CDM – Lotta alle frodi alimentari, rifiuti ed altro

PMI – Aiuti fiscali piuttosto che Tremonti Bond

22 febbraio 2009 Comments (0) Dalla home page

PMI – Sono meno morose, ma le banche non si fidano

Penalizzate anche se pagano, per le Pmi e sempre piu difficile ottenere credito

In Eurolandia, sono solo le banche italiane a essersi irrigidite nel credito al sistema produttivo. Un irrigidimento che penalizza soprattutto le piccole e medie imprese anche se, malgrado la crisi economica e finanziaria in atto, la quota delle sofferenze delle imprese verso le banche e in calo. Vale a dire che il sistema imprenditoriale italiano e diventato piu affidabile. Lo evidenzia Cgia ( Associazione artigiani piccole imprese) di Mestre secondo cui a partire dall’ottobre scorso gli istituti di credito hanno stretto i rubinetti del credito.
”Una parte della responsabilita – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – va addebitata alla Banca d’Italia che nell’ottobre scorso, nel tentativo di rafforzare il sistema, ha invitato le banche italiane ad aumentare dall’8 al 10% la riserva obbligatoria. Vale a dire un aumento del 25% della quota di denaro che le banche devono immobilizzare per garantire la propria solvibilita. Questa decisione ha, quindi, ridotto la liquidita degli istituti di credito e conseguentemente la propensione al prestito nei confronti del mercato, aumentando la stretta creditizia alle imprese. Soprattutto a quelle di piccole dimensioni”.
La conferma viene da una recente indagine condotta dalla Bank Lending Survey su un campione di 105 direttori di banca di tutti i Paesi appartenenti all’area dell’euro. Ebbene, alla domanda se in questi ultimi mesi vi sia stato un inasprimento dei criteri di concessione del credito nei confronti delle imprese, ad ottobre 2008 l’87,5% dei dirigenti italiani ha risposto affermativamente. E a gennaio 2009 la percentuale ha toccato, addirittura, il 100%. Se analizziamo poi le risposte nei confronti del livello dimensionale delle imprese, nei confronti delle pmi a gennaio di quest’anno la stretta creditizia e stata denunciata dall’87,5% degli intervistati (+25 punti rispetto ad ottobre 2008) e nei confronti delle grandi imprese addirittura al 100% (+12,5% rispetto ad ottobre 2008). Percentuali che non hanno eguali in tutta Europa e che sottolineano come a partire dall’autunno scorso la stretta creditizia abbia interessato soprattutto le Pmi.
In Italia tra la fine del 2007 e il dicembre 2008 sia le piccole e medie imprese (vale a dire le famiglie produttrici) sia le societa non finanziarie (ovvero le grandi imprese) hanno registrato una diminuzione delle sofferenze bancarie (ovvero un calo dello stato di insolvenza). Infatti, se per le famiglie produttrici a fine 2007 l’incidenza delle sofferenze (pari a circa 6,6 mld di euro in valore assoluto) sui prestiti ricevuti (90,3 mld di euro) era pari al 7,4%, a fine 2008 si e attestata al 6% a fronte di una riduzione a 5,6 mld di euro delle sofferenze su un valore complessivo dei prestiti aumentati a 93,7 mld di euro circa. Per le societa non finanziarie, invece, l’incidenza delle sofferenze sui prestiti e scesa dal 3,8% (novembre 2007) al 3% di fine 2008.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.