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10 aprile 2019 Comments Off on RICERCA-Antartide: individuato sito dove estrarre il più lungo “archivio” climatico su ghiaccio Commerciale

RICERCA-Antartide: individuato sito dove estrarre il più lungo “archivio” climatico su ghiaccio

Ricercatori europei estrarranno e analizzeranno carote di ghiaccio fino a 2.730 metri di profondità per ricostruire la storia del clima dell’ultimo milione e mezzo di anni.

È stato individuato in Antartide, a 40 km dalla base italo-francese Concordia,  il sito di perforazione dove estrarre carote di ghiaccio fino a 2.730 metri di profondità, che serviranno a ricostruire il clima globale degli ultimi 1,5 milioni di anni. Un risultato ottenuto grazie al progetto “Oltre EPICA – Oldest Ice”, coordinato dall’Istituto tedesco per la ricerca marina e polare “Alfred Wegener” e finanziato dall’Unione europea, che ha visto il coinvolgimento di ricercatori provenienti da 14 istituzioni di 10 paesi europei. L’annuncio è stato dato questa mattina nel corso dell’assemblea generale della European Geosciences Union a Vienna.

Al progetto partecipa per l’Italia un team di esperti coordinato da Carlo Barbante dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e ricercatore associato del CNR; le attività si svolgono nell’ambito del Piano Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), attuato dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico e dall’ENEA per gli aspetti logistici.

I ricercatori hanno selezionato come sito per la perforazione uno dei luoghi più freddi, spogli e inospitali della Terra, “Little Dome C”, che si trova ad un paio d’ore di motoslitta da “Concordia” nella regione della Terra di Wilkes a una quota di 3.233 metri sul livello del mare. Un luogo in cui le precipitazioni sono molto limitate e dove la temperatura media annuale è di -54 °C (il termometro sale di rado sopra i -20 °C e in inverno precipita a -80 °C).

Nell’ambito del precedente progetto EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica), tra il 1996 e il 2004 a Concordia i glaciologi estrassero ghiaccio fino alla profondità di 3.270 metri. Con analisi dettagliate delle carote estratte sono stati in grado di ricostruire il clima degli ultimi 800mila anni. “Durante queste centinaia di migliaia di anni, ci sono stati periodi alterni: lunghi periodi glaciali e brevi periodi interglaciali, a intervalli di circa centomila anni”, spiega Carlo Barbante.

Grazie alle piccole bolle d’aria, intrappolate nel ghiaccio nel momento in cui si è formato, gli scienziati del clima possono misurare le concentrazioni di importanti gas a effetto serra come anidride carbonica e metano, riscontrando una chiara connessione: infatti, nei periodi in cui il clima terrestre è stato più freddo, in atmosfera si registrava una quantità decisamente inferiore di CO2 e metano rispetto ai periodi più caldi.

Tuttavia, i ricercatori non hanno ancora a disposizione campioni di ghiaccio delle ere precedenti per misurare la composizione dell’atmosfera nel periodo in cui il ritmo dell’alternanza tra periodi caldi e freddi cambiò in modo significativo. “Più di 1,2 milioni di anni fa, i cicli climatici fra glaciale e interglaciale avevano una durata di circa 40mila anni e seguivano le regolari oscillazioni dell’angolo dell’asse terrestre, tra 21.5° e 24.5°. È seguito poi un periodo di circa 300mila anni, la transizione del Pleistocene Medio, prima che 900mila anni fa iniziasse un ritmo della durata di circa 100mila anni”, aggiunge Barbante.

 

 

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