CRISI – Giovani: impresa, business e fantasia

CRISI – Abi: possibili segnali di ripresa

21 aprile 2009 Comments (0) Dalla home page

PMI – Lazio: usura in crescita ma calano le denunce

Relazione 2008 dello sportello antiusura Sos Impresa Roma-Lazio della Confesercenti

Il dato nella relazione 2008 di Sportello antiusura Sos Impresa Roma-Lazio della Confesercenti. L’anno scorso Sos Impresa e entrata in contatto con 1.288 utenti, 211 dei quali sono stati presi in carico e assistito dall’associazione. La stragrande maggioranza dei contatti e avvenuta telefonicamente, ma numerosi sono stati quelli avvenuti attraverso la posta elettronica. Il 30% dei contatti era dettato da richiesta e informazioni riferibili al fenomeno dell’usura e il 23% su chiarimenti su rapporti bancari. In particolare dei 395 contatti legati all’usura, 132 (pari al 33%) erano interessati a informazioni sulla legge 108/96 e 83 (il 21%) a richieste di assistenza per istanze di richiesta al fondo di solidarieta.
Dei 211 assistiti, 189 (il 90% del totale) risiedono nel Lazio e 22 provengono da altre regioni. In particolare per i casi di persone risiedenti nel Lazio, 111 sono di Roma, 37 nella provincia di Roma, 17 a Viterbo, 12 a Frosinone, 10 a Latina e 2 a Rieti. “Dai contatti stabiliti, ma soprattutto dalle persone ascoltate- ha spiegato Lino Busa, presidente di Sos Impresa nazionale– e stato possibile tracciare un identikit professionale degli utenti che si sono rivolti allo sportello che, nella quasi totalita, si e rivelata essere quella del piccolo imprenditore”. Nel 71% dei casi si tratta di commercianti, nel 12% di artigiani e piccoli imprenditori, nel 6% di liberi professionisti e nel 5% di lavoratori dipendenti-pensionati e di agenti di commercio-assicuratori.
“Il Lazio- ha denunciato Busa- resta una delle regioni piu esposte a rischio. Eppure sul piano delle denunce e dei procedimenti penali aperti, la propensione e tristemente contrassegnata dal segno meno”. I responsabili nazionali e locali dello sportello spiegano anche che “a Roma sono preminenti due figure di usuraio”. Il classico “cravattaro di quartiere” che puo essere il pensionato o il commerciante, a cui si va affiancando con forza una nuova figura “quella del colletto bianco, dell’usurario dal volto perbene”. Di fatto si tratterebbe di reti formate da avvocati, commercialisti e persone legate in vario modo agli istituti di credito e ai tribunali fallimentari che, diversamente dal classico usuraio che “lavora” sugli assegni e sul loro rinnovo, punta a non accettare gli assegni ma piuttosto a togliere alle vittime le case e le aziende.
“Nel Lazio- ha spiegato l’assessore regionale agli Affari istituzionali e alla Sicurezza, Daniele Fichera– sono 70.000 le famiglie a rischio usura-bancarotta. Si tratta di un numero ancora gestibile”. Fichera ha ricordato anche che “il Lazio e stata una delle prime regioni ad adottare una legge regionale sull’usura” e che “l’impegno finanziario negli ultimi anni e notevolmente cresciuto passando da un milione e mezzo del 2007 a 6 milioni nell’ultima finanziaria”. Quindi l’annuncio di una conferenza regionale sul tema “che si svolgera nel prossimo autunno e che coinvolgera oltre alle istituzioni anche la Camera di Commercio, l’Abi e associazioni impegnate nella lotta al fenomeno usura” e il cui scopo sara quello “di fare rete”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.