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19 gennaio 2015 Comments Off on RIPRESA-Veneto: passa per l’innovazione multipla dall’organizzazione al modello di business Dalla home page

RIPRESA-Veneto: passa per l’innovazione multipla dall’organizzazione al modello di business

Il Salone d’Impresa presenta l’indagine sulla capacità di rinnovamento delle aziende venete.

Gli imprenditori veneti hanno le idee chiare. Il rilancio per le aziende del Nordest passa attraverso l’innovazione multipla: non solo l’innovazione del prodotto, ma anche del processo produttivo, dell’organizzazione e del modello di business, ovvero del modo complessivo di presentarsi sul mercato. Se n’è discusso in occasione del secondo evento della terza edizione di “Rimettere le scarpe ai sogni”, il ciclo di incontri tra professionisti del mondo finanziario promosso da Salone d’Impresa. Oltre un centinaio di imprenditori hanno partecipato al meeting, dal titolo “L’Italia che innova. Forme ed esempi di nuovi modelli aziendali”, che si è tenuto a Vicenza nella sede di Saiv Spa ed è stato organizzato in collaborazione con Cisco Italy.

Nell’occasione Salone d’Impresa ha presentato i risultati di un’indagine che ha “misurato” la voglia di innovazione delle aziende venete. Conclusa a dicembre 2014 e condotta su un campione di oltre diecimila imprese della regione, l’indagine ha messo in luce che l’innovazione è il punto cardine su cui stanno già facendo leva le aziende e su cui intendono investire sempre più (vedi tabella in fondo). Il 35% degli imprenditori ha dichiarato di aver puntato nel 2014 sull’innovazione di prodotto, il 58% spiega che su questo aspetto intende investire nel 2015. Ma l’innovazione si gioca su più piani, spesso sviluppati in contemporanea. Così il 31% delle imprese dichiara di voler puntare nel 2015 sull’innovazione del processo del produttivo, il 29% sul miglioramento dell’organizzazione aziendale, mentre il 16% intende innovare completamente il proprio modello di business. “Emerge chiaramente la nuova e forte voglia di innovare delle imprese venete”, ha spiegato Ferdinando Azzariti, presidente di Salone d’Impresa, “Un’innovazione multipla, fatta contemporaneamente su quattro livelli, ma con una prevalente attenzione alla creazione di nuovi prodotti. L’innovazione organizzativa e del modello di business sono ancora elementi nuovi, tuttavia stanno crescendo molto nell’attenzione delle imprese venete”. Sono le aziende che esportano sia sui mercati europei che su quelli mondiali ad essere più vocate all’innovazione. “Il nuovo Nordest c’è già”, ha sentenziato Azzariti, “ed è quello fatto dalle imprese aperte: all’internazionalizzazione, alla ricerca in sinergia con l’Università, all’innovazione, con modelli manageriali nuovi caratterizzati da meno dirigismo e più collaborazione, strumenti di responsabilizzazione e coinvolgimento”.

Questi nuovi modelli aziendali sono stati al centro di una tavola rotonda che, grazie alle testimonianze degli imprenditori invitati come relatori, ha presentato quattro casi di imprese che ben incarnano il paradigma del nuovo Nordest: la vicentina Saiv S.p.A. specializzata in soluzioni nell’ambito dell’Information and Communication Technology (Ict), la veronese Bauli Spa leader nell’industria dolciaria italiana, la trevigiana Da Re Spa che opera nel settore dei prodotti da forno e produce i celebri Bibanesi, nonché Fiera di Vicenza Spa, che negli ultimi anni ha avviato un forte processo di internazionalizzazione e innovazione.

“Saiv opera nel settore Ict da quasi 40 anni, ma ha saputo cambiare strategie di business innovando l’organizzazione, coniugando la presenza territoriale nel tessuto delle piccole e medie imprese (Pmi) del NordEst con la capacità di affrontare grandi progetti di infrastrutture complesse di comunicazione per la clientela top”, hanno raccontato Alessandro Bregolato ed Enrico Quaglio, presidente e direttore generale dell’azienda vicentina, “La continua ricerca nell’aprire nuove opportunità di business ci ha spinto a ridisegnare la composizione dei sistemi e servizi verso le più evolute tecnologie di Data Center, focalizzando una Business Unit dedicata. Come pure la spinta continua su un processo di internazionalizzazione dell’offerta presso primari contractors esteri operanti in Paesi emergenti sta rappresentando la seconda leva determinante per la storia dell’azienda degli ultimi 10 anni. Infine la presenza diretta sul cliente finale motiva una necessaria evoluzione organizzativa che potrà continuare a sostenere la crescita sia sul mercato domestico che internazionale”.

“Il perdurare della crisi economica richiede per le nostre aziende uno sforzo di valutazione del mercato globale che, dopo l’entrata dei Paesi emergenti nel mondo manifatturiero, comporterà una politica industriale volta ad aggredire i mercati extra-europei”, ha analizzato Alberto Bauli, presidente della celebre industria dolciaria di Castel d’Azzano, “Una tale scelta deve prevedere i punti di forza nei quali possiamo pensare di avere successo. Individuati i settori sui quali il made in Italy può raggiungere risultati importanti, sarà necessario investire sia privatamente sia pubblicamente al fine di ottenere aziende di dimensioni sufficienti per consentire una politica di export non episodica, ma duratura. Poter affrontare con successo un mercato globale richiede dimensioni ben maggiori ed un organizzazione manageriale oggi distante dalle nostre imprese prevalentemente a conduzione familiare. Il rapporto tra università e impresa per favorire la ricerca è ancora in una fase estremamente timida. Inoltre la capitalizzazione delle imprese vede il nostro Paese in assenza di capitale a rischio con una necessaria dipendenza dal settore bancario senza avere, parallelamente al mondo anglosassone, il confluire del risparmio nel capitale d’impresa. A grandi linee questo indirizzo è obbligatorio per il nostro Paese, poiché diversamente non potremo mantenere il livello di benessere che abbiamo conquistato”.

Innovazione sì, ma nel rispetto della tradizione e di quella qualità artigianale che da sempre rappresenta il valore aggiunto delle nostre aziende venete. “Solo se l’innovazione tecnologica è gestita con attenzione e lungimiranza si sposa all’artigianalità e alla tradizione, offrendo soddisfazioni e ottimi risultati”, ha ammonito Giuseppe Da Re, presidente dell’omonima azienda trevigiana, “La ricetta dei Bibanesi affonda le proprie radici nell’artigianalità tipica del buon pane di qualità, senza mai però disgiungersi dalla continua ricerca e dalla capacità innovativa del processo e del prodotto”.

Matteo Marzotto, presidente di Fiera di Vicenza Spa ha sottolineato: “La fase di grande trasformazione economica, sociale e culturale che stiamo attraversando evidenzia sempre più che l’innovazione è uno degli asset principali su cui puntare per poter competere nello scenario globale. Un’innovazione che, unita al desiderio di fare impresa, va necessariamente connessa al valorizzazione della qualità e della creatività, del saper fare e dell’artigianalità dei produttori italiani, sempre più apprezzati nel mondo. Penso ad alcuni comparti strategici, come ad esempio la gioielleria e il fashion, il design e alcuni settori della tecnologia, l’enogastronomia e il turismo, ma non sono gli unici. Quale provider di servizi, Fiera di Vicenza da alcuni anni ha intrapreso un intenso processo di riposizionamento internazionale, orientato a promuovere le migliori eccellenze del Well Done in Italy nel mondo proprio puntando sull’innovazione dei format e del modello di business: non più solo un contenitore di spazi, bensì un Event Show Producer ideatore e promotore di contenuti di elevata qualità, in grado di generare valore”.

Ad aprire i lavori del meeting è stato David Bevilacqua, vice president South Europe di Cisco, che si è soffermato sulle potenzialità dell’innovazione digitale. “Le opportunità offerte dal digitale e da Internet sono elementi essenziali per accelerare la crescita economica di ogni Paese. Il tema dell’Internet of Everything rappresenta per Cisco una nuova rivoluzione industriale”, ha spiegato Bevilacqua, “Quello che abbiamo visto accadere fino ad oggi con Internet non è nulla rispetto a quello che accadrà nei prossimi anni, a mano a mano che persone, nuovi processi, dati e oggetti potranno connettersi tra di loro ed interagire attraverso la rete. L’evoluzione tecnologica permette di connettere alla Rete oggetti che prima non avremmo mai preso in considerazione. Ciò che cambia le carte in tavola e che apre le porte all’era dell’Internet of Everything è l’evoluzione dell’intelligenza e delle funzionalità della Rete, che permettono di offrire agli oggetti – e alle persone che interagiscono con essi, ai dati che generano, ai processi in cui s’inseriscono – elementi quali la capacità di riconoscere e agire in funzione del contesto, maggiore potenza di calcolo e capacità di procurarsi autonomamente l’energia necessaria per operare”.

Imprese venete: voglia di innovazione e di rilancio

Il nuovo Nord Est c’è già: è quello fatto dalle “imprese aperte”, aperte cioè all’internazionalizzazione, alla Ricerca fatta con l’Università, all’Innovazione di Prodotto, di Processo, Organizzativa e del Modello di Business, con modelli manageriali nuovi fatti cioè di meno dirigismo e più collaborazione con i manager,  con strumenti di responsabilizzazione e coinvolgimento maggiore, quali i premi sui risultati.

Una recente indagine di Salone d’Impresa compiuta a dicembre 2014 su oltre 10.000 aziende venete (di province diverse e dimensioni diverse) ha evidenziato che l’innovazione è il punto cardine su cui stanno facendo leva le imprese, in particolare l’innovazione fatta – contemporaneamente – su più piani:

  1. Il Livello dei prodotti
  2. Il Livello dei processi
  3. Il Livello dell’Organizzazione
  4. Il Livello del cosiddetto Modello di Business, ovvero il modo complessivo di presentarsi sul mercato.

 

Tabella 1: La Voglia di Innovazione delle Imprese Venete

Imprese VeneteChe hanno fatto questo tipo di innovazione nel 2014 Imprese Venete che intendono lavorare su questo tipo di innovazione nel 2015 Imprese Venete che esportanoIn Europa Imprese Venete che esportanoExtra Europa
Innovazione di prodotto 51% 58% 24% 28%
Innovazione di processo 22% 31% 9% 18%
Innovazione organizzativa 18% 29% 11% 14%
Innovazione del Modello di Business 9% 16% 5% 8%

Fonte: Ufficio Studio Salone d’Impresa

Tabella 2: La Innovazione Multipla delle Imprese Venete

Imprese VeneteChe hanno fatto questo tipo di innovazione nel 2014 Imprese Venete che intendono lavorare su questo tipo di innovazione nel 2015
1 livello di innovazione 15% 10%
2 livelli di innovazione 56% 60%
3 livelli di innovazione 24% 27%
4 livelli di innovazione 5%                     3%

Fonte: Ufficio Studio Salone d’Impresa

Tabella 3: La Distribuzione nella  Voglia di Innovazione delle Imprese Venete

Imprese VeneteChe hanno fatto questo tipo di innovazione nel 2014 Imprese Venete che intendono lavorare su questo tipo di innovazione nel 2015 Voglia di innovare nel 2015
Vicenza Verona Padova Treviso Venezia
Innovazione di prodotto 35% 58% 11% 10% 8% 13% 8%
Innovazione di processo 22% 31% 7% 6% 6% 5% 5%
Innovazione organizzativa 18% 29% 6% 4% 4% 4% 5%
Innovazione del Modello di Business 9% 16% 2%

 

3% 3% 4% 2%

Fonte: Ufficio Studio Salone d’Impresa

 

 

Quindi da questi dati emergono alcuni elementi chiave:

  1. La nuova e forte voglia di innovare da parte delle imprese venete
  2. L’ “Innovazione Multipla” ovvero fatta contemporaneamente su 4 livelli, con prevalente attenzione al “fare innovazione multipla”, ovvero alla creazione di nuovi prodotti
  3. La maggior propensione all’innovazione è fatta dalle imprese che esportano sia sui mercati europei che su quelli mondiali
  4. L’innovazione organizzativa e del modello di business sono elementi nuovi ma che stanno crescendo molto nell’attenzione delle imprese venete

 

Le aziende di oggi (SAIV, Fiera Vicenza, Bauli e Da Re) sono dei paradigmi importanti su cui fare delle analisi di caso:

  1. SAIV è azienda vicentina a conduzione familiare-manageriale che sta operando da pochi anni nei principali paesi europei e che opera su più livelli di innovazione contemporaneamente
  2. Fiera Vicenza è – con la nuova presidenza – di fronte ad un forte processo di internazionalizzazione e di cambiamento del proprio modello di business
  3. Bauli è azienda veronese a conduzione familiare ma con forte impronta manageriale che sta acquisendo marchi storici e prestigiosi italiani, quindi opera su più livelli di innovazione
  4. Da Re sta facendo dell’innovazione del modello di business la vera chiave di successo, visto che il prodotto è considerato “market driven” ovvero quello più copiato dai competitori.

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