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19 giugno 2015 Comments Off on RIFORMA APPALTI-Aniem: poste le basi per una riforma incisiva News

RIFORMA APPALTI-Aniem: poste le basi per una riforma incisiva

Sono molteplici gli aspetti positivi contenuti nella legge delega sugli appalti approvata ieri in Senato: il divieto di introdurre livelli di regolazione superiori a quelli fissati dalle direttive, l’impegno alla riduzione ed alla qualificazione delle stazioni appaltanti, la previsione degli albi dei commissari, l’obbligo per le concessionarie di mettere in gara la totalità dei lavori, la stretta sulle varianti, la scelta di limitare il massimo ribasso come metodo di gara, la limitazione delle deroghe alla legge ordinaria solo in caso di calamità naturali. Lo dichiara Federico Ruta (nella foto), direttore generale di Aniem, l’associazione nazionale delle piccole e medie imprese edili manifatturiere aderente a Confimi Industria.

Ad una valutazione complessiva assolutamente positiva, che ci auguriamo di poter confermare dopo il vaglio alla Camera, si accompagnano alcuni rilievi meritevoli, a pare di Aniem, di una rivisitazione.

“La limitazione per i Comuni non capoluogo ad appaltare lavori sopra i 100.000 euro, espressa attraverso il vincolo all’aggregazione, appare eccessivamente restrittiva. Continuiamo a ritenere che debba essere salvaguardato quel livello di appalti territoriale, tecnologicamente non complesso, che può anche avere una rilevanza economica più significativa, almeno fino a 500.000 Euro”, prosegue il Direttore generale di Aniem.

Passi in avanti riguardano anche il delicato tema della revisione del sistema di qualificazione delle imprese dove si rimanda ad una determinazione dell’Anac ed a criteri reputazionali che finalmente valorizzano aspetti quali il rispetto dei tempi e dei costi contrattuali, la gestione dei contenziosi, la decadenza in caso di fallimento, la sospensione in caso di concordato.

Conclude Federico Ruta: “su questo tema, tuttavia, avremmo voluto un intervento più complessivo e strategico che ci avvicinasse al mercato internazionale andando incontro ad un sistema di qualificazione più dinamico e rapportato alle opere appaltate, scelta peraltro in linea con la riduzione delle stazioni appaltanti.

Resta comunque un impianto normativo assolutamente condivisibile che potrà essere il fondamento per la stesura di un Codice Appalti certamente più funzionale, moderno e garantista su una corretta esecuzione delle opere.”

 

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