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17 gennaio 2013 Comments (0) Dalla home page

PRODOTTI-Marchi: Indicam, è illecito il “Falso d’Autore”

Il Tribunale di Napoli ha stabilito che l’espressione “Falso d’Autore” costituisce un marchio illecito perche evoca la contraffazione presentandola come se fosse un’attivita legittima.Tale sentenza pone termine a una pratica illecita condotta da anni da diversi fabbricanti con diffusione nell’intero Paese e all’estero. Lo ha reso noto l’Indicam, Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione.

Quindi, l Tribunale di Napoli con sentenza del 14.1.2013 ha stabilito che l’espressione “Falso d’Autore”, utilizzata alla luce del sole da decenni da produttori di profumi contraffatti come escamotage per diffondere le proprie “versioni tarocche” dei piu prestigiosi prodotti di marca costituisce un marchio illecito perche evoca la contraffazione presentandola come se fosse un’attivita legittima (mentre naturalmente essa e illecita!) cosi ingannando il pubblico e quindi non puo venire legittimamente adoperata, cosi come non possono venire adoperate altre diciture che inducano ingannevolmente a credere leciti i prodotti su cui sono apposti (si trattava di richiami erronei alla liceita dell’ “uso descrittivo” di marchi altrui, richiami a sentenze inesistenti o a norme di legge interpretate a rovescio, per giustificare in modo apparentemente “ufficiale” la liceita delle copie), e che i titolari legittimi dei marchi vanno percio risarciti per l’abuso perpetrato ai loro danni.

Tale sentenza pone finalmente termine a una pratica illecita condotta da anni da diversi fabbricanti dell’area del casertano e del napoletano, con diffusione nell’intero paese e all’estero, che finora avevano frapposto ogni sorta di cortina di fumo giuridica e logistica agli interventi delle forze dell’ordine e della magistratura. Ora un’azione giudiziaria recentemente promossa da Indicam, l’associazione italiana per la lotta alla contraffazione presieduta da Carlo Guglielmi, assieme ai piu importanti industriali del settore ad essa aderenti, sancisce definitivamente l’illiceita di tale pratica, e, con una pronuncia assolutamente innovativa, anche la nullita del relativo marchio.

“Si tratta dunque di un precedente estremamente importante – ha commentato Cesare Galli, docente di diritto industriale e difensore nella causa – perche riconosce a chiare lettere l’illiceita di tutte le forme di agganciamento anche non confusorio ai marchi originali e considera in se illeciti gli “strumenti”, compresa la registrazione di “marchi-civetta”, tipo i famosi “Replica”, attraverso i quali i contraffattori cercano di far passare per legittima la loro attivita. Ed e chiaro che a questo precedente dovra attenersi anche l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, rifiutando la registrazione di marchi formati in modo analogo”.

In questi stessi giorni Indicam ha anche proceduto a estendere la propria denuncia alla Commissione europea concernente la disciplina confusa e discriminatoria dell’uso della dicitura Made in Italy adottata dallo Stato italiano in violazione del diritto comunitario, allargandola anche al piu recente intervento normativo in materia (l’art. 43 del decreto sviluppo dello scorso anno, che identifica l’origine delle merci agroalimentari con una norma potenzialmente interpretabile anche in senso difforme dal diritto comunitario e che comunque e stata adottata senza il rispetto della procedura, codificata da una Direttiva, per il coordinamento delle norme tecniche in ambito Ue).

Indicam, Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione,da oltre 20 anni associa e coordina grandi industrie di marca produttrici di beni che vanno dall’alta gamma al largo consumo, aziende fornitrici di servizi anticontraffazione, studi legali e di consulenza in diritto industriale e proprieta intellettuale e agenzie investigative specializzate. L’Istituto segue attivamente l’evoluzione della legislazione in materia e collabora con i vari rami della pubblica amministrazione nell’attivita di contrasto della contraffazione e di tutela della Proprieta Industriale.

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