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18 giugno 2012 Comments (0) Dalla home page

CRISI-Europa: in crescita export nei mercati emergenti

La meta dei direttori finanziari europei pensa che entro il prossimo anno si registrera una modesta crescita dell’economia mentre per un 10% si trattera addirittura di una crescita sostanziale. Si tratta delle previsioni lievemente ottimiste relative a una probabile crescita economica in Europa e l’ottimismo e maggiore quando a rispondere sono i direttori finanziari dei mercati extraeuropei, guidati da India (85%), Stati Uniti (78%) e Messico (73%), che parlano di ripresa significativa entro l’anno in corso.

Questo e quanto e emerso dalla quinta edizione della CFO Global Business & Spending Monitor di American Express, studio realizzato dalla societa di ricerca CFO Publishing LLC su circa 600 senior Finance executives di aziende multinazionali (con fatturato annuo superiore a 500 milioni di dollari) a livello globale.

“La ricerca evidenzia come, a livello europeo, la meta dei direttori finanziari interpellarti prevede una modesta crescita economica nei prossimi 12 mesi. Questo dato, moderatamente positivo, tiene conto di mercati come la Germania e la Svezia che sono piu ottimisti e si aspettano una sostanziale ripresa della crescita verso la fine dell’anno, rispetto ad altri – come UK, Francia, Spagna e Italia – che prevedono tempi ancor piu lunghi per la ripresa economica – ha affermato Piotr Pogorzelski, vicepresident & general manager Global Corporate Payments di American Express Italia – La maggior parte degli intervistati (64%) in Europa sostiene che, nei prossimi due anni, le prospettive di crescita della propria azienda dipenderanno molto piu, rispetto agli ultimi cinque anni, dalla vendita di beni e servizi nei mercati emergenti”.

Se guardiamo agli obiettivi di crescita 2012 sul 2011, oltre la meta delle aziende europee (51%) prevede di porsi obiettivi abbastanza aggressivi (con un 12% che dichiara che saranno addirittura molto aggressivi). L’84% degli intervistati ha dichiarato inoltre di sentirsi sicuro all’idea di raggiungere tali target.

Ma quali saranno le principali minacce alla crescita delle imprese europee? Il 47% degli intervistati ritiene che saranno gli aspetti finanziari a destare maggiore preoccupazione. Ma se la maggior parte dei CFO interpellati concorda su quale sara la principale minaccia per la crescita economica, allo stesso tempo non sono d’accordo su quale sara il fattore specifico da temere maggiormente: il 24% e, infatti, piu preoccupato della sempre maggiore esposizione alle variazioni dei tassi di cambio, il 22% e invece spaventato principalmente dall’accesso limitato ai finanziamenti e al credito e dalla maggiore esposizione ai tassi di interesse, mentre il 19% crede che la volatilita dei mercati di capitali sia il fattore piu preoccupante.

Il contesto economico degli ultimi anni ha spinto diverse aziende a creare dei “cuscinetti” contro gli imprevisti, ovvero delle riserve di liquidita che, secondo l’indagine, quasi la meta delle aziende (43%) ha in previsione di utilizzare nel corso 2012. Le riserve di liquidita saranno destinate principalmente, per il 75%, ad assicurarsi gli approvvigionamenti di prodotti chiave per l’azienda oltre che proteggersi dall’aumento dei prezzi. “La preoccupazione per l’aumento dei prezzi di energia e carburante e maggiore in Europa rispetto al resto del mondo – ha evidenziato Pogorzelski. – Piu di un terzo delle aziende europee (35%), infatti, e preoccupato che questi incrementi possano minare le prospettive di crescita in settori come la produzione e la spedizione nel corso del prossimo anno. Solo un quarto degli intervistati nel resto del mondo ha manifestato la stessa preoccupazione”.

Il controllo dei costi aziendali resta una priorita per i CFO europei interpellati, con oltre l’80% degli intervistati che dichiara di aver pianificato modesti investimenti per la crescita, rispetto ad un focus maggior sull’ottimizzazione e sulla profittabilita. “L’attenzione ai costi e alta nei mercati europei meno ottimisti nei confronti di una ripresa economica nel breve periodo, dove prevale un indirizzo strategico volto a ottimizzare e contenere i costi e a preservare la profittabilita – ha sottolineato Pogorzelski – Nonostante un approccio piu conservativo dei CFO in Europa, circa il 44% degli intervistati ha pianificato di utilizzare le riserve di liquidita per la crescita: ad esempio, negli UK, il 74% afferma che aumentera gli investimenti in ricerca e sviluppo. Questo approccio e fondamentale per garantire alle aziende di porre basi solide per la crescita”.

Considerato il modesto miglioramento delle condizioni economiche previste a livello mondiale, la maggioranza dei direttori finanziari europei (47%) prevede un aumento dell’organico nel corso dei prossimi 12 mesi, con un 61% di intervistati che dichiara che le nuove assunzioni saranno necessarie per acquisire competenze ed esperienze specialistiche. Le previsioni parlano anche di tagli al personale: le aziende con sede in Europa, infatti, affermano che si assistera ad una diminuzione del personale nel prossimo anno (40%) con una percentuale maggiore rispetto al resto del mondo (30%).

Per quanto riguarda gli investimenti che nel 2012 saranno in crescita rispetto al 2011, i CFO hanno indicato: attivita per l’accesso ai mercati (come attivita di vendita e marketing) 40%, sviluppo di nuovi beni e servizi con un 40%, miglioramento dell’efficienza dei processi di produzione (43%), processi amministrativi e nuove capacita di produzione (36%).

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