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15 ottobre 2014 Comments (0) Dalla home page

PMI-Voucher: Ricchiuti (Pd), è impraticabile. Interrogazione parlamentare

“Un cammino impossibile” commenta cosi la senatrice Lucrezia Ricchiuti (Pd) la notizia della firma del Decreto che disciplina i contributi di 10.000 euro a micro e piccole imprese per la digitalizzazione e lo sviluppo tecnologico previsto dal Decreto Destinazione Italia.

Spiega Ricchiuti: “per acquistare i beni in oggetto, le piccole e medie imprese dovranno completare lunghissime procedure burocratiche che, di fatto, minano alle basi la portata di questo provvedimento. Per non parlare dei lunghi tempi di pagamento per le imprese fornitrici. E’ importante correggere adesso la misura prima che diventi l’ennesimo caso di una opportunita persa. Rischiamo di fare la fine del gambero: per fare un passo avanti e scrivere un decreto attuativo in ritardo, ne facciamo due indietro perche sara impossibile ricevere il contributo a causa della burocrazia e non si sa ancora se e quando i soldi saranno stanziati.”.

Secondo un’interrogazione parlamentare presentata dalla Ricchiuti, infatti, le imprese beneficiarie dovranno non pagare i fornitori inserendo, all’interno del portale messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, gli identificativi delle fatture non quietanzate, la copia elettronica di queste ultime, l’elenco dei fornitori corredato dalle loro coordinate bancarie ed infine l’estratto del conto corrente vincolato attestante la presenza sullo stesso di una disponibilita finanziaria pari alla somma del 50% del valore dei beni/servizi oggetto della richiesta e dell’IVA relativa agli stessi.

“Eppure la misura potrebbe essere gestita diversamente, ad esempio – afferma la Senatrice – attraverso il ricorso a organismi intermedi autorizzati all’erogazione di voucher prepagati per le imprese, per l’acquisto di beni e servizi predeterminati e rimborsati direttamente ai fornitori in modo diretto snellendo di gran lunga procedure e tempi.”.

“Tale modalita di gestione dei finanziamenti”, sottolinea la Ricchiuti, “e risultata essere efficace tanto per le aziende richiedenti, non oberate dall’espletamento di procedure lunghe e complesse, che per le aziende fornitrici, immediatamente e direttamente liquidate dall’organismo intermedio”. Un modello di efficienza a cui guardare con attenzione per evitare il rischio, ad oggi concreto, di una sostanziale improduttivita degli stanziamenti.

L’Interrogazione parlamentare

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dello Sviluppo Economico, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Premesso che:

Il decreto legge 23 dicembre 2013, n.145 (cosiddetto “Destinazione Italia”), convertito con legge 21 febbraio 2014, n.9 dispone, all’articolo 6, la concessione alle micro, piccole e medie imprese di Voucher di importo non superiore a 10.000 euro per l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il miglioramento dell’efficienza aziendale, la modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, nonche per sostenere tutte le spese relative alla connettivita a banda larga e ultralarga;

Ai sensi del comma 2 articolo 6 del decreto Destinazione Italia, l’ammontare dell’intervento e stabilito nella misura massima complessiva di 100 milioni di euro a valere sula prossima programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari, nell’ambito dell’apposito Programma Operativo Nazionale ovvero nell’ambito della collegata pianificazione degli interventi nazionali finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione e dal Fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n.183;

E’ stata dato notevole risalto sulla stampa al citato Decreto, che sembrerebbe velocizzare i contributi e “sbloccare” dei decreti attuativi fermi da un anno;

Considerato che:

Ai sensi dell’articolo 8, comma 1 del presente decreto i soggetti beneficiari per presentare domanda per la concessione del Voucher dovranno inviare la richiesta esclusivamente per via telematica attraverso un’apposita piattaforma che dovra essere resa disponibile sul sito Internet del Ministero, ma la modalita di richiesta, gestione ed erogazione di questi fondi (in pratica l’intera esecuzione del decreto) dovranno essere definiti da un ulteriore decreto del Ministero dello Sviluppo economico;

Stando all’art.9 comma 2 e alla sua allegata relazione illustrativa il Ministero dello Sviluppo Economico potra erogare il contributo secondo le modalita prevista dalla convenzione stipulata con l’Associazione Bancaria Italiana (convenzione del 12 febbraio 2014). Secondo tale disposizione le micro, piccole e medie imprese dovranno prima acquistare i beni senza pagare i fornitori e successivamente inserire, all’interno del portale messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, gli identificativi delle fatture non quietanzate, la copia elettronica di queste ultime, l’elenco dei fornitori corredato dalle loro coordinate bancarie ed infine l’estratto del conto corrente vincolato attestante la presenza sullo stesso di una disponibilita finanziaria pari alla somma del 50% del valore dei beni/servizi oggetto della richiesta e dell’IVA relativa agli stessi;

appare evidente a chiunque come questa procedura, cosi come strutturata, risulta estremamente farraginosa e complessa da espletare sia per le micro, piccole e medie imprese richiedenti il contributo che per le aziende fornitrici di beni e servizi, che dovrebbero fronteggiare il rischio di lunghi tempi di attesa per la ricezione dei pagamenti. Inoltre la necessita di bloccare prima ancora di ricevere il contributo una somma a copertura dello stanziamento fino alla fine della concessione del contributo mette un filtro pesantissimo sui potenziali beneficiari che vedono nei fatti annullarsi l’incentivo dall’obbligo di anticipazione di fondi che molto spesso queste start-ups non hanno;

La gestione di finanziamenti a fondo perduto da parte delle pubbliche amministrazioni e gia avvenuta, in altri casi, attraverso il ricorso a organismi intermedi autorizzati all’erogazione di voucher prepagati per le imprese limitati al solo utilizzo di beni e servizi predeterminati e rimborsati dall’organismo al prestatore del servizio in modo diretto. Tale modalita di gestione dei finanziamenti e risultata essere efficace tanto per le aziende richiedenti, non oberate dall’espletamento di procedure lunghe e complesse, che per le aziende fornitrici, immediatamente e direttamente liquidate dall’organismo intermedio. In tal senso le esperienze degli altri paesi UE che hanno adottato simili sistemi (Belgio, Francia, Portogallo, Rep. Ceca tra le altre) o anche regioni italiane dimostrano maggiore semplicita organizzativa e minori tempi per l’erogazione dei contributi;

Si chiede di sapere:

– Se gli interrogati siano a conoscenza di quanto esposto in premessa;

– Se gli interrogati non ritengano che le misure, cosi come concepite, determinino una sostanziale improduttivita degli stanziamenti, dovuta ad una procedura i cui adempimenti risultano eccessivamente farraginosi e complessi per le aziende richiedenti e la successiva liquidazione ai fornitori avvenga in tempi lunghissimi;

– se non sia possibile utilizzare gia i fondi della programmazione 2007-2013 invece di quelli del futuro accordo 2014-2020 e non ancora sottoscritto;

– Quali urgenti misure il Governo intenda adottare al fine di semplificare le procedure ivi contenute.

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