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1 novembre 2009 Comments (0) Dalla home page

REGIONI – Marche: piccole imprese moda innovano

Su 272 imprese che hanno presentato domanda per l’innovazione, ben 110 sono artigiane

Sono 272 le imprese ad aver presentato domanda per il bando della Regione Marche che concede contributi diretti all’innovazione aziendale nel settore moda con una dotazione finanziaria di 4,5 milioni, derivata dal Piano operativo regionale sui fondi europei, incrementabile: delle risorse, una riserva del 30% e stato destinata alle imprese
artigiane e i progetti presentati hanno costi compresi tra 25mila e
500mila euro. Delle imprese che hanno fatto domanda, 142 sono della provincia di Fermo, 55 di quella di Macerata, 32 di Ancona, 23 di Pesaro e Urbino e 20 dall’Ascolano. Da Montegranaro, dove ha sede il distretto del cappello – si legge in una nota – hanno fatto domanda 35 imprese, 31 da Porto Sant’Elpidio, 20 da Sant’Elpidio a Mare e 16 da Fermo. Guardando al settore di attivita, 165 sono le aziende del calzaturiero, 69 dell’abbigliamento, pelle e pellicce, 15 degli articoli in gomma e materie plastiche, 13 del settore cuoio. Oltre 60 milioni di euro gli investimenti complessivamente attivati, di cui circa 15 milioni dalle imprese artigiane e 45 da quelle non artigiane. Gli investimenti sono concentrati nella provincia di Fermo, con oltre 26 milioni di euro, e Macerata, con oltre 14 milioni.
Sono ammesse le spese per servizi e beni strumentali ma anche per il personale interno specialistico nel limite del 30% del progetto. L’ammissibilita di questa spesa e subordinata a verifiche in corso con la Commissione europea.
”Oltre il 50% delle istanze – ha spiegato il vicepresidente della Giunta regionale con delega alle Politiche comunitarie, Paolo Petrini (nella foto) – viene dalla zona fermana del distretto calzaturiero, mentre oltre il 40% proviene da imprese artigiane. Due dati significativi che ci dicono che sono molte le aziende, specie nella realta fermana, che investono nonostante la crisi e che, in generale, l’innovazione e una pratica seguita anche dalle aziende meno strutturate, come quelle artigiane. In entrambi i casi cio e di stimolo a proseguire sulla strada del sostegno agli investimenti innovativi, aumentando le risorse a disposizione di quanti coraggiosamente investono in questo periodo, specie di quel settore calzaturiero troppe volte dato per spacciato ed, invece, ancora tenacemente sulla breccia”.

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