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4 febbraio 2015 Comments Off on RIFORMA-Camere di commercio: vertice Governo-Unioncamere Approfondimenti

RIFORMA-Camere di commercio: vertice Governo-Unioncamere

Il Governo incontra i presidenti delle Camere di commercio per fare il punto sulla riforma del Sistema camerale,  i suoi tempi e gli obiettivi. Scongiurata l’abolizione del diritto camerale ed evitato il trasferimento del Registro delle imprese al Ministero dello Sviluppo economico (grazie all’emendamento del relatore al ddl delega sulla Pa, Giorgio Pagliari), il riordino complessivo del sistema delle Camere di Commercio si concentra sulla riduzione del numero degli enti camerali e sulla revisione dei loro compiti.

???????????????????????????????Si è svolto oggi a Roma l’incontro del Comitato Esecutivo di Unioncamere, allargato a tutti i presidenti di Camere di commercio, con il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Maria Anna Madia, il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio.

“Chiediamo al Governo e al Parlamento una riforma in tempi rapidi che dia certezze sulla mission e sulle risorse del sistema camerale”, ha detto il presidente di Unioncamere,  Ferruccio Dardanello, aprendo i lavori. “Valorizzando appieno la ricchezza dei territori – ha continuato – attraverso Camere di commercio sane sotto il profilo finanziario, forti e efficienti dal punto di vista organizzativo, grazie alle persone e professionalità specialistiche che le caratterizzano e che vanno salvaguardate”.

Il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello

Il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello

“La ripresa e la modernizzazione dell’Italia non possono prescindere da una riforma delle Camere di commercio che sappia rafforzarne il ruolo di presidio permanente sui territori a sostegno delle Pmi. L’ultima riscrittura dei principi della riforma proposta dal Senatore Pagliari nelle scorse settimane – ha aggiunto Dardanello – supera alcune delle più rilevanti criticità emerse nella precedente stesura dell’articolo 9, anche sulla base del prezioso lavoro del Parlamento. È stata quindi scongiurata l’abolizione del diritto camerale – che costituisce ad oggi la principale fonte di finanziamento del Sistema – e si è evitato il trasferimento del Registro delle imprese. Pensiamo però che su altre criticità sia ancora utile intervenire per realizzare la riforma che serve al Paese”.

“In particolare le Camere di commercio – ha concluso Dardanello- attendono certezze sulle fonti di finanziamento per poter assolvere ai compiti loro assegnati”.

Il ministro Federica Guidi

Il ministro Federica Guidi

Riduzione del numero delle Camere di Commercio, attraverso processi di accorpamento, per arrivare a un nuovo modello basato sulla presenza di una Camera laddove vi siano almeno 80mila imprese. Revisione complessiva dei compiti al fine di evitare duplicazioni con le altre amministrazioni pubbliche e dismissione delle partecipazioni societarie non strettamente necessarie allo svolgimento delle funzioni assegnate. Questi i passaggi fondamentali dell’intervento del ministro  Guidi.

Il processo di accorpamento, ha rimarcato il ministro , “è di fondamentale importanza per il governo che confida in un sistema camerale in grado di dare risposte celeri alle necessità di riorganizzazione sul territorio”. Dopo avere constato con soddisfazione che tale processo, in alcuni ambiti, ha mosso i primi passi, ha chiesto uno sforzo aggiuntivo. “Il Ministero dello Sviluppo Economico si aspetta nelle prossime settimane numerose delibere di unificazione. Le Camere devono procedere rapidamente. Qualora dovessero registrarsi rallentamenti o situazioni di inerzia, il Governo non potrà restare a guardare e sarà costretto a intervenire”, ha spronato il ministro.

Per quanto riguarda il secondo punto della riforma, quello relativo alle funzioni, “il nostro auspicio – ha aggiunto – è che, anche in questo caso, le Camere di Commercio sappiano rispondere a questa sfida. Nel testo attualmente all’esame del Senato, il Governo ha condiviso la necessità che una delle funzioni storicamente assegnate alle Camere di Commercio, quella della tenuta del Registro delle imprese, continui a restare incardinata presso le Camere stesse. Ma oggi siamo chiamati ad andare oltre. A ridisegnare le funzioni in chiave strategica”. Tra le nuove funzioni, Guidi ha delineato l’affidamento al sistema camerale di specifiche competenze, anche delegate dallo Stato e dalle Regioni, eliminando le duplicazioni con altre amministrazioni pubbliche; la promozione di azioni di supporto alla nascita di nuove imprese con particolare riguardo a quelle giovanili e femminili e il sostegno alle imprese nel processo di innovazione e digitalizzazione. E ancora l’assistenza alle imprese per sfruttare le opportunità legate ai fondi europei e il rafforzamento degli strumenti di giustizia alternativa.

Per quanto attiene le dismissioni, anche in questo caso, ha spiegato il ministro Guidi, “il Governo si attende segni tangibili di responsabilità da parte del mondo camerale. Negli ultimi anni, purtroppo, si è registrato un eccessivo proliferare di società partecipate, spesso non completamente in linea con le funzioni assegnate”.

Concludendo, Guidi dopo avere auspicato che “la proficua collaborazione tra le parti possa proseguire”, ha annunciato che il Ministero dello Sviluppo Economico sta lavorando, in queste ore, per la stipula di un Accordo di programma con Unioncamere, per il rafforzamento degli strumenti di garanzia a sostegno dell’innovazione, la promozione di servizi integrati a favore dell’occupazione e delle competenze nel campo delle tecnologie digitali e, infine, il sostegno alle reti tra imprese per favorire l’internazionalizzazione del Made in Italy.

 

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