Pil e che nel 2009 ha vissuto un calo notevole”.

Per Scajola, quindi, “e importante recuperare al piu presto le posizioni perdute in un mercato che non consente piu di concentrarsi sulla domanda estera tradizionale, sui mercati maturi, su specifici prodotti, su singole filiere. Dobbiamo diversificare i mercati di sblocco, migliorare la qualita dell’offerta, puntare su prodotti sempre piu innovativi. E, allo stesso tempo – ha ribadito – dobbiamo rafforzarci al nostro intento, innalzare la competitivita del nostro sistema produttivo, semplificare l’attivita di impresa, accrescere la nostra produttivita. Per raggiungere questi ambiziosi risultati, occorre intervenire con decisione sulle nostre carenze strutturali. Il Governo si e gia attivato in questo senso, avviando numerose infrastrutture attese da tempo; definendo una nuova politica energetica, che consentira di ridurre la bolletta su imprese e famiglie; avviando le riforme dell’istruzione, della pubblica amministrazione, della giustizia; puntando sul Sud quale leva per fare ripartire la crescita e recuperare il gap di competitivita che ci separa dagli altri Paesi industrializzati. Solo attraverso simili riforme – ha sottolineato ancora – potremo riorganizzarci per affrontare meglio i nuovi scenari, senza tuttavia disperdere il nostro prezioso patrimonio di creativita, competenza e professionalita, che da sempre rappresenta la vera carta vincente del tessuto imprenditoriale italiano. Un patrimonio che potra essere maggiormente importante in un mercato sempre piu globalizzato e competitivo che vede nei Paesi emergenti – Cina, India, Brasile e, sia pure piu lentamente, Russia – il vero motore della crescita futura. Proprio verso questi Paesi, gia dal 2009, abbiamo orientato le nostre strategie promozionali,mettendo in campo ogni strumento utile per sostenere la presenza delle imprese italiane”.

Quanto all’immediato futuro “l’Italia vuole sfruttare al meglio – ha riocrdato Scajola – le opportunita offerte dalle grandi esposizioni mondiali, come la Fiera di Hannover sulla tecnologia industriale, ed Expo Shangai 2010, che si aprira a maggio. Saranno eccezionali vetrine, che consentiranno di presentare a milioni di visitatori provenienti da tutti ii Paesi del mondo, il meglio delle nostre produzioni e della nostra creativita. Allo stesso tempo, proseguiremo la nostra azione di sostegno nei confronti delle imprese che intendono esplorare nuovi mercati o rafforzarsi su quelli tradizionali. Entro l’anno, inoltre, porteremo a compimento la riforma degli enti per l’internazionalizzazione, prevista nella legge “Sviluppo”: intendiamo ammodernare gli organismi esistenti per metterli in grado di rispondere meglio, con maggiore flessibilita, alle nuove sfide del commercio mondiale”.

Nell’analisi del ministro per lo Sviluppo economico “tutti questi interventi non produrranno gli effetti voluti, se si dara incautamente ascolto alle sirene del protezionismo economico. La liberalizzazione del commercio internazionale resta essenziale per la crescita economica e lo sviluppo. Per questo motivo, auspichiamo che riprendano presto le trattative per una conclusione positiva del negoziato di Doha entro il 2010. E le iniziative del “Made in…” – ha affermato – si muovono lungo la stessa direttrice: rafforzare gli scambi internazionali, garantendo al consumatore un’informazione completa, trasparente e responsabile. Per questo ritengo che questo rapporto dell’Ice rappresenti la base scientifica necessaria per poter seguire l’evoluzione del commercio mondiale e “sintonizzare” adeguatamente le strategie di internazionalizzazione delle nostre imprese, in modo da mantenere alta nel mondo la bandiera del Made in Italy”.

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