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12 gennaio 2011 Comments (0) News

REFERENDUM – Corte Costituzionale: 4 ammissibili, servizi pubblici locali, tariffa idrica, nuove centrali nucleari e legittimo impedimento

Pubblichiamo la nota integrale della Corte costituzionale sulle ”Decisioni in tema di ammissibilita dei quesiti referendari”.

La Corte costituzionale ha deliberato nel modo seguente in ordine all’ammissibilita delle seguenti richieste di referendum abrogativo.

– n.149 Reg.Ref. (richiesta di referendum n.1) ”Modalita di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”: ammissibile.

– n.150 Reg.Ref. (richiesta di referendum n.2) ”Servizio idrico integrato. Forme di gestione e procedure di affidamento in materia di risorse idriche. Abrogazione”: inammissibile.

– n.151 Reg.Ref. (richiesta di referendum n.3) ”Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”: ammissibile.

– n.152 Reg.Ref. (richiesta di referendum n.4) ”Norme limitatrici della gestione pubblica del servizio idrico. Abrogazione parziale”: inammissibile.

– n.153 Reg.Ref. (richiesta di referendum n.5) ”Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: ammissibile.

– n.154 Reg.Ref. (richiesta di referendum n. 6) ”Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n.51 in materia di legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei Ministri e dei ministri a comparire in udienza penale”: ammissibile.

”Le sentenze – conclude la nota della Consulta – saranno depositate entro i termini previsti dalla legge”.

Per quanto riguarda il legittimo impedimento, l’effettivo svolgimento della consultazione dipendera, pero ,dal verdetto di domani della stessa Corte sulla legittimita dello “scudo”: se dovesse bocciare del tutto la legge, allora niente consultazione popolare, che invece ci sarebbe senz’altro in caso di sentenza interpretativa di rigetto oppure di un verdetto di inamissibilita o infondatezza dei ricorsi. Il voto sarebbe in forse se la Corte bocciasse lo “scudo” solo in parte: in questo caso spetterebbe all’Ufficio centrale della Cassazione valutare se sussista ancora l’interesse alla consultazione referendaria.

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