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12 aprile 2013 Comments (0) Approfondimenti

SALUTE-Celiachia: oltre 135mila diagnosi (+10% all’anno)

Perche le diagnosi di celiachia sono in grande aumento? E’ sufficiente la maggior attenzione verso questa “intolleranza alimentare” da parte della classe medica, unitamente alla disponibilita di test sempre piu validi per svelarne l’esistenza e per spiegare questa vera e propria esplosione di casi di celiachia? Anche se lo sviluppo delle conoscenze ha favorito in maniera sensibile l’incremento delle diagnosi, altri fattori sono sicuramente coinvolti nell’incremento diagnostico della celiachia, malattia autoimmune che puo essere definita come un’intolleranza permanente al glutine, componente proteica di alcuni cereali. Fra questi il dato che oggi la popolazione mondiale consuma una maggior quantita di cereali e che quelli attualmente utilizzati sono assai piu ricchi di glutine di quanto non fossero quelli del passato.

Questo aumentato carico di glutine potrebbe spiegare lo sviluppo progressivo di nuovi casi di intolleranza al glutine che hanno portato in pochi anni il numero delle diagnosi a raddoppiarsi arrivando a 135mila, con un incremento di circa il 10% all’anno negli ultimi 5 anni mentre il numero teorico di celiaci dovrebbe essere intorno ai 600mila (dati 2011 dell’ultima relazione al Parlamento sulla celiachia presentata nel 2012 –http://www.salute.gov.it/ – vedi 2 tabelle a fine pagina).

intolleranza_al_glutine_spigaLe prolamine e le glutenine ad alto peso molecolare contenute nel frumento, nella segale, nell’orzo, nel farro e nel kamut sono in grado di innescare nei celiaci una serie di alterazioni del sistema immunitario in grado di portare ad un severo danno dell’intestino tenue con conseguente perdita dei villi intestinali e comparsa di quella mucosa piatta che e la caratteristica istologica di questa patologia. Anche se l’intestino tenue rimane il principale, ed in molti casi, unico organo-bersaglio, la celiachia puo assumere, in una discreta percentuale di celiaci, le caratteristiche di una malattia sistemica con interessamento di numerosi altri organi ed apparati, tra i quali le ghiandole endocrine, il sistema nervoso centrale e periferico, l’apparato cardiovascolare, il sistema connettivo e osteoarticolare, il fegato ed il sistema emopoietico. L’elemento scatenante la celiachia e, quindi, il glutine che per innescare i meccanismi immunologici patogenetici, necessita comunque di una particolare predisposizione genetica che viene a ricoprire un ruolo di primo piano nella diagnosi della malattia celiaca.

Un’altra domanda di grande attualita e se si nasce celiaci, con sviluppo immediato dell’intolleranza al glutine nell’infanzia non appena vengono introdotti nell’alimentazione cereali che lo contengono, o se invece si diventa celiaci lungo il decorso della vita a fronte dell’intervento di fattori ambientali scatenanti. L’esperienza degli ultimi decenni ha chiaramente dimostrato che non si nasce celiaci, ma lo si diventa nel corso della vita e che qualsiasi eta della nostra esistenza puo segnare l’inizio di questa malattia.

“Anche alcuni fattori ambientali possono svolgere un ruolo determinante nello scatenamento della celiachia a cominciare dalle infezioni come quelle da Rotavirus o da Adenovirus e altri ceppi virali, cosi come gastroenteriti di natura batterica contratte dopo un viaggio in paesi con condizioni igieniche non ottimali o infezioni da parassiti. – spiega il prof. Umberto Volta, Responsabile della struttura semplice di malattia celiaca e sindromi da malassorbimento al Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e Presidente dei consulenti scientifici nazionali dell’Associazione celiachia-gravidanzaitaliana celiachia (Csn-Aic) – Fra gli altri fattori ambientali in grado di provocare lo sviluppo della celiachia in soggetti geneticamente predisposti bisogna ricordare la fase del puerperio dopo una gravidanza trascorsa in modo del tutto regolare o stress legati a gravi dispiaceri (ad esempio lutti familiari) o ad interventi chirurgici. Di esempi di questo tipo tutti gli esperti di celiachia sono in grado di citarne a decine. E’ chiaro che tutto cio non fa altro che confermare che per il manifestarsi della patologia e necessario un habitus genetico ben definito su cui agiscono fattori ambientali in grado di far insorgere la celiachia in qualsiasi eta della vita, anche in quella geriatrica”.

Ma l’ambito della patologia da glutine si e arricchito negli ultimi tempi di una nuova realta rappresentata dalla sensibilita al glutine non celiaca (SGNC) la cui definizione, condivisa da un panel di massimi esperti internazionali in materia alla 2nd Consensus Conference on Gluten-Related Disorders, tenutasi a Monaco di Baviera nel dicembre 2012, e quella di una sindrome caratterizzata da molteplici sintomi intestinali e/o extraintestinali correlati alla assunzione di glutine, che migliorano o scompaiono dopo l’eliminazione del glutine e che recidivano quando il glutine e reintrodotto nella dieta, in soggetti in cui e stata esclusa preventivamente la diagnosi di celiachia e di allergia al grano.

L’attenzione crescente dei ricercatori di tutto il mondo e dei media per la SGNC hanno spinto l’Associazione Italiana Celiachia (AIC) e la Fondazione Celiachia (FC) a scendere in campo per cercare di far luce sui vari aspetti ancora oscuri di questo disordine correlato all’assunzione di glutine. AIC e FC hanno pertanto deciso di istituire il comitato scientifico laico sulla sensibilizzazione al glutine non celiaca sotto la coordinazione scientifica dei Professori Gino Roberto Corazza (Pavia) ed Umberto Volta (Bologna) e, come primo passo, del suddetto comitato, di promuovere una indagine prospettica sulla SGNC mediante la compilazione di un questionario inviato a centri di diagnosi per la celiachia.

Il prof. Umberto Volta sara presente al convegno “Nutrizione & Crescita” per approfondire il tema della SGNC che si svolgera il 17 maggio alle ore 14 nell’ambito di “Pianeta Nutrizione & Integrazione” – IV Forum Multidisciplinare sulla Sana Nutrizione, in programma alle Fiere di Parma (16-18 maggio 2013).

Tab. 1 – Celiaci 2011

REGIONE ANNO 2011

ABRUZZO 3.370

BASILICATA 663

CALABRIA 2.925

CAMPANIA 13.845

EMILIA ROMAGNA 10.933

FRIULI VENEZIA GIULIA 2.471

LAZIO 13.827

LIGURIA 3.764

LOMBARDIA 23.884

MARCHE 2.562

MOLISE 628

P.A. BOLZANO 1.045

P.A. TRENTO 1.474

PIEMONTE 9.311

PUGLIA 7.600

SARDEGNA 5.256

SICILIA 10.746

TOSCANA 10.733

UMBRIA 1.867

VALLE D’AOSTA 354

VENETO 8.542

TOTALE 135.800

Fonte: http://www.salute.gov.it/

TAB. 2Celiaci a confronto

REGIONE

2009

2010

2011

Nuove diagnosi dal 2009 al 2011

Nuove diagnosi dal 2010 al 2011

% di incremento

delle diagnosi

ABRUZZO

2.611

2.998

3.370

759

372

23

BASILICATA *

665

591

663

n.c.

72

n.c

CALABRIA *

1.895

2.925

n.c.

1.030

n.c.

CAMPANIA

12.537

13.414

13.845

1.308

431

9

EMILIA ROMAGNA

8.801

9.916

10.933

2.132

1.017

20

FRIULI VENEZIAGIULIA

1.951

2.241

2.471

520

230

21

LAZIO

12.414

13.676

13.827

1.413

151

10

LIGURIA

3.319

3.487

3.764

445

277

12

LOMBARDIA

17.777

18.755

23.884

6.107

5.129

26

MARCHE

2.031

2.283

2.562

531

279

21

MOLISE

508

584

628

120

44

19

P.A. BOLZANO

840

910

1.045

205

135

20

P.A. TRENTO

1.144

1.312

1.474

330

162

22

PIEMONTE

7.962

8.754

9.311

1.349

557

14

PUGLIA

6.800

6.926

7.600

800

674

11

SARDEGNA

3.901

4.787

5.256

1.355

469

26

SICILIA

9.847

10.586

10.746

899

160

8

TOSCANA

8.833

9.737

10.733

1.900

996

18

UMBRIA

1.494

1.679

1.867

373

188

20

VALLE D’AOSTA

297

325

354

57

29

16

VENETO

6.748

7.626

8.542

1.794

916

21

TOTALE

110.480

122.482

135.800

25.320

13.318

19

n.c. = non calcolabile

* La Basilicata e la Calabria in questa tabella fanno caso a se stante. In Basilicata il calcolo dei Celiaci solo dal 2010 e fatto in base ai

pazienti con codice di esenzione per cui i valori del 2009 non sono confrontabili. La Calabria, invece, nel 2009 non ha comunicato i

dati per cui il confronto puo partire solo dal 2010.

Fonte: http://www.salute.gov.it/

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