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19 dicembre 2014 Comments Off on POVERTA’ – Lavoro autonomo: Cupla: dai pensionati 100mila lettere a Governo e Parlamento News

POVERTA’ – Lavoro autonomo: Cupla: dai pensionati 100mila lettere a Governo e Parlamento

Chiedono misure urgenti per far fronte al disagio economico e alla carenza dei servizi sanitari di cui sono vittime. “Il Natale e prossimo e dovrebbe portare gioia e serenita, ma la condizione di poverta in cui ormai versano molti di noi pensionati – 7,4 milioni, il 44% del totale percepiscono una pensione inferiore ai 1.000 euro lordi mensili -, non ci consente di essere ne gioiosi ne sereni”. E’ questo il messaggio contenuto nella vasta iniziativa che hanno assunto gli iscritti alle Organizzazioni dei pensionati facenti capo al Cupla (Coordinamento Unitario Pensionati del Lavoro Autonomo) inviando 100 mila lettere al presidente del Consiglio Matteo Renzi e ad altri membri del Governo, nonche alle autorita parlamentari, ai deputati e ai senatori, alle Istituzioni locali.

Nelle lettere si fa presente che la condizione economica e sociale dei pensionati e sensibilmente peggiorata negli ultimi anni ed e ormai divenuta insostenibile, tanto che una grande percentuale di essi e caduta in uno stato di poverta assoluta e deve rinunciare a curarsi a causa delle lungaggini della sanita pubblica o dei costi aumentati, col terrore della possibile perdita dell’autosufficienza, vista l’assenza quasi totale del supporto pubblico.

pensionatoI provvedimenti finora assunti dai vari Governi hanno trascurato gli anziani e anche il Governo Renzi ha escluso i pensionati dal provvedimento degli 80 euro, utili anche per contribuire all’auspicato aumento dei consumi necessari alla ripresa economica.

Per questo i pensionati del Cupla chiedono ai destinatari delle lettere l’interessamento su almeno tre punti:
o arginare la crescente poverta tra gli anziani intervenendo sulle pensioni piu basse con il “bonus” gia concesso ai lavoratori attivi ed ampliando la “No Tax area” per una minore pressione fiscale e ristabilire un minimo di equita e giustizia sociale;
o venire incontro concretamente alle famiglie che hanno un non autosufficiente o un invalido in casa;
o riorganizzare la sanita pubblica e portare avanti con concretezza e determinazione il piano volto a “territorializzare” il servizio restituendo ai medici di base un ruolo primario con la costituzione dei pool di specialisti multi disciplinari e assicurando l’assistenza continua sul territorio.

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