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6 maggio 2010 Comments (0) Dalla home page

PMI – Unioncamere:Dardanello, puntare su Ict e green economy

Le anticipazioni dei dati sull’occupazione confermano che il punto di maggiore flessione e probabilmente superato e che il sistema, pur continuando ad espellere risorse, sta seguendo una traiettoria piu moderata rispetto a quella di Paesi a noi piu prossimi. Lo ha sottolineato Ferruccio Dardanello presentando il Rapporto sullo stato di salute del sistema Paese, diffuso in occasione della 8a Giornata dell’Economia. “Dopo la Germania siamo infatti il Paese che, tra i principali della Ue, ha visto il minore incremento della disoccupazione – ha spiegato il presidente di Unioncamere – registriamo, inoltre, una lieve ma apprezzabile ripresa delle assunzioni (50mila in piu) con la particolarita che di queste assunzioni aggiuntive, il 42%, oltre 21mila, e destinato a figure ad alta specializzazione professionale. Come dire – ha poi sottolineato – che le imprese che si stanno rimettendo in moto nel 2010 sono gia in cerca di personale, da inserire soprattutto nelle funzioni aziendali che servono a governare i processi piu complessi. La qualita da sola, pero, non basta piu – ha aggiunto Dardanello – i nostri campioni del Made in Italy si rendono conto che la qualita puo garantire competitivita ma a condizione di investire in capacita innovativa e, soprattutto, in maggiore efficienza produttiva. Su questo terreno pero le forze delle sole imprese non possono bastare se non c’e dietro di loro un sistema-Paese altrettanto moderno, efficiente e bene organizzato”. L’emorraggia dei posti dilavoro e in frenata con 830mila assunzioni previste per quest’anno dalle imprese italiane: sul fronte occupazione, Unioncamere ha evidenziato come per piccole e piccolissime imprese – comprese quelle artigiane – sia stata piu intensa la contrazione di posti di lavoro (-2,4%), soprattutto tra le unita manifatturiere (-4%). Pur nelle difficolta, le imprese continuano a puntare a una maggiore efficienza, possibile elevando la qualita delle assunzioni. Nel 2010, infatti, la contrazione occupazionale prevista per operai e personale non qualificato sembra superare il 2% (-2,1%), mentre quella relativa alle professioni medium e high skills scenderebbe sotto all’1% (-0,9% per i dirigenti e -0,6% per impiegati e tecnici).

Secondo il rapporto presentato da Unioncamere, il recupero del potere competitivo delle Pmi passa dall’adozione diffusa di soluzioni It e dall’attenzione all’ambiente. Nel 2009, la quota di medie imprese industriali che ha effettuato investimenti in software e servizi informatici e stata pari al 25% del totale e sono collocate soprattutto nel Nord-Est. Questa tipologia di investimenti si colloca al secondo posto tra quelli effettuati, dopo gli investimenti in macchinari e apparecchiature elettroniche (56%) ma precedendo in modo significativo tutte le altre destinazioni di investimenti. La stessa graduatoria si conferma anche nelle previsioni delle imprese relative al 2010, anche se la quota di medie imprese che intende investire in It scende al 17%. Nelle piccole imprese (20-49 dipendenti) invece, la percentuale di investimenti informatici effettuati nel 2009 scende all’11%, e anche in questo caso cala nel 2010, con una previsione del 7%. Riguardo all’ambiente, la green economy Made in Italy segue due vie principali: lo sviluppo di alcuni settori innovativi (energie alternative) e la riconversione in chiave ecosostenibile di comparti tradizionali legati al manifatturiero. I dati dimostrano come la strada sia gia intrapresa: il 30% delle Pmi e particolarmente attento a effettuare investimenti in prodotti o tecnologie volte a conseguire risparmi energetici e/o minimizzare l’impatto ambientale. L’interesse sale al 37% per le imprese industriali di media dimensione e per le aziende specializzate nelle produzioni agroalimentari. A livello territoriale, il Sud risulta essere l’area geografica in cui appare piu consistente la fascia di imprese che investiranno in prodotti e tecnologie a minor impatto ambientale (38%).

Dal rapporto di Unioncamere e emerso anche che il decreto incentivi ha risollevato le sorti delle imprese maggiori del commercio dopo la flessione dei consumi che ha caratterizzato il 2009. Nel primo trimestre 2010 sembra fare un balzo in avanti il commercio al dettaglio di prodotti alimentari, in flessione, rispetto allo stesso trimestre del 2009, inferiore ai 2 punti percentuali (rispetto a valori sempre superiori ai 3 punti e mezzo segnati nel corso dell’anno). E sono buone le le previsioni formulate dagli imprenditori manifatturieri e commerciali che al secondo trimestre del 2010 guardano con atteggiamento positivo. Il tasso di entrata si attestera nel 2010 poco sopra il 7% (era il 6,8% nel 2009), mentre il tasso di uscita si colloca all’8,6% (era l’8,7% lo scorso anno), arrivando a un saldo del -1,5%.

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