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20 novembre 2012 Comments (0) Dalla home page

PRODUTTIVITA’-Cgil non ci sta: Governo convoca tutti

Il Governo ha convocato domani pomeriggio le parti sociali sperando di favorire una soluzione unitaria all’accordo per la produttivita visto che, dopo Cisl e Ugl, ieri anche la Uil ha dato il suo via libera, chiedendo una detassazione strutturale dei premi di produttivita (aliquota al 10%) per i redditi fino a 40mila euro come si legge in una nota diffusa dall’organizzazione guidata da Luigi Angeletti, al termine della riunione della segreteria. “Solo a questa condizione l’accordo avra un senso e sara in grado di contribuire all’avvio della crescita della produttivita e della competitivita in Italia. Si sollecita, pertanto, il Governo – si legge nella nota – a procedere coerentemente e ad attuare i provvedimenti conseguenti. Tali provvedimenti sono considerati dalla segreteria nazionale della Uil indispensabili a rendere esigibile l’accordo stesso”.

Manca il si della Cgil e, probabilmente, si va verso accordi separati anche se Susanna Camusso ha fatto capire che la partita non e affatto chiusa perche la Cgil “considera non esaurito il confronto” come si legge nella lettera in una lettera inviata a tutte le strutture del suo sindacato per dire che bisogna andare avanti con determinazione su almeno tre temi: salario (il contratto nazionale deve continuare a tutelare il potere d’acquisto), democrazia (con l’applicazione delle regole contenute nell’accordo di luglio) normative contrattuali (no al ‘demansionamento’). La Cgil insiste sul tema della democrazia e della rappresentanza sollecitando l’applicazione dell’accordo del 28 giugno 2011 con Confindustria e le altre associazioni d’impresa, e l’attuazione del sistema di misurazione che prevedendo la titolarita a negoziare per le sigle che superano la soglia del 5%, avrebbe l’effetto di riportare la Fiom al tavolo del contratto di categoria.

Quindi, la trattativa sulla produttivita, avviata ai primi di ottobre e ancora in forse, con le imprese (i datori di lavoro) concordi sul testo messo a punto finora e i sindacati ( i lavoratori) divisi anche se l’ultimo testo ha recepito alcune indicazioni sollevate dai sindacati la scorsa settimana al tavolo (tra cui superamento degli automatismi, richiesta di rendere la detassazione e decontribuzione strutturale, indicando tetto di retribuzione e percentuali di sgravi). “La Cisl ha formalizzato alle associazioni imprenditoriali la propria adesione e sottoscrizione all’accordo sulla produttivita”, ha spiegato in una nota il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, aggiungendo che “e l’inizio di una nuova stagione che alzera i salari con meno tasse sul lavoro”. Il presidente di Rete Imprese Italia, Giorgio Guerrini, si e detto convinto che il documento sulla produttivita sara firmato entro mercoledi prossimo e sulle perplessita espresse dalla Cgil ha detto di essere ottimista, “mai dire mai – ha affermata – anche se un ripensamento sembra difficile”.

Sembra proprio che la Camusso non intenda accettare “il prendere o lasciare” del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha sottolineato come l’accordo sia stato firmato con un “noi andiamo avanti. Chi c’e c’e, chi non c’e non c’e”. Del resto l’accordo separato non piace al Governo e Monti ha dato mandato al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera di seguire la vicenda. “Mi sembra si stia creando un buon consenso intorno all’accordo sulla produttivita – ha affermato Passera in in vista dell’incontro con Confindustria, Abi, Ania, Rete imprese Italia, Alleanza delle cooperative, Cgil, Cisl, Uil e Ugl – e spero profondamente che alla fine sia un accordo totale, comunque siamo gia abbastanza allargati per andare avanti”.

Comunque, il Governo dovra pronunciarsi sul contenuto del documento, visto che entro il 15 gennaio verra emanato il decreto con i criteri per gli accordi di produttivita necessari per beneficiare degli oltre 2,1 miliardi messi a disposizione dalla legge di stabilita nel triennio 2013-2015.

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