RIPRESA-Millegiorni: Renzi, abbiamo fame di riforme

EXPORT-Settore lapideo: € 1,4 mld nel primo semestre 2014

16 settembre 2014 Comments (3) Approfondimenti

SBLOCCA ITALIA-Dl 133-2014: le misure nel dettaglio

Nel dettaglio le misure su appalti, ambiente, scia, terre di roccia da scavo, fondi infrastrutture, project bond-overdesign e fondi europei.

Il Dl “Sblocca Italia” agevola le procedure per gli appalti delle bonifiche e introduce nuove regole per la realizzazione, all’interno dei siti contaminati, di interventi per la sicurezza sul lavoro e la manutenzione di impianti e infrastrutture.

Le novita sono previste dall’articolo 34 del Dl 12 settembre 2014, n. 133, cd. “Sblocca Italia”, in vigore a partire dal 13 settembre 2014, che attraverso la modifica del Dlgs 163/2006 (“Codice appalti”), legittima le procedure negoziate senza pubblicazione dei bandi di gara e accorcia i termini per la ricezione delle domande e delle offerte.
Sale al 20% (dell’importo complessivo) il limite minimo per considerare “sostanziali” le varianti.

Nuove regole sono poi dettate per la realizzazione di interventi – per la sicurezza sul lavoro, la manutenzione degli impianti o la realizzazione di opere lineari di pubblico interesse — all’interno dei siti inquinati, con modalita specifiche per la caratterizzazione, lo scavo e la gestione dei terreni movimentati.

L’articolo 33 dello “Sblocca Italia”, infine, prevede l’individuazione di “aree di rilevante interesse nazionale” per la bonifica e la riqualificazione ambientale/urbana (e individua la prima, il comprensorio Bagnoli-Coroglio a Napoli).

Andiamo nel dettaglio:

Infrastrutture, commissari per Napoli-Bari e Palermo-Catania (art. 1).
Per sbloccare e accelerare la realizzazione di due maxi progetti di nuove tratte ad alta capacita ferroviaria, la Napoli-Bari e la Messina-Catania-Palermo, l’articolo 1 nomina l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato (Michele Mario Elia) commissario straordinario con super-poteri.
La Napoli-Bari costa in tutto 6,2 miliardi, di cui 2,9 la parte gia finanziata fin dal 2012; ma lunghe procedure approvative (Regioni, Cipe, Corte dei Conti) e tempi lunghi per le progettazioni e i rilievi archoelogici hanno finora impedito di far partire i primi tre lotti in fase piu avanzata, la Napoli-Cancello (813 milioni), Cancello-Frasso Telesino (730) e Bari centrale-Bari Torre a Mare (391).

A procedure ordinarie i lavori sono previsti in avvio solo nel 2018.
La Messina-Catania-Palermo costa 5,2 miliardi di euro, di cui 2,4 disponibili, ma e in fase di studio di fattibilita la tratta Enna-Fiumetorto, che dovrebbe costare altri 5 miliardi (in tutto 10 dunque). Per la parte finanziata (2,4 mld), sono in corso lavori per 1,3 miliardi (nodo di Palermo, soprattutto), e le tratte incagliate da accelerare valgono circa 900 milioni.
Il Commissario Elia approvera direttamente i progetti, senza la trafila di legge obiettivo tra Ministero delle Infrastrutture, Cipe, Corte dei Conti. Ci sara una conferenza di servizi, ma iper semplificata: convocata entro 15 giorni dall’approvazione del progetto, decisione anche se manca qualcuno, possibilita del commissario di derogare al motivato dissenso di un’amministrazione di tutela, previa intesa con la Regione da fare entro 7 giorni, e se non arriva decide il Commissario (anche contro la Regione, dunque). L’azione del Commissario dovra essere tale da «poter avviare i lavori relativi a parte dell’intero tracciato entro e non oltre il 31 ottobre 2015».
Confermata anche l’approvazione per legge del Contratto di Programma 2012 – 2016 parte Investimenti stipulato tra Rete Ferroviaria Italiana e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in data 8 agosto 2014. Anche questa una bella accelerazione, che scavalca i tempi lunghi dei pareri parlamentari, della verifica della Corte dei Conti e della pubblicazione.
Confermata anche la norma che punta ad accelerare gli investimenti sugli aeroporti, anche se in misura molto meno forte di quanto ipotizzato ad agosto.
Non ci saranno poteri commissariali da parte dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile), bensi l’approvazione con decreto del Ministro delle infrastrutture (da adottarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto), di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, dei contratti di programma sottoscritti dall’ENAC con i gestori degli scali aeroportuali di interesse nazionale.
Sara necessario il parere favorevole della Regione interessata, ma questo sostituita la verifica di conformita urbanistica, scavalcando l’eventuale dissenso dei Comuni (pensiamo al caso della quarta pista a Fiumicino, della terza a Malpensa e della seconda a Firenze).

Art. 2. Semplificazioni procedurali per le infrastrutture strategiche affidate in concessione

1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 174, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:

” 4-ter. Il bando di gara, puo’ altresi’ prevedere, nell’ipotesi di sviluppo del progetto per stralci funzionali o, nei casi piu’ complessi di successive articolazioni per fasi, l’integrale caducazione della relativa concessione, con la conseguente possibilita’ in capo al concedente di rimettere a gara la concessione per la realizzazione dell’intera opera, qualora, entro un termine non superiore a tre anni, da indicare nel bando di gara stesso, dalla data di approvazione da parte del CIPE del progetto definitivo dello stralcio funzionale immediatamente finanziabile, la sostenibilita’ economico finanziaria degli stralci successivi non sia attestata da primari istituti finanziari.”.

2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica alle concessioni ed alle procedure in finanza di progetto con bando gia’ pubblicato alla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. All’articolo 175, comma 5-bis sono aggiunte, infine, le seguenti parole: “si applicano altresi’ le disposizioni di cui all’articolo 174”.

4. Al comma 2 dell’articolo 19 del decreto-legge 21 giugno 2013 n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, l’ultimo periodo: “ne’ agli interventi da realizzare mediante finanza di progetto le cui proposte sono state gia’ dichiarate di pubblico interesse alla data di entrata in vigore del presente decreto” e’ soppresso.

Infrastrutture, fondi per 3,9 miliardi (art. 3)
L’articolo 3 stanzia 3.890 milioni di euro di nuove risorse per rifinanziare il fondo infrastrutture di cui all’articolo 18 comma 1 del Dl Fare (69/2013), e cioe per finanziare una serie di cantieri grandi e piccoli, elencati in dettaglio al comma 2.
I nuovi fondi sono cosi articolati: 39 milioni per l’anno 2013, 26 milioni per il 2014, 231 per il 2015, 159 per il 2016, 1.073 per il 2017, 2.066 per il 2018 e 148 milioni per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
Tutte le nuove risorse (che derivano 840 milioni da revoche di finanziamenti per progetti incagliati e per 3.050 milioni dal Fondo sviluppo e coesione, Fsc, l’ex Fas, del periodo 2014-2020) sono immediatamente impagnabili, cioe si possono pubblicare bandi di gara e firmare contratti, ma la spendibilita in termini di cassa e molto spostata sui prossimi anni: solo 455 milioni (il 12% del totale) sono spendibili nei primi tre anni, 2014-2016, mentre il restante 88%, 3.435 milioni, e spendibile dal 2017 al 2020.
Il Ministero delle Infrastrutture mettera il grosso delle risorse su alcune grandi opere citate al comma 2, le tratte ad alta capacita ferroviaria Terzo Valico di Genova, Verona-Padova, tunnel del Brebbero, i metro di Roma (linea C, tratta Colosseo-Venezia), Torino, Napoli (completamento linea 1), per le quali i tempi di spesa sono previsti medio-lunghi, dunque la scansione di cassa del decreto «dovrebbe andare piu che bene», spiegano al Mit. Resta il fatto che l’impatto sull’economia di questa iniezioni di fondi da 3,9 miliardi sara per l’88% a partire dal 2017.
La parte di spesa piu a breve termine dovrebbe tra l’altro riguardare le mini-opere proposte dai sindaci al premier Renzi dopo la sua lettera di aprile e al Mit in base al piano 6mila Campanili del 2013, e il piano Anas per manutenzioni di ponti e gallerie (tutte misure citate nel testo).
Sara un decreto del Ministro delle Infrastrutture Lupi ad assegnare i fondi e fissare le condizioni e i paletti per la spesa.
Tra le altre opere da finanziare sono citate il completamento dell’asse viario Lecco-Bergamo, il Quadrilatero Umbria-Marche, la tramvia e l’aeroporto di Firenze, il completamento della Salerno-Reggio Calabria, e una serie di altre opere puntuali (si veda il testo).
Al comma 9 si salvano finanziamenti ex Fas (Fondo sviluppo coesione) per qualche centinaio di milioni di euro relativi a progetti infrastrutturali (tutte opere medio-piccole) finanziate con l’Fsc 2007-2013 e non ancora avviate alla data di entrata in vigore del decreto, finanziando automaticamente queste opere a valere sui fondi Fsc 2014-2020.

Concessioni autostradali (art. 5)
“Al fine di assicurare gli investimenti necessari per gli interventi di potenziamento, adeguamento strutturale, tecnologico ed ambientale delle infrastrutture autostradali nazionali” “i concessionari di tratte autostradali nazionali possono, entro il 31 dicembre 2014, proporre modifiche del rapporto concessorio anche mediante l’unificazione di tratte interconnesse, contigue, ovvero tra loro complementari”, “nel rispetto dei principi dell’Unione europea”.
In sostanza si tratta dell’ipotesi di allungamento delle concessioni per una serie di societa autostradali (ad esempio Autovie Venete) per le quali la scadenza ravvicinata rende impossibile finanziare con le banche il piano di investimenti, oppure la copertura degli investimenti e possibile solo grazie ad aumenti tariffari pesanti. L’obiettivo e dunque in alcuni casi sbloccare gli investimenti, in altri congelare le tariffe. Il Ministro Lupi ha gia inviato alla Commissione europea la richiesta di autorizzazione, che dovrebbe arrivare prima della scadenza prevista dal Dl per la firma delle nuove convenzioni, il 31 agosto 2015. L’obiettivo e sbloccare investimenti per circa 10 miliardi di euro (in parte vecchi progetti mai partiti, come la A15 Parma-Verona, in parte nuovi progetti, come la terza corsia sulla A4 Venezia-Trieste).

Autorizzazione paesaggistica piu rapida
Se entro 60 giorni il Soprintendente non emette il parere, il Comune provvede comunque sulla domanda di autorizzazione paesaggistica. Lo prevede il Dl 12 settembre 2012, n. 133.
Il provvedimento, in vigore dal 13 settembre 2014, interviene nuovamente sull’articolo 146, comma 9, Dlgs 42/2004 (Codice beni culturali) modificando il procedimento di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.
Nel testo precedente, nel caso di mancato rilascio del parere da parte del Soprintendente, il Comune poteva convocare una conferenza dei servizi “rapida” cui era invitato il Soprintendente, che entro 15 giorni decideva.
Ora, dopo le modifiche, decorsi i 60 giorni senza l’arrivo del parere della Soprintendenza, il Comune e obbligato a decidere sulla domanda.

Sempre in materia di autorizzazione paesaggistica, il Dl “Sblocca Italia” prevede il varo di un regolamento con cui saranno puntualmente indicati gli interventi di “lieve entita” per cui non e richiesta l’autorizzazione paesaggistica, anche modificando l’elenco degli interventi in autorizzazione “semplificata” gia inclusi nel Dpr 139/2010.

Terre e rocce da scavo (articolo 8)
Per rendere piu agevole la realizzazione degli interventi che comportano la gestione delle terre e rocce da scavo, la normativa italiana sara completamente rivista. Il nuovo regolamento, che dovra essere emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Sblocca Italia, dovra rifarsi alla Direttiva 2008/98/UE e non sara possibile introdurre regole piu severe rispetto a quelle europee.

Modifiche apportate al codice dei contratti

Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del Decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133
entrano in vigore da sabato 13 settembre le ultime modifiche al Codice dei contratti.

Tra la fine del 2013 ed i primi sei mesi del 2014, il Codice dei contratti e stato piu volte
modificato ed integrato dalle seguenti norme:

Decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 convertito dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9
Legge 27 dicembre 2013, n. 147

Decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 convertito dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15

Decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 convertito dalla legge 23 giugno 2014, n. 89

Decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114

Decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133
Occorre, anche, aggiungere che alcuni articoli devono intendersi adeguati al
Regolamento (CE) n. 1336/2013 della commissione del 30 novembre 2011 che
modifica le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2004/17/CE, 2004/18/CE e
2009/81/CE riguardo alle soglie di applicazione in materia di procedure di aggiudicazione
degli appalti.
Ma andiamo con ordine precisando che con gli articoli 2 e 34 decreto-legge
“Sblocca Italia” sono stati modificati gli articoli 48, 49, 57, 70, 132, 157, 159,
160, 160.ter, 174, 175, 203 del Codice ei contratti ed, in particolare, nell’articolo 132
relativo alle varianti in corso d’opera, al comma 1, viene introdotta la lettera ebis)
con cui viene precisato che tra le varianti in corso d’opera ammesse rientrano, anche,
quelle predisposte nei casi di bonifica e/o messa in sicurezza di siti contaminati ai
sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; con una ulteriore modifica al comma
3, viene precisato che non sono considerate varianti, per i lavori di bonifica e/o messa in
sicurezza di siti contaminati, gli interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere
aspetti di dettaglio che siano contenuti entro un inporto non superiore al 20%.
Con i precedenti provvedimenti indicati in premessa erano stati gia modificati gli
articoli 6, 6-bis, 28, 32, 33, 38, 46, 66, 83, 92, 93, 99, 118, 122, 125, 132, 176, 189, 196,
215, 235 e 237-bis.
Occorre, poi, precisare che nel decreto-legge “Sblocca Italia” all’articolo 9 viene
precisato che costituisce “estrema urgenza” la situazione conseguente ad apposita
ricognizione da parte dell’Ente interessato che certifica come indifferibile l’intervento,
anche su impianti, arredi, dotazioni, o opera edilizia funzionali alla messa in sicurezza
degli edifici scolastici di ogni ordine e grado, comprensivi di nuove edificazioni sostitutive
di manufatti non rispondenti ai requisiti, anche di tutela ambientale, di salvaguardia della
incolumita e della salute della popolazione scolastica e docente, antisismica.
Per gli interventi riconducibili alle precedenti finalita sono introdotte alcune deroghe al
Codice dei contratti definite “disposizioni di semplificazione amministrativa e di
accelerazione delle procedure” che possono essere cosi riassunte:
non sara piu obbligatorio sospendere la stipula del contratto in caso di ricorso al TAR;
per i lavori di estrema urgenza di importo inferiore alla soglia comunitaria, le stazioni
appaltanti possono prescindere dalla richiesta della cauzione provvisoria del 2%;
per i lavori di estrema urgenza gli avvisi ed i bandi possono essere pubblicati unicamente
sul sito informatico della stazione appaltante;
per i lavori di estrema urgenza i termini ordinari di ricezione delle domande di
partecipazione e delle offerte sono dimezzati;
i lavori di estrema urgenza possono essere affidati dalle stazioni appaltanti, a cura del
responsabile del procedimento, per importi complessivi inferiori alla soglia comunitaria, nel
rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione e secondo la procedura
prevista dall’art. 57, comma 6 (gara informale) del Codice dei contratti, con invito
rivolto ad almeno tre operatori economici. I lavori affidati relativi alla categoria
prevalente, sono affidabili a terzi mediante sub appalto o sub contratto nel limite del
30 per cento dell’importo della medesima categoria;
per i lavori di estrema urgenza di messa in sicurezza degli edifici scolastici di ogni ordine e
grado e consentito l ‘affidamento diretto da parte del responsabile del procedimento fino a
200.000 euro.

Art. 9. Interventi di estrema urgenza in materia di vincolo idrogeologico, di normativa antisismica e di messa in sicurezza degli edifici scolastici e dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica -AFAM

1. Fatti salvi i casi previsti dall’articolo 57, comma 2, lettera c) e dall’articolo 221, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, costituisce “estrema urgenza”, la situazione conseguente ad apposita ricognizione da parte dell’Ente interessato che certifica come indifferibili gli interventi, anche su impianti, arredi e dotazioni, funzionali:

a) alla messa in sicurezza degli edifici scolastici di ogni ordine e grado e di quelli dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), comprensivi di nuove edificazioni sostitutive di manufatti non rispondenti ai requisiti di salvaguardia della incolumita’ e della salute della popolazione studentesca e docente;

b) alla mitigazione dei rischi idraulici e geomorfologici del territorio;

c) all’adeguamento alla normativa antisismica;

d) alla tutela ambientale e del patrimonio culturale.

2. Agli interventi di cui al comma 1, si applicano le seguenti disposizioni di semplificazione amministrativa e accelerazione delle procedure, nel rispetto della normativa europea a tutela della concorrenza:

a) per i lavori di importo inferiore alla soglia comunitaria, non si applicano i commi 10 e 10 ter dell’articolo 11 del decreto legislativo n. 163 del 2006 e le stazioni appaltanti possono prescindere dalla richiesta della garanzia a corredo dell’offerta di cui all’articolo 75 del decreto legislativo n. 163 del 2006;

b) i bandi di cui al comma 5 dell’articolo 122 del decreto legislativo n. 163 del 2006, sono pubblicati unicamente sul sito informatico della stazione appaltante;

c) i termini di cui al comma 6 dell’articolo 122 del decreto legislativo n. 163 del 2006 sono dimezzati;

d) i lavori di importo inferiore alla soglia comunitaria possono essere affidati dalle stazioni appaltanti, a cura del responsabile del procedimento, per importi complessivi inferiori alla soglia comunitaria, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione e secondo la procedura prevista dall’articolo 57, comma 6, del decreto legislativo n. 163 del 2006, con invito rivolto ad almeno tre operatori economici. I lavori affidati ai sensi della presente lettera, relativi alla categoria prevalente, sono affidabili a terzi mediante sub appalto o sub contratto nel limite del 30 per cento dell’importo della medesima categoria;

e) per i lavori di messa in sicurezza degli edifici scolastici di ogni ordine e grado e di quelli dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), e’ consentito l’affidamento diretto da parte del responsabile del procedimento fino a 200.000 euro, purche’ nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione, con invito rivolto ad almeno cinque operatori economici.

Infrastrutture, potenziamento Cassa Depositi (art. 10)
Via libera all’utilizzo, da parte di Cassa Depositi e prestiti, delle risorse del risparmio postale anche per finanziare investimenti pubblici e privati nel settore immobiliare, energia, ambiente, calamita naturali e protezione civile, trasporti, piani europei, ricerca, educazione; e anche per operazioni ad alto profilo di rischio, che una banca privata non si assumerebbe, allo scopo di sostenere operazioni «di interesse economico generale», che senza una spinta pubblica non partirebbero.
Le norme del Dl rendono dunque molto piu ampia e flessibile la “gestione separata” di Cassa Depositi, quella cioe che trae risorse da emissioni garantite dallo Stato (al 95% circa risparmio postale), e soggetta per gli impieghi a decreti di indirizzo del Ministro dell’Economia.
Ebbene, mentre ora (Dl 269/2003, articolo 5 comma 7 lettera a) la gestione separata si limitata al tradizionale finanziamento degli enti locali per opere pubbliche, con l’estensione dal 2008 alle operazioni «di interesse pubblico» promosse dagli stessi enti pubblici (ad esempio il project financing di opere pubbliche), con lo Sblocca Italia le risorse da titoli garantiti dallo Stato (uno stock di circa 245 miliardi di euro) potrebbero essere impiegate per finanziare una vasta serie di investimenti che abbiano «finalita di servizio di interesse generale», «negli ambiti settoriali dell’immobiliare; dell’energia, dell’ambiente, della protezione civile e calamita naturali; dei trasporti; dei programmi concordati a livello internazionale o europeo; della cooperazione allo sviluppo e utilizzo di fondi europei; del progresso tecnico, scientifico, ricerca e educazione …».
Nell’ambito dei decreti di indirizzo del Ministro dell’Economia potranno inoltre essere ammesse operazioni che eccedano il profilo di rischio assumibile da un operatore finanziario privato. «Nelle infrastrutture – aveva detto Padoan – c’e bisogno di allungare le scadenze dei finanziamenti», rispetto a quanto il mercato privato del credito sia in grado di offrire. Da parte di Cdp, per queste operazioni, dovra comunque essere dimostrata (come oggi) la «sostenibilita economico-finanziaria».
Esteso anche il raggio d’azione della gestione ordinaria (raccolta da titoli senza garanzia statale), per «investimenti finalizzati a ricerca, sviluppo, innovazione, ambiente ed efficientamento energetico, in via preferenziale in cofinanziamento con enti creditizi».

Infrastrutture, estensione della defiscalizzazione (art. 11)
Sconti fiscali per le infrastrutture in project financing, sotto forma di credito di imposta Ires e Irap fino a un massimo del 50%, non piu solo per gli interventi strategici nazionali di legge obiettivo, ma per tutte le opere pubbliche, E non piu solo per le opere di importo superiore ai 200 milioni, ma per quelle sopra i 50 milioni.
Confermate le anticipazioni della vigilia sull’estensione della norma di incentivo al partenariato pubblico-privato introdotta dal governo Monti all’articolo 33 del decreto legge 179/2012 (convertito nella legge 221/2012) ma mai applicata.
Ma con una limitazione, comparsa nel testo post consiglio dei Ministri: “Il valore complessivo delle opere previste in piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche, cui vengono applicate le misure di cui ai commi 1 e 2-ter, non puo superare l’importo di 2 miliardi di euro”.

Fondi europei (articolo 12)
Per non incorrere nelle sanzioni previste dall’ordinamento dell’Unione europea, in caso di inerzia, ritardo o inadempimento delle amministrazioni pubbliche responsabili dell’attuazione di piani, programmi ed interventi cofinanziati dall’Ue, il presidente del Consiglio puo proporre al Cipe il definanziamento e la riprogrammazione delle risorse non impegnate, anche prevedendone l’attribuzione ad altro livello di governo. Il presidente esercita anche poteri ispettivi e di monitoraggio, volti ad accertare il rispetto della tempistica e degli obiettivi dei piani, programmi ed interventi finanziati dall’Ue. Ed, eventualmente, esercita poteri sostitutivi.

Project bond (articolo 13)
Diventa senza scadenza (prima fissata in tre anni dal decreto sviluppo 83/2012) la misura che equipara il trattamento fiscale del project bond ai titoli di Stato.
Inoltre vengono aggiunte anche le sostituzioni e il trasferimento delle garanzie tra le operazioni soggette a imposte di registro, ipotecarie a catastali in misura fissa.
Tra gli aggiustamenti normativi al project bond arriva poi la possibilita di ampliare il capitolo delle garanzie.
Le garanzie, reali e personali «e di qualunque altra natura» che assistono le obbligazioni e i titoli di debito potranno essere costituite «anche in favore dei sottoscrittori o anche di un loro rappresentante che sara legittimato a esercitare in nome e per conto dei sottoscrittori tutti i diritti, sostanziali e processuali, relativi alle garanzie medesime».
Viene inoltre ampliato il perimetro dei possibili sottoscrittori delle emissioni, includendo oltre agli investitori qualificati anche le societa «e altri soggetti giuridici» da questi controllate.

Overdesign (articolo 14)
Nella progettazione delle opere pubbliche non potranno piu essere richiesti livelli di sicurezza superiori a quelli minimi definiti a livello Ue. Qualora questo dovesse accadere dovra esserci una ragione, che non potra essere solo formale, ma dovra essere sostenuta da un’analisi di sostenibilita economica e finanziaria, oltre che da stime sui tempi di attuazione dell’opera.

Semplificazione in edilizia privata (art. 17)
Moltissime le limature e modifiche al Testo unico di edilizia privata (Dpr 380/2001), che illustreremo in dettaglio nel testo definitivo, limitandoci per ora alle principali.
Nell’ultimo testo definito spicca la retromarcia, gia anticipata dal ministro Lupi in tv, sulla manutenzione straordinaria realizzabile con semplice comunicazione asseverata (Cil) anziche con Scia: la norma verra estesa alle MS che comprendano anche il frazionamento di unita immobiliari, ma non ai casi che l’intervento coinvolga parti strutturali dell’edificio, come invece annunciato in conferenza stampa. In realta, comunque, tra Cil e Scia la differenza e minima.
La novita piu rilevante, in materia di frazionamenti, e invece che gli interventi di ristrutturazione edilizia che comportano aumento di unita immobiliari non sono piu soggetti a permesso di costruire, ma a semplice Scia.
Con la Cil – altra novita – il proprietario non dovra piu fare la comunicazione di aggiornamento catastale, come invece serve oggi.
Importante la norma che consente anche per progetti privati di autorizzare l’intervento con permesso di costruire in deroga, ma – inserito nel testo finale – “previa deliberazione del Consiglio comunale che ne attesti l’interesse pubblico”.
Per le trasformazioni urbane complesse e prevista la possibilita che lo strumento attuativo preveda, anziche il pagamento degli oneri di urbanizzazione, le opere siano realizzate e restino di proprieta privata, “assicurando che, nella fase negoziale, vengano definite modalita atte a garantire la corretta urbanizzazione, infrastrutturazione ed insediabilita degli interventi, la loro sostenibilita economico finanziaria, le finalita di interesse generale delle opere realizzate e dei relativi usi”.
Prevista, in anticipazione della riforma urbanistica, la possibilita di differenziare il peso degli oneri di urbanizzazione e costruzione al fine di favorire la ristrutturazione edilizia e piu in generale ridurre il consumo di suolo.
I termini per il rilascio dei permessi di costruire sono raddoppiati non piu come oggi per tutti i Comuni oltre i 100mila abitanti, ma “nei soli casi di progetti particolarmente complessi secondo la motivata risoluzione del responsabile del procedimento”.
Le varianti non essenziali al permesso di costruire possono essere con semplice Scia, anziche permesso di costruire.
Introdotta l’autocertificazione asseverata (tipo Scia) per l’agibilita delle unita immobiliari.
Prevista sempre la possibilita di stipulare permessi di costruire convenzionati, oggi ammessa da moti piani regolatori o Pgt.
Nell’ultima versione del provvedimento, sono state aggiunte all’articolo 17 un paio di modifiche di rilievo.
Viene ulteriormente semplificata la comunicazione degli interventi di manutenzione straordinarie su case e immobili d’impesa (articolo 6 comma 2 lettere “a” ed “e-bis”).
Il promotore dovra trasmettere all’amministrazione la Cil «asseverata» in cui il tecnico attesta la conformita dell’intervento agli strumenti urbanistici, l’esclusione dell’intervento sulle parti strutturali e i dati dell’impresa cui si intende affidare i lavori.
Un alleggerimento notevole rispetto all’attuale richiesta di relazione tecnica (con «data certa») in cui peraltro il tecnico deve attestare anche che l’intervento non richiede titolo abilitativo ai sensi di norme statali e regionali. Cade anche la richiesta della conformita da parte dell’Agenzia per le imprese.
Passo indietro invece sulle opere pubbliche private, in cui il testo evita la scontata censura di Bruxelles nel punto in cui si prevede che le opere possano essere affidate tout court ai privati. «Facendo salva» una norma del codice appalti, si ripristina l’obbligo di gara.

Art. 28. Misure urgenti per migliorare la funzionalita’ aeroportuale

1. Per gli anni 2015, 2016 e 2017 le indennita’ di volo previste dalla legge o dal contratto collettivo non concorrono alla formazione del reddito ai fini contributivi.
Le medesime indennita’ di cui al periodo precedente concorrono alla determinazione della retribuzione pensionabile nella misura del 50 per cento del loro ammontare.

2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 28 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, si provvede, quanto a 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1997, n.250 come determinata dalla Tabella C allegata alla legge 27 dicembre 2013, n. 147 , quanto a 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 11-decies del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, quanto a 8 milioni di euro per l’anno 2015 e 4 milioni di euro per l’anno 2016 mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica, quanto a 4 milioni di euro per l’anno 2016 mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 616 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con riferimento al fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e quanto a 8 milioni di euro per l’anno 2017 mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa prevista di cui all’articolo 2, comma 3 del Decreto legge 28 dicembre 1998, n.451 convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40, e successive modificazioni.

3. Al comma 4 dell’articolo 5 della legge 5 maggio 1976, n. 324, e’ aggiunto, infine, il seguente periodo: “Tale diritto non e’ dovuto per i membri degli equipaggi delle compagnie aeree che, di base in un determinato aeroporto, devono raggiungere un altro aeroporto per prendere servizio (crew must go), sia per i membri degli equipaggi delle compagnie aeree che hanno terminato il servizio in un determinato aeroporto e che devono tornare in un altro aeroporto, assegnato dalla compagnia di appartenenza quale propria base operativa (crew returning to base), purche’ in possesso di attestazione rilasciata dalla propria compagnia aerea che certifichi che il viaggio e’ effettuato per motivi di servizio.”.

4. Nel quadro delle attivita’ volte alla razionalizzazione, efficientamento e riduzione degli oneri a carico dello Stato per l’espletamento dei servizi aeroportuali negli aeroporti civili ed in quelli aperti al traffico civile, il servizio di pronto soccorso e’ assicurato con oneri a carico del gestore dell’aeroporto che ha sottoscritto la convenzione con ENAC per la gestione totale dello scalo.

5. In via transitoria gli oneri relativi al servizio di pronto soccorso negli aeroporti a diretta gestione dello Stato rimangono a carico del Ministero della salute fino a quando le previste convenzioni per la gestione totale stipulate con l’ENAC non siano approvate dai Ministeri competenti.

6. Per il periodo antecedente alla stipula della convenzione tra il Ministero della Salute, l’ENAC e i gestori aeroportuali per lo svolgimento del servizio di pronto soccorso aeroportuale, in tutti gli aeroporti in cui il predetto servizio sia stato assicurato dal Ministero della salute sulla base di apposita convenzione con la Croce Rossa Italiana, secondo le modalita’ di cui al decreto del Ministro della sanita’ e del Ministro dei trasporti 12 febbraio 1988, pubblicato nella gazzetta ufficiale 7 giugno 1988, n.132, gli oneri connessi allo svolgimento del servizio medesimo rimangono a carico del bilancio del Ministero stesso.

7. Al fine di definire un livello uniforme nello svolgimento del servizio sono elaborate a cura dell’ENAC, entro e non oltre il 31 ottobre 2014, apposite linee guida per i gestori aeroportuali con le quali sono individuati i requisiti minimi del servizio di pronto soccorso sanitario da assicurare negli aeroporti nazionali.

8. Al Codice della navigazione, approvato con Regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 691-bis, quarto comma, primo periodo, sopprimere le parole: “se del caso” e, dopo le parole “del Ministero della difesa”, aggiungere le seguenti: “anche al fine di garantire un livello di sicurezza della fornitura dei servizi di navigazione aerea equivalente ai livelli previsti dalla normativa europea”;

b) dopo l’articolo 733, e’ inserito il seguente: “ART.733-bis (Funzioni del personale addetto al comando alla guida e al pilotaggio di aeromobili e del personale addetto alla fornitura dei servizi di navigazione aerea per il traffico aereo generale). I compiti, le attribuzioni e le relative procedure operative del personale di volo di cui all’articolo 732, primo comma, lettera a), nonche’ del personale non di volo di cui all’articolo 733, primo comma, lettera a), e del personale militare quando fornisce il servizio di navigazione aerea per il traffico aereo generale, sono disciplinati dalla normativa europea, nonche’ dalla normativa tecnica nazionale adottata dall’ENAC ai sensi degli articoli 687, primo comma, e 690, primo e secondo comma, nonche’ dai manuali operativi dei fornitori di servizi della navigazione aerea, dell’Aeronautica Militare e degli operatori aerei.”.

Bonifiche (articolo 34)
Codice degli appalti. La novita piu importante arrivata proprio a ridosso dell’invio al Colle del testo sullo sblocca Italia, riguarda pero il nuovo Codice delle gare pubbliche per prestazioni e servizi: d’ora in avanti, fra le possibilita di inserire una variante alle opere gia cantierate, si aggiunge quella inerente la bonifica e la messa in sicurezza di siti contaminati.
La novita piu importante di questo articolo prevede la possibilita di effettuare lavori su aree da bonificare.
In dettaglio, nei siti inquinati, nei quali non sono ancora in corso attivita di messa in sicurezza e di bonifica, possono essere realizzati interventi e opere richiesti dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e di manutenzione di impianti e infrastrutture, oltre a infrastrutture di pubblico interesse.
Ma solo a condizione che questi interventi siano realizzati senza pregiudicare il completamento o la futura esecuzione delle bonifiche e senza determinare rischi per la salute dei lavoratori. Nell’ultima versione del testo compare anche una modifica pesante al Codice appalti.
A sorpresa, e nonostante le intenzioni del Governo di limitare il ricorso a questa pratica, e stato ampliato l’elenco delle ipotesi che danno luogo a variante in corso d’opera, aggiungendo anche il caso di bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati, ai sensi del Codice ambiente (Dlgs n. 152/2006).
Ma non solo. In questi casi i direttori dei lavori potranno disporre di un margine molto alto per definire le questioni di dettaglio che si presenteranno in cantiere: gli interventi in corso d’opera di importo non superiore al 20% non saranno considerati varianti. Solitamente questo limite e pari alla meta.

INCENTIVI GOVERNATIVI SULLE AUTO Art. 39

Sono stati meglio definiti, nel Decreto Sblocca Italia, gli incentivi sugli acquisti di auto. L’incentivo per i leasing o gli acquisti di auto a basse emissione complessive potra essere di 3500 euro come massima cifra, ma anche di importo inferiore. Occorrera valutare le singole casistiche. Lo sconto spettera a chi comprera e immatricolare tali veicoli entro il 31 dicembre 2015, previa prenotazione da farsi sul sito www.bec.mise.gov.it.

Beneficiari saranno coloro che rottameranno un’ auto vecchia piu di dieci anni e acquisteranno un veicolo che utilizza in modo esclusivo o ibrido, combustibili alternativi (idrogeno, metano,energia elettrica, ecc.).
Art. 39. Revisione degli incentivi per i veicoli a basse emissioni complessive

1. Al decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 17-bis, il comma 2, lettera c), e’ sostituito dal seguente:

“c) per veicoli, di cui all’articolo 47,comma 1, lettere e), f), g) ed n) del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, appartenenti alle categorie M1, N1, L comprensivo delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e di cui al comma 2 del medesimo articolo 47, nonche’ quelli di cui all’articolo 54, comma 1, lettere a), c), d), f) e g) del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992;”

b) all’articolo 17-decies, sono apportate le seguenti modifiche:

1) al comma 1, dopo le parole: “anche in locazione finanziaria” e prima delle parole: “un veicolo” sono inserite le seguenti: “e immatricolano”, e le parole: “da almeno dodici mesi” sono soppresse;
2) al comma 1, lettera a), le parole “20 per cento” sono sostituite dalle seguenti “fino al 20 per cento”;
3) al comma 1, lettera b) le parole “15 per cento” sono sostituite dalle seguenti “fino al 15 per cento”;
4) al comma 1, lettera c) le parole “20 per cento” sono sostituite dalle seguenti “fino al 20 per cento”;
5) al comma 1, lettera d) le parole “15 per cento” sono sostituite dalle seguenti “fino al 15 per cento”;
6) al comma 1, lettera e) le parole “20 per cento” sono sostituite dalle seguenti “fino al 20 per cento”;
7) al comma 1, lettera f) le parole “15 per cento” sono sostituite dalle seguenti “fino al 15 per cento”;
8) al comma 2, l’alinea e’ sostituito dal seguente: “Il contributo spetta per i veicoli acquistati e immatricolati a partire dalla data di operativita’ della piattaforma di prenotazione dei contributi, resa nota per gli anni 2014 e 2015 sul sito web www.bec.mise.gov.it, e fino al 31 dicembre 2015 a condizione che:”;
9) al comma 2, lettera c), le parole “e risulti immatricolato almeno dieci anni prima della data di acquisto del veicolo nuovo di cui alla lettera b);” sono soppresse;
10) al comma 2, lettera d) le parole “da almeno dodici mesi dalla data di acquisto del veicolo nuovo di cui alla lettera b),” sono soppresse;

c) all’articolo 17-undecies, comma 2, lettere a) e b) le parole “esclusivamente come beni strumentali nell’attivita’ propria dell’impresa” sono sostituite dalle seguenti parole “come beni strumentali nell’attivita’ propria dell’impresa o dati in uso promiscuo ai dipendenti”.

Finanziati ammortizzatori sociali in deroga 2014- Art. 40.
Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga per il 2014 il rifinanziamento porta la dotazione complessiva di risorse a piu di 1 miliardo e 720 milioni di euro pari a 320 milioni in piu rispetto all’ammontare previsto nella Legge di Stabilita 2014.

Art. 40. Rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga

1. In considerazione della necessita’ di assicurare una adeguata tutela del reddito dei lavoratori in modo tale da garantire il perseguimento della coesione sociale, il Fondo sociale per l’occupazione e la formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, nella legge 28 gennaio 2009, n. 2, e’ incrementato di 728 milioni di euro per l’anno 2014, ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni e integrazioni. La dotazione di cui all’articolo 1, comma 12, lettera b), del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, e’ incrementata di 70 milioni di euro per l’anno 2015.

2. Alla copertura degli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante i seguenti interventi:

a) riduzione pari a 150 milioni per l’anno 2014 e 70 milioni di euro per il 2015 della dotazione di cui all’articolo 1, comma 12, lettera a), del decreto-legge n. 76 del 2013;
b) riduzione pari a 70 milioni di euro per l’anno 2014 della dotazione di cui all’articolo 1, comma 12, lettera b), del decreto-legge n. 76 del 2013;
c) riduzione pari a 11.757.411 di euro per il 2014, del Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell’incremento in termini quantitativi e qualitativi dell’occupazione giovanile e delle donne, di cui all’articolo 24, comma 27, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
d) versamento all’entrata del bilancio dello Stato, da parte dell’Inps, di 292.343.544 euro a valere sulle risorse derivanti dall’aumento contributivo di cui all’articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, per l’anno 2014; tali risorse gravano per un importo massimo di 200 milioni di euro sulla quota inoptata e per la restante parte sulle quote destinate ai fondi interprofessionali per la formazione continua;
e) in luogo di quanto previsto all’articolo 2, comma 2, del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 27 dicembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 2013, utilizzo delle risorse finanziarie stanziate, per l’anno 2012, ai fini dell’attribuzione degli sgravi contributivi sulle retribuzioni previste dalla contrattazione di secondo livello, di cui all’articolo 1, commi 67 e 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e rimaste inutilizzate, pari a 103.899.045 euro, le quali sono appositamente riversate all’entrata del bilancio dello Stato;
f) riduzione pari a 50 milioni di euro per l’anno 2014, del Fondo di cui all’ultimo periodo dell’articolo 1, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 e successive modificazioni, con conseguente rideterminazione dello stesso Fondo nell’importo di 557 milioni di euro per l’anno 2014 medesimo;
g) per 50 milioni di euro mediante utilizzo delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato ai sensi dell’articolo 148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, che restano acquisite al bilancio dello Stato.

3. Le somme di cui all’articolo 1, comma 12, lettere a) e b), del decreto-legge n. 76 del 2013 non sono ulteriormente suddivise tra le regioni. All’articolo 1, comma 12, lettera b), del decreto-legge n.76 del 2013, le parole “ripartiti tra le Regioni sulla base dei criteri di riparto dei Fondi strutturali” sono abrogate

4. Al fine di completare l’erogazione dei trattamenti di competenza dell’anno 2013, il limite di spesa di cui all’articolo 3, comma 17, della legge 28 giugno 2012, n. 92, per il medesimo anno e’ incrementato di 8 milioni di euro a carico del Fondo per l’occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

5. All’articolo 1, comma 253, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, le parole “, per l’anno 2013,” sono soppresse.

6. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni e’ incrementato di 151,2 milioni di euro per l’anno 2014 e di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2015-2017.

(A Cura di Fabio Fiori, responsabile Ufficio studi InnCantiere srl)

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