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2 aprile 2009 Comments (0) Dalla home page

PMI – Obiettivo Serbia per nuovi business

Seminario promosso da Unioncamere per avvicinare le rispettive comunita d’affari

Rafforzare i rapporti commerciali tra Italia e Serbia con opportunita di investimento per le Pmi.
E avvicinare le rispettive comunita d’affari nella prospettiva del possibile ingresso del Paese Balcanico nell’Unione Europea. Questi gli obiettivi del seminario promosso da Unioncamere svoltosi alla presenza del Consigliere Unioncamere delegato alle aree dei Balcani e del Mediterraneo, Antonio Paoletti, dell’Ambasciatore d’Italia a Belgrado, S.E. Alessandro Merola, dell’Ambasciatore di Serbia a Roma, S.E. Sanda Raskovic-Ivic, del Presidente di Finest, Michele Degrassi, e dei rappresentanti delle principali istituzioni economiche Serbe e della Vojvodina.
Il seminario rappresenta l’anello di congiunzione ideale tra la missione imprenditoriale promossa lo scorso settembre da Unioncamere e numerose Camere di Commercio e quella, dello stesso tipo, in programma per il prossimo autunno. Come la precedente esperienza del 2008, la prossima missione – promossa da Unioncamere e realizzata come capofila da Aries della Camere di commercio di Trieste – si svolgera nell’ambito dell’accordo quadro di collaborazione firmato da Unioncamere con la Camera di commercio Serba nel maggio 2005. “E’ un momento imperdibile per le imprese italiane interessate al mercato serbo e, attraverso questo, ai piu vasti mercati dell’Europa dell’Est, primo fra tutti quello russo” ha detto a margine dell’incontro Antonio Paoletti, Consigliere di Unioncamere delegato per le aree dei Balcani e del Mediterraneo. “Ci sono tutte le condizioni per realizzare un lavoro di sistema efficace. L’evento di oggi – ha aggiunto Paoletti – e servito per lanciare progetti ed iniziative concrete sia da parte italiana che serba muovendo dalle reali opportunita offerte dai rispettivi sistemi economici. In questa prospettiva, l’incontro ha certamente rafforzato i presupposti su cui potra contare la missione di sistema-Paese, prevista a fine anno, che portera numerose Pmi italiane in Serbia.
” In occasione del Seminario, Unioncamere ha realizzato un’analisi del mercato serbo attraverso alcuni dati statistici riguardanti l’interscambio commerciale fra le Regioni italiane e la Serbia e le performances di alcuni settori/prodotti. Partendo dallo studio delle categorie merceologiche, l’indagine ha messo a fuoco i prodotti che maggiormente incidono sull’export italiano in Serbia, i valori e i volumi scambiati, il posizionamento dell’Italia nei confronti dei principali competitors nonche la tipologia di prodotto ad oggi presente sul mercato serbo. L’Italia e, dopo la Federazione Russa e la Germania, il terzo Paese esportatore verso la Serbia. L’indagine si e focalizzata sui prodotti che maggiormente incidono sull’export italiano in Serbia nel 2008: macchine per impieghi speciali e generali; articoli in abbigliamento in tessuto e accessori (escluso quelli in pelle e pelliccia) e maglie; calzature; autoveicoli; cuoio. Un’attenzione particolare e stata dedicata a quei settori per i quali vi e richiesta da parte del mercato serbo (mobili e hotellerie; agroalimentare), come emerso anche a seguito della missione Unioncamere che ha avuto luogo dal 21 al 24 settembre 2008 e che ha avuto come capofila la ARIES, l’Azienda speciale della Camera di Commercio di Trieste per l’internazionalizzazione. I risultati per tutti i settori evidenziano l’Italia tra i primi fornitori con un prodotto di fascia medio alta il cui prezzo medio e quasi sempre superiore a quello medio/neutro. Per i beni strumentali siamo quasi sempre i principali fornitori ed il principale concorrente e la Germania. Per il tessile/abbigliamento il principale fornitore e la Cina (a volte la Turchia) che tuttavia esporta, rispetto all’Italia, volumi notevolmente superiori (in media il 60% in piu) ad un costo unitario inferiore a quello medio. L’export Italiano e invece di nicchia con costi unitari sopra la media. Interessante, infine, appare l’esame dei dati relativi al settore dei mobili, ove l’Italia si conferma primo fornitore.

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