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23 febbraio 2011 Comments (0) News

PMI – Revisione Small Business Act: Rete imprese Italia, passare dagli impegni ai fatti soprattutto per i ritardi nei pagamenti

Lo Small Business Act e una grande opportunita per le piccole e medie imprese italiane e per questo ne sollecitiamo la rapida attuazione. Cosi Giorgio Guerrini, presidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) ha commentato come particolarmente significativa la scelta del viceresidente della Commissione europea Antonio Tajani di presentare la revisione dello Small business Act proprio in Italia. ”Il nostro – ha sottolineato Guerrini – e il Paese che, nell’Ocse, vanta il piu alto numero di piccole e medie imprese, 4.231.900, pari al 94,7% del totale delle aziende italiane, che impiegano il 58,5% della forza lavoro e contribuiscono al 60% della ricchezza prodotta nel Paese”.

”Ci aspettiamo – ha ribadito il presidente della rappresentanza dell’imprenditoria diffusa – che la linea-guida dello Small Business Act, il Pensare innanzitutto al piccolo, si traduca presto in realta. Per questo chiediamo alle istituzioni europee di attribuire ai contenuti dello Small Business Act il valore cogente di direttive affinche gli Stati membri siano obbligati ad attuarli. Un esempio di questa prassi e la direttiva Ue sulla lotta contro i ritardi di pagamento, pubblicata mercoledi 23 febbraio sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue e che ci auguriamo sia presto attuata in Italia. Bisogna passare rapidamente dagli impegni ai fatti, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione del principio della proporzionalita al fine di costruire norme a misura di piccole imprese”.

Infine Guerrini ha ricordato che ”l’Italia e stata tra i primi Paesi in Europa a recepire i principi dello Small Business Act. Ora – ha aggiunto- attendiamo segnali concreti della volonta del Governo e del Parlamento di porre le piccole e medie imprese al centro dell’iniziativa politica e delle strategie di sviluppo del Paese. Per questo si deve anche accelerare l’approvazione in Parlamento dello Statuto delle imprese che contiene misure per valorizzare la libera iniziativa, l’assunzione del rischio, l’innovazione e per liberare le imprese da costi e vincoli che ne comprimono le potenzialita”.

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