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7 aprile 2011 Comments (0) Dalla home page

REGIONI – Lazio: cave e torbiere, cosa cambia

Con voto unanime, la commissione Piccola e media impresa, commercio e artigianato del Consiglio regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge n. 168 della Giunta, che apporta alcune modifiche alla legge regionale n. 17 del 2004, concernente “Disciplina organica in materia di cave e torbiere”. Il provvedimento passa ora all’esame dell’Aula per la sua approvazione definitiva.

Secondo gli uffici regionali, la proposta di legge ha l’obiettivo di evitare che tra il 2011 e il 2013 cessino le attivita delle circa 350 cave presenti sul territorio laziale, per la scadenza delle autorizzazioni e delle proroghe gia concesse. Solo nel 2011 sono in scadenza circa 70 autorizzazioni.

Il provvedimento e stato votato da tutti i consiglieri presenti oggi in commissione, che hanno anche sottoscritto tutti gli emendamenti presentati e approvati. Ecco nel dettaglio le modifiche apportate agli articoli 12, 25 e 34 della legge regionale n. 17 del 2004.

Per quanto riguarda le autorizzazioni a regime (articolo 12):
1) il periodo di proroga per l’attivita di coltivazione viene innalzato da cinque a dieci anni, fermo restando che sara utilizzabile solo per il completamento del piano di coltivazione e di recupero ambientale;
2) il periodo relativo all’autorizzazione per l’ampliamento dell’attivita resta di cinque anni ma la sua eventuale proroga passa da due a cinque anni;
3) il Comune puo autorizzare un secondo ampliamento delle attivita estrattive per un periodo massimo di cinque anni se sussistono specifiche esigenze di salvaguardia dei livelli occupazionali o un preminente interesse socio-economico sovra comunale;
Per quanto riguarda invece le autorizzazioni attualmente in scadenza, disciplinate dalle disposizioni transitorie previste all’articolo 34:
1) il periodo di proroga per l’attivita di coltivazione viene innalzato da sette a dieci anni, fermo restando che sara utilizzabile solo per il completamento del piano di coltivazione e di recupero ambientale;
2) la proroga dell’autorizzazione per l’ampliamento dell’attivita passa da due a cinque anni, al solo fine di completare il piano di coltivazione e il recupero ambientale.

Con la sostituzione dell’articolo 25, infine, vengono inasprite le sanzioni per i trasgressori che esercitano l’attivita senza aver ottemperato a tutti gli obblighi di legge: si passa dalla semplice revoca del titolo autorizzatorio alla cessazione immediata dell’attivita non autorizzata, accompagnata dall’obbligo del recupero e della sistemazione dell’area, con possibilita da parte del Comune di intervenire direttamente per poi rivalersi sull’inadempiente. Viene introdotta anche la responsabilita in solido del proprietario del terreno con il trasgressore.
In caso di approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale, le nuove norme si applicheranno anche ai procedimenti istruttori relativi alle richieste di proroga ancora in corso alla data di entrata in vigore di questa legge.

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