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3 novembre 2014 Comments (0) News

PROFESSIONI – Amministratori condominio: Anammi, rivedere requisiti iscrizione albo Ctu (consulenti tecnici del tribunale)

Rivedere i requisiti per l’iscrizione all’Albo dei Consulenti tecnici del Tribunale, consentendo anche agli amministratori condominiali di entrare nell’elenco dei Ctu (i consulenti tecnici d’ufficio del tribunale).

E’ la richiesta dell’Associazione nazional-europea degli amministratori d’Immobili (Anammi) che stigmatizza come le disposizioni fornite dai singoli uffici giudiziari non tengano in alcun conto delle recenti normative sui professionisti del settore, come la L.220 del 2012 e la L.4 del 2013. “Molti dei nostri Tribunali non ha recepito le norme sulla nostra professione ? – spiega Giuseppe Bica, presidente dell’Anammi ? – che, pur non essendo di tipo ordinistico, deve uniformarsi a requisiti ben precisi, sia dal punto dell’onorabilita e professionalita sia da quello formativo”. In tal senso la riforma del condominio stabilisce che l’amministratore deve avere il godimento dei diritti civili, non deve aver subito condanne per delitti patrimoniali, contro la pubblica amministrazione o protesto cambiario, e impone all’amministratore l’obbligo di formazione iniziale e periodica”.

“A questa normativa – aggiunge – si e poi aggiunta la Legge 4 del 2013 sulle professioni dei ‘senz’albo’, che prescrive una serie di parametri legati all’iscrizione ad un’associazione che dimostri di promuovere forme di garanzia per l’utente, come lo sportello per il consumatore, il codice deontologico e la formazione continua, e, soprattutto un’attestazione delle competenze dell’iscritto. “In nessuna legge e per nessun motivo, nel nostro ordinamento, ? precisa il presidente Bica ? si obbliga l’amministratore di condominio all’iscrizione presso la Camera di Commercio oppure ad un Ordine professionale. Al contrario, si demanda alle associazioni di verificare i requisiti dei professionisti. Non comprendiamo, quindi, le ragioni di questa stortura, laddove il giudice sia chiamato a nominare giudizialmente un amministratore”.

Il problema, lamentato da molti iscritti in tutta Italia, riguarda la possibilita, sancita dall’art.1129 del Codice Civile, di diventare amministratore di condominio su nomina del giudice, qualora l’assemblea non sia riuscita ad accordarsi, “su ricorso di uno o piu condomini o dell’amministratore dimissionario”. Il caso e tutt’altro che infrequente e, allo scopo di selezionare un nominativo, l’autorita giudiziaria ricorre all’Albo dei Consulenti Tecnici del Tribunale. E qui sorge la difficolta: molti uffici richiedono al professionista, pena la nullita della domanda presentata, l’iscrizione alla Camera di Commercio o, in alternativa, ad un Ordine professionale.

L’Anammi propone quindi di attuare le norme esistenti.”Non c’e bisogno di alcun intervento normativo ? – afferma il presidente dell’associazione ? basta recepire le indicazioni della Legge 220 e della Legge 4 aggiornando, laddove necessario, le regole e la modulistica relativa all’iscrizione all’Albo dei Consulenti Tecnici del Tribunale. Al riguardo ? conclude il presidente Bica – lanciamo un appello ai presidente dei Tribunali, perche si facciano promotori di un cambiamento che, letteralmente, e a costo zero per le strutture giudiziarie, ma riconoscerebbe alla categoria un’opportunita professionale gia stabilita per legge e farebbe lavorare meglio i giudici”.

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